Paul Theroux.
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Hotel Honolulu.
Parte 3.
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Titolo originale: Hotel Honolulu.
Traduzione di: Maria Teresa Gabriele.
2002. Baldini & Castoldi Editori, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Hotel Honolulu.
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Primo amore.
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Ogni tanto mia moglie, considerandomi come uno straniero insensibile
e ricordandomi che dovevo prestare attenzione a ci che dicevo, mi sorprendeva
con lampi di intelligenza. Ci a volte rendeva difficile il nostro
matrimonio, sebbene lei non fosse sorda ma solo dura d'orecchi, non
cieca ma miope. In altri luoghi in cui avevo vissuto le persone avevano
avuto abbastanza parole per farmi delle richieste, ma non sufficiente capacit
di comprendere che le loro richieste erano irragionevoli.
Sweetie e Puamana dissero che avevo offeso Kalani, cos furono invitate
a un pasto di recupero. Il sospetto che io lo disprezzassi le port
a pensare che disprezzassi pure loro. La loro identificazione con questo
deficiente mi metteva a disagio. Non riuscivo a fargli comprendere
la mia avversione verso di lui, e quindi avevo torto. Dovevo
ammansirle, pagare il pranzo come una specie di ho'o ponopono, un rituale pacificatore.
Kalani era povero. Noi siamo rimasti poveri, disse Sweetie. Se
tu povero, con vestiti tutti rotti a volte non sapere cosa ti sta succedendo.
E tu commetti degli errori.
Di cosa stava parlando questa donna maledetta?
Come sai... tu mai diventato povero.
Che stronzata. Io sono stato nell'inferno. Tu sei mai stata nell'inferno?
Le dissi che avevo conosciuto momenti difficili in paesi sconosciuti
che l'avrebbero terrorizzata. La peggior sorte era quella di essere
disperato e distante, e non solo distante ma anche fuori dal mondo conosciuto,
che era come essere seppelliti vivi. Lei non si era mai mossa da
casa, dove aveva sempre trovato qualcuno disposto ad aiutarla.
Io non intendo disperato, intendo incompreso.
La sottile distinzione, nella sua voce ineducata, mi sconcert, come
la vista di un cane che cammina sulle zampe posteriori. Ma non riusc
a spiegarsi meglio.
O forse potrei raccontare una storia.
C'era una giovane donna ad Honolulu che voleva apparire pi grande
di quello che era, disse Sweetie. Pens che ci sarebbe riuscita vestendosi
elegantemente. Tutto quello che possedeva erano un po' di soldi
che sua madre le aveva dato, cos si rec in un negozio di roba usata ed
esamin a uno a uno tutti gli scaffali, alla ricerca di abiti firmati che un
tempo, nuovi, erano stati molto costosi. Alcuni luoghi vendono abiti di
stilisti famosi di seconda mano - le donne benestanti ad Honolulu acquistano
i loro vestiti e le scarpe nei negozi all'ingrosso, pagando solo
una minima parte del prezzo originale.
Da questa ricerca tra gli scarti la ragazzina mise insieme un completino
delizioso: una minigonna, una camicetta di seta, delle scarpe di pelle
chiara con tacchi squadrati e una fibbia. Aveva impiegato settimane
per trovare gli abiti giusti a prezzi cos ridotti. Solo le scarpe le sarebbero
costate diverse centinaia di dollari. La facevano sembrare pi alta e
sembrava molto pi grande di quanto non fosse in realt.
Quanti anni aveva?
Circa quindici.
Cos vestita e desiderando essere notata, un pomeriggio si sedette alla
fermata dell'autobus nei pressi di Ward Warehouse, con le gambe accavallate,
calciando i piedi su e gi, e ascoltando il suo walkman. Si accorse
che l'uomo che le era accanto le stava rivolgendo la parola. Per attirare
la sua attenzione le tocc la scarpa. Lei si tolse gli auricolari e con
le mani elimin le pieghe dalla gonna.
L'uomo aveva circa ventidue anni o poco pi, un howlie. Lavorava
presso una concessionaria di auto, Hoku Honda ad Ala Moana. Lei si
compiacque quando lui le rifer che non stava aspettando l'autobus ma si
era fermato perch l'aveva vista e voleva parlarle. Neanche lei stava aspettando
l'autobus, ma a lui non lo disse. La invit allo Starbuck's all'angolo,
dove - la ragazza non prese del caff ma un succo alla pera con miele
liscio - l'uomo le propose di andare al cinema il giorno seguente.
Non vi era nulla di pi sicuro di un film - con tutta quella gente intorno.
La giovane aveva anche detto a sua madre che ci andava con un
amico. Per amico intendeva ragazzo, sebbene non le avesse rivelato la sua et.
Indoss il suo amato completino. A teatro, il Cinerama sulla King
Street, di fronte a Gas N GO (il film era Seven con Brad Pitt), il tipo
haole fece una cosa carina. Disse: Metti i piedi qui. Li sollev sulle
sue ginocchia, facendola girare di lato, e le afferr le scarpe. Non la
baci, n la tocc in nessun luogo intimo. Tutto quello che desider
fu tenerle le scarpe, le sue dita che accarezzavano la lucida pelle chiara.
Non le tocc neppure i piedi. Rimasero seduti cos per due ore. Lei
era felice: fu un vero appuntamento. Quell'uomo le piaceva, e anche
lei sembrava piacergli. Ma la cosa pi importante, pens,  che  un gentiluomo.
Ritornando alla fermata dell'autobus dove si erano conosciuti - lei
non gli aveva detto dove viveva - lui le chiese se avesse potuto rivederla.
La ragazza rispose di s. Ho un amico, un ragazzo howlie, si disse dentro
di s, sorridendo nell'oscurit della sua camera da letto poco prima di addormentarsi.
La volta successiva l'uomo and a prenderla con una macchina che
aveva preso in prestito dalla concessionaria. Ho detto al mio capo che
dovevo portarla al Lex Brodie's per la convergenza delle ruote. Ma
mentre lo diceva c'era una triste nota di disappunto nella sua voce.
Ti sei messa le ciabatte, disse con uno sguardo di disapprovazione
notando i suoi sandali di gomma. La ragazza indossava anche pantaloncini e una maglietta.
Pensavo che forse noi andare in spiaggia, eh?
Lui era huhu, imbestialito; sembrava deluso e intrattabile. Cos lei
corse a casa e si vest con cura, e poich non sapeva correre con le scarpe
con i tacchi, le mise in macchina. L'uomo fu felice - pi che felice.
Acconsent di portarla al Hanauma Bay. Lei accett di fermarsi da
Zippy's per un frapp. Sei pi carina cos, disse con una voce riconoscente.
Per la prima volta nella sua adolescenza la ragazza cap che stava
esercitando un potere su di lui, e che avrebbe potuto chiedergli qualsiasi cosa.
Sedettero sul margine erboso della baia, sotto le palme, e lui si mise
i suoi piedi sulle ginocchia. La ragazza desiderava togliersi le scarpe e passeggiare sulla sabbia.
Non ti preoccupare. Lo faremo presto.
La condusse in un luogo dove si vendevano le granatine. Quando
finirono di mangiarle, l'uomo si meravigli dicendole che viveva l accanto.
Vuoi vedere la mia casa?
Lei sapeva bene che non esisteva rischio maggiore che andare in camera
di un uomo da sola. Ma le donne pi grandi lo facevano, e lei cominciava
ad amarlo. Lui era pi grande di qualunque altro ragazzo che
conosceva, ed era proprio per questo che si fidava. Inoltre la ragazza sapeva
che lui lavorava all'Hoku Honda. Aveva cominciato a capire, da
una cosa molto banale come la pressione delle mani dell'uomo sui suoi
piedi, che stava diventando la sua amica segreta.
Prometti di non farmi del male?
Non ti farei mai del male.
La camera si trovava al piano terra di una casa appena fuori Kapahulu, dietro il posto delle granatine e di fronte a una scuola elementare.
Riusciva a sentire i bambini che giocavano. Era passato cos poco tempo da quell'et e da quei giochi! Ma io non sono pi una scolaretta, pens la ragazza.
L'uomo era di nuovo felice. Si sedette dall'altra parte della stanza per evitare che la ragazza si spaventasse. Arrotol per bene il tappeto e le chiese di camminare su e gi per il pavimento di legno, battendo i tacchi pi forte che poteva. Seduto sulla sedia, mentre muoveva le labbra, sembrava pregasse.
Quel giorno, lasciando la casa, le disse: Voglio comprarti qualcosa di bello. Cosa vorresti?
La ragazza rispose: Sto mettendo i soldi da parte per comprarmi qualcosa di speciale.
L'uomo pieg in due un biglietto da venti dollari e glielo mise in mano.
Cos fece la volta successiva, dopo il film (Arma Letale) durante il quale le aveva tenuto i piedi; e subito dopo la spiaggia, nel parco, dove si era divertito a stringerle i piedi e a sollevarla sul ramo di un albero e avevano sostato ad ammirare le luci di Honolulu dalla strada sul Tantalo.
Non era sempre un biglietto da venti quello che le dava; a volte era da dieci o da cinque. La sua unica richiesta era Ti prego mettiti le scarpe.
Quelle scarpe di seconda mano! Se ne vergognava, desiderava dirgli dove le aveva comprate. Si preoccupava che a lui avesse dato fastidio, perch indossare le scarpe di qualcun altro era come un inganno. A volte desiderava che lui le baciasse le labbra al posto delle scarpe, che accarezzasse i suoi capezzoli nello stesso modo con cui accarezzava le fibbie delle scarpe. E desiderava toccarlo. Ma aveva paura che lui volesse di pi, adesso che era lei a desiderarlo di pi.
Era ancora il suo amico segreto, anche se non vi era granch di segreto: la sua bocca sulle sue scarpe, le Polaroid che gli scattava, e la volta che aveva detto: Metti un piede sul mio viso, ma scherzosamente, al Kapiolani Park, con molta gente intorno e gli aquiloni in volo. Una volta le pul le scarpe, nel mio modo segreto, disse leccandogliele.
Non era abbastanza. La ragazza pens che lui l'avrebbe desiderata di pi, se lei lo avesse soddisfatto maggiormente. Prese tutti i soldi che le aveva dato, altri se li fece prestare, un po' li rub dal borsellino di sua madre, e acquist il miglior paio di scarpe che trov nel negozio, barattando le proprie per dieci dollari (le aveva pagate venticinque, ma ne era valsa la pena). Manolo Blahnik. Tacchi che uccidono, disse la commessa.
E dopo lo chiam al Hoku Honda, una cosa che non aveva mai fatto prima. Ma ora era sicura di s. Il suo sguardo fisso, indifeso, e i suoi segreti l'avevano fatta sentire forte.
Le scarpe erano rosse, sexy con i tacchi pi alti del vecchio paio.
Manolo Blahnik. Tacchi che uccidono, eh?
L'uomo fu educato. Sorrise. Ma chiuse gli occhi e mormor quando gli disse che le aveva barattate con le vecchie scarpe. Non la tocc, non tocc neppure le sue scarpe nuove. Disse soltanto che doveva incontrare un cliente per concludere un finanziamento. Non lo rivide mai pi.
Primo amore, disse la ragazza sebbene lo considerasse tale solo dopo che fu tutto finito. Fu cos che mia moglie divent una donna di mondo.
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La festa privata a Mauna Kea Street.
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Potrei scrivere una grande storia, disse Puamana. Se non fosse che io
non ho mai imparato a scrivere.
Mi toccava sentirla tutta le volte, per via della frase di Buddy: Lui
ha scritto un libro.
Ma siccome mia suocera Puamana soggiogava la mia attenzione, io
ascoltavo educatamente. Lei non diceva altro.
Raccontami la storia, dissi.
Non ci crederai.
Sono le uniche alle quali credo.
Questa donna, disse - parlando velocemente e con nervosismo come
se avesse pensato parecchio alla donna della storia ma non avesse
mai osato pronunciare queste cose ad alta voce - questa donna, continu,
era sposata con un uomo talmente pigro che detestava possedere
scarpe con i lacci. La donna gli compr i vestiti migliori, camicie di seta,
pantaloni bianchi, e un cappello da piantagione con una fascetta piumata.
All'uomo piacevano anche gli occhiali da sole Oakley. Ne possedeva tre paia.
Ma l'uomo usciva raramente di casa, e difficilmente indossava i suoi
bei vestiti. Trascorreva la maggior parte della giornata guardando la televisione,
un modello con il grande schermo che gli aveva comprato sua
moglie. Vivevano a Nuuanu, all'angolo di Beretania, in un appartamento
nuovo con un muro tutt'intorno e un portinaio. Quando era stufo di
guardare la TV, l'uomo si metteva a guardare Chinatown fuori dalla finestra,
senza vedere nulla in particolare. La moglie pagava l'affitto: lei
pagava tutto. Per il marito non era necessario lavorare.
Molte donne lo avrebbero ammazzato, lasciato per un altro uomo,
oppure gli avrebbero detto di trovarsi un lavoro. Ma sua moglie lo
amava. Gli era grata per il fatto che l'accettasse cos come era, ed era
compiaciuta quando apprezzava i suoi doni. Era come una schiava, come
una bimba: ne era completamente posseduta. Lo adorava, e quando
pensava che se lo avesse perso si sarebbe persa anche lei, ne rimaneva
terrorizzata. Lui era suo marito, suo padre, il suo capo, il suo
maestro, il suo amante. Suo padre aveva abusato di lei, e sua madre l'aveva
salvata facendola allevare nel sistema hanai da una famiglia amabile
che l'aveva presa in custodia. Anche sua figlia, concepita casualmente
una notte a Kahala con un forestiero, era stata cresciuta nello stesso modo.
Durante quei giorni lavorava a Mauna Kea Street, guadagnando il suo
stipendio e le sue mance.  sorprendente sapere cosa potessero guadagnare
i camerieri a Waikiki. Le hostess molto di pi; e lei era un'hostess.
La regola della casa era quella che i parenti non dovevano mai farsi
vedere davanti all'edificio. Il marito aveva accettato senza obiezione: non
gliene importava niente, non le faceva nemmeno domande sul suo lavoro.
Il supporto e la generosit della donna, lo avevano reso indifferente
alla sua attivit e ai suoi orari insoliti, anche se lei cominciava a lavorare
a met pomeriggio e ritornava a casa dopo la mezzanotte, a volte anche
alle due del mattino. Trovava sempre suo marito a casa, di solito addormentato
dopo una serata trascorsa a bere birra, guardare la TV e, secondo
l'usanza di Honolulu, a fare piccole scommesse. Entrambi si addormentavano
tardi, dopo facevano del sesso - il suo stendersi su di lei,
quell'amoreggiare affannoso, erano la sua ricompensa.
 diventato veramente pesante... diceva Puamana pesando le parole.
Molta gente avrebbe detto che il loro accordo era destinato a fallire,
ma la verit era che funzionava a meraviglia. La donna non si lamentava,
anzi: era riconoscente alla sua vita e alla fedelt passiva di suo
marito. Faceva anche degli straordinari in modo da avere pi soldi da
dargli. Alla fine, intascando il denaro, era lui che si lamentava, dicendo:
Sei fuori tutta la notte. Non hai mai tempo per me.
Perch lei lavorava! Gli comprava dei vestiti! E ultimamente una
Playstation con un sacco di giochi! Tutto ci che lui desiderava!
Con la voce mite, accarezzandogli la mano, cercava di spiegarglielo.
L'uomo brontolava ancora un po' in maniera poco convincente: sapeva
quanto dipendesse dai soldi di lei. Inoltre aveva cominciato a giocare
d'azzardo pi incautamente. Lei non commentava. Lo aveva perfino incoraggiato,
considerando il gioco d'azzardo come un qualcosa che lo
avrebbe reso pi dipendente da lei. L'uomo smise di lamentarsi, sebbene
lei potesse dire dal modo in cui mangiava - svuotava il piatto ma senza
appetito, solo per l'abitudine di ingozzarsi - che era insoddisfatto.
Una video camera, un lettore CD, una La-Z-boy con schienale reclinabile,
un letto ad acqua - gli compr tutto ci insieme a molti vestiti.
L'uomo sembr rincuorarsi. Dovevano essergli piaciuti gli abiti perch
prese a indossarli e a uscire di pi, per andare dall'allibratore e nelle sale
da gioco. Qualche volta la donna ritornava a casa e vedeva che il marito
non c'era. Aspettava con ansia che lui si facesse vivo, sorridendo.
Ho paura che tu mi possa lasciare per un'altra donna.
Non accadr mai. Non c' nessuno come te.
Era ci che si aspettava lui dicesse, cos, naturalmente, ne dubit.
Pensava anche che lavorando duramente e non facendogli mancare nulla,
sarebbe riuscita a tenerlo in pugno. La vita matrimoniale era strana,
una battaglia continua. Ce l'avrebbe fatta? Il suo sacrificio sarebbe stato ricompensato?
Una notte mentre stava lavorando, sollev lo sguardo e tra i clienti scorse suo marito.
Il locale di Mauna Kea Street non era un ristorante, nemmeno un
bar. La donna lavorava come hostess a una festa privata che si teneva tutti
i giorni, in un ampio appartamento al decimo piano. Hostess era l'unica
parola che le veniva in mente quando pensava alla sua professione.
La festa, per accedere alla quale bisognava pagare l'ingresso alla proprietaria
coreana, rendeva servizio principalmente ai turisti giapponesi
di sesso maschile. Quando arrivavano, gli veniva offerto da bere dalle
hostess, con le quali chiacchieravano un po'. Ad un certo punto l'hostess
avrebbe detto: Ti va di andare dentro?
La cosa importante era riuscire a mandare via l'uomo senza fargli
pensare che gli venisse messa fretta.
Noi lavoriamo sulla quantit, non lavoriamo a domicilio, le aveva
detto il primo giorno la proprietaria coreana, una donna tutta affari, attiva
e meticolosa.
Il sesso deve essere impersonale, pulito e sicuro. Dovete essere veloci
o sarete mandate via. La paga era eccellente. Era per questo che la
moglie portava a suo marito tutto quel denaro, solo che per lo stesso motivo,
soprattutto in seguito, qualche volta si era sentita troppo stanca per
avere dei rapporti sessuali con lui.
Era per questo che lui era venuto l? Era in piedi nei suoi bellissimi
abiti, tra i giapponesi che si trascinavano e borbottavano.
Cosa ci fai qui? domand la moglie.
Gi! rispose il marito.
Invece di arrabbiarsi, scoppi a ridere. A questo punto, scoppi a ridere
anche lei. Fu un momento storico, uno dei migliori del loro matrimonio.
Lui prese qualcosa di molto costoso da bere, si sedette con lei e
si recarono in una delle camere e fecero l'amore - appassionatamente come
non l'avevano mai fatto prima. Rientrato a casa l'uomo url: Mi
hanno fatto pagare! Duecento testoni!
Guard sua moglie uscire di casa il pomeriggio successivo, e adesso
che sapeva dove stava andando, ne era divertito e eccitato: era il regalo
migliore che gli avesse fatto fino ad allora. Il vivo ricordo di lei nel locale
lo eccit. Si vest, and a Mauna Kea Street e la trov. Prese da bere
insieme a lei, e insistette affinch lo soddisfacesse in un modo che precedentemente
aveva solo fantasticato. Questo contemplava uno specchio,
una bendatura agli occhi, la lingerie della moglie e alcune parole
esigenti che lei doveva ripetere. Quando lo risvegli, l'uomo ra esausto
e parlava confusamente come un ubriaco.
Gli disse: Stai attento. Se scoprono chi sei, sar licenziata.
Ma lui ritorn. Fecero ancora l'amore. Pag, ma questa volta protest
volgarmente ad alta voce, e fu sentito dalla padrona.
La coreana gli disse: Questo  il prezzo. Se non puoi permettertelo,
non farci perdere tempo.
Quella donna  mia moglie! Avrebbe voluto risponderle.
Continu a visitare l'appartamento a Mauna Kea Street, andando
soltanto con sua moglie perch le altre hostess non gli interessavano. Era
come un maniaco, un tossicomane disperato, e presto perse tutte le inibizioni.
Il suo gioco d'azzardo ora gli sembrava infantile. Era questo il
vero gioco d'azzardo e lui stava vincendo. Il suo matrimonio si completava
in quell'appartamento squallido. Il sesso che faceva in quel luogo lo
lasciava in un'estasi appagante che assaporava in un modo che non aveva
mai provato prima. Amava sua moglie, non riusciva a immaginare di
poterla amare di pi. Adesso andava alla festa privata a Mauna Kea
Street ogni giorno. Ne era diventato schiavo.
Era avvenuto un meraviglioso scambio di ruoli. Il tempo passava e
un giorno l'uomo non pag: era completamente al verde. Cos pag sua
moglie. Il giorno successivo si verific la stessa cosa. Rifiutare di darle i
soldi significava pagare due volte e avere di meno da portare a casa.
L'uomo non poteva permettersi di pagare e nello stesso tempo non aveva
mai avuto tanto bisogno di sua moglie.
Essendosi cacciata in una posizione insolita, la donna fu accusata di
rubare e di cospirare con un cliente (accadeva spesso con i giapponesi
alla ricerca di amanti di Honolulu). Non poteva ammettere che l'uomo
fosse suo marito. Perse cos il suo lavoro.
La proprietaria coreana disse: Sei fortunata perch ti sto semplicemente
mandando via. Avrei potuto pagare qualcuno per farti del male.
Ma alla donna era gi stato fatto molto male, tanto come se fosse stata
ferita fisicamente. Con una reputazione da ladra, sarebbe riuscita a lavorare
solo come passeggiatrice, un lavoro insicuro e pagato una miseria,
inoltre sarebbe stata disprezzata da suo marito.
Divent hostess in un ristorante, ma non guadagnava abbastanza
per pagarsi un appartamento. Suo marito smise di interessarsi a lei e dopo
un po' si separarono, sebbene lei sostenesse di amarlo ancora. Alla
fine la donna reclam sua figlia e l'allev in un hotel, facendo dei lavori
occasionali per gli amici, dando qualche lezione di hula e vendendosi per soldi ogni tanto.
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I cinofili.
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La categoria dei giornalisti visitatori che chiedevano sfacciatamente
una settimana gratis in cambio di pochi paragrafi in un colorito pezzo
elogiativo, mi erano completamente sconosciuti finch non cominciai
a gestire l'Hotel Honolulu. Stephen Palfrey mi chiese una settimana
gratis, pensione completa con camera non fumatori, una massaggiatrice
interna e se non fossi riuscito a procurargli una macchina a noleggio
a buon prezzo. Questi potenziali clienti chiedevano sempre di
me, e si presentavano dicendo: Sono uno scrittore di viaggi. Associavo
questo termine alla gente che raccontava la propria esperienza
nelle riviste di volo che si trovano nella tasca del sedile accanto ai sacchetti
per vomitare. Si divertivano sempre tantissimo e la collocazione
dei prodotti era la loro specialit. La promessa di Palfrey, la stessa
che avevo sentito dagli altri, era che avrebbe scritto una critica entusiasmante sull'hotel.
Perch mi riesce cos difficile immaginare questa possibilit?
Non afferr la mia ironia e disse che i viaggiatori si sarebbero precipitati
verso di noi. Perfino una parola pu essere importante, segnal in
modo altezzoso. La delicatezza non era il punto forte di questa gente, sia
personalmente che sulla stampa. E sebbene avessero volti accigliati e
sparuti attimi di concentrazione come dei bambini ai loro primi passi, e
si lamentassero in continuazione quando non venivano coccolati, gli articoli
che scrivevano elogiando il meraviglioso periodo trascorso, sembravano assurdi e disonesti.
Viaggiare al meglio, scrisse uno di loro sull'Hotel Honolulu.
Viaggiare al meglio, nella mia esperienza, era spesso un orrore e una
seccatura, ma non era quello che lo scrittore voleva far intendere.
Io Palfrey lo avrei anche sbattuto fuori, ma Buddy insisteva che
avevamo bisogno di pubblicit - non avevamo mai acquistato degli spazi
pubblicitari e non avevamo nessun tipo di relazioni pubbliche. E
Buddy sostenendo di essere ammalato e bisognoso, trovava il tutto molto eccitante. Voleva essere conosciuto dal mondo intero.
Per quella settimana, Palfrey disse che voleva reclamizzarci nella sua rubrica e che avrebbe scritto a proposito del nostro cibo. Ho scritto tanto su cibo e bevande. Potrei occuparmi dei vostri brunch. Noi facciamo dei miseri brunch: il loco mocos di Peewee, lo Spam musubis e il Chili contro i sintomi dell'influenza.
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NOTA: loco mocos: Piatto misto a base di salsiccia, spam, riso e sugo di carne. FINE NOTA.
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Nella nostra caffetteria a stento veniva servito un
sandwich e le nostre posate non venivano toccate da nessun cameriere.
Palfrey aggiunse anche, in una divagazione astrusa e enigmatica,
quasi fosse un incentivo supplementare, che se c'era qualcuno nell'hotel
che aveva un cane bisognoso di attenzioni - E la caratteristica della natura
dei cani  quella di richiedere un'attenzione costante - lui le avrebbe
fornite: il cane sarebbe stato portato a passeggio, nutrito, vestito in
modo elegante, gli sarebbero state tolte le zecche, qualsiasi cosa. Io sono
una specie di solitario, disse. Gli mancava moltissimo il suo Labrador
retrevier, che aveva dovuto lasciare nel continente a causa delle rigide leggi sulla quarantena delle Hawaii.
E io so che anche Queenie  triste.
I cuccioli lasciati a casa erano un argomento diffuso tra i clienti: mi
manca il mio cucciolo, io manco al mio cucciolo, vuoi vedere una foto?
La gente all'hotel piagnucolava in una pietosa autocommiserazione, e io
avevo solo voglia di gridare contro di loro per la loro patetica fatuit.
Qui i filippini, i cani se li mangiano, avevo voglia di dire. Su consiglio di
Buddy, accettai che Palfrey restasse per una settimana, sebbene dissi che
non avevamo nessun cane. Quando gli suggerii che si sarebbe potuto occupare
di Popoki di Puamana, lui irrigid i muscoli del viso come i cinofili
sono soliti fare quando si nominano i gatti. Domandai i numeri della sua carta di credito come deposito.
A cosa servirebbe?
Rotture, furtarelli e addebiti vari, diciamo.
Sospir con aria di sconfitta e mi porse la sua carta di credito e il suo
biglietto da visita, sul quale veniva classificato come Dott. Stephen Palfrey,
B.A., e sotto il suo nome, Viaggi d'avventura, Societ Scrittori di Viaggio
Americani, Societ Americana Fotografi, e Associazione Americana Cinofili.
Non ho solo Queenie. Allevo anche Labrador, spieg. Posso
avere il suo biglietto da visita? disse facendomi l'occhiolino. Vi fu qualcosa
di innaturale nel modo in cui lo fece, contorcendo il viso. Desidererei citarla nel mio articolo.
Mi chiesi cosa volesse farne.
Il suo nome mi ricorda qualcosa, disse Palfrey.
Non riesco a immaginare perch, dissi spingendolo a fornirmi pi prove.
La mia certezza lo rese pi titubante. Credo che ci sia uno scrittore abbastanza conosciuto con quel nome.
Ma non lo vede che sono il direttore di questo hotel, dissi. Cosa ha scritto questo mio omonimo?
Palfrey ammise di non aver letto nulla. Il mio era semplicemente un
nome difficile da pronunciare sulla copertina di un libro che lui una volta
aveva visto in qualche luogo. Deluso, sorrise timidamente, dispiaciuto
per aver sollevato l'argomento.
Quello fu l'inizio, ma qualche giorno prima che terminasse la sua
settimana gratis, Palfrey fece i bagagli e mi avvis della sua partenza.
Non ho abbastanza da scrivere.
Il suo volo per il continente era a mezzanotte cos, tra l'abbandono
della camera e l'arrivo del taxi, ascoltai la sua storia.
Una donna al Paradise Lost si era seduta su di uno sgabello accanto
a lui e gli aveva chiesto: Mutandine o boxer? Un'altra, in un
bar a Kalakaua, gli si era avvicinata timidamente e gli aveva domandato
se desiderava andare con lei. Palfrey aveva risposto di no. La ragazza
aveva insistito e sembrava averlo messo con le spalle al muro, ma lui si era allontanato.
Quella era stata la sua prima notte. Mi domandai se dovevo dirgli
che non vi era nulla di strano in quello che gli era successo. Il giorno
dopo pranz all'Irma's Diner, soffermandosi a lungo dopo il caff, e
quando sollev lo sguardo una donna lo salut. Palfrey sorrise e ricambi
il saluto, e la donna si sedette di fronte a lui e cominci a parlare
di s. Era una radiologa. Arrivava da un sobborgo di Pittsburgh.
Gli disse che lo stipendio era buono, ma l'alloggio e il vitto erano cari,
ed era veramente difficile incontrare persone nuove, cos gli chiese: Cosa fai stasera?
Sono molto impegnato, le rispose Palfrey, mentendo palesemente
per difendersi dalla domanda improvvisa. Non aveva nessun impegno.
(La cosa buffa era che io ero solo, mi disse. Mai avuto una crisi di
pianto per i nervi?) La radiologa indossava un camice verde da chirurgo,
succhiava limonata con una cannuccia, e ansimava tutta. Era pi
grande di lui, paffuta e con dei baffi evidenti. Quando smise di bere si
mise seduta con la bocca aperta, sembrava affamata, come se lui fosse un
pezzo di carne. Palfrey se n'era andato in fretta.
Ti sei sentito come un pezzo di carne? domandai.
Ascolta, disse.
Mi disse che avrebbe voluto usare la sala per soli uomini dell'Irma's,
ma la radiologa era stata cos invadente che lui era fuggito. Poi, sulla strada
verso l'International Marketplace, aveva sentito un duro, caldo pizzicotto
sul sedere, un dolore acuto che lo aveva fatto sussultare. Si volt e
vide una donna che gli sorrideva con la bocca spalancata, mostrando uno
scintillante pastone grigio che le riempiva i denti come una dentiera metallica.
Aveva delle enormi braccia muscolose e le unghie delle mani erano
spezzate. Lo canzon con le dita che aveva adoperato per dargli il pizzicotto,
muovendole come un paio di pinze.
Era timoroso dentro la sala per soli uomini. Aveva paura di lasciarla.
Ma anche quando lasci la strada per l'International Marketplace, si
accorse che quasi tutte le donne che vagavano per i marciapiedi di
Waikiki lo stavano fissando.
Individuabile per l'insegna dell'Albero della pioggia, a soli due isolati
dalla spiaggia, annot Palfrey nella sua stanza all'Hotel Honolulu, uno
degli ultimi alberghi a conduzione familiare, dove il brunch  fatto ancora
secondo la tipica tradizione locale, l'Hotel Honolulu  uno dei segreti meglio
conservati di Waikiki.
Un segreto conservato dallo stesso Palfrey, forse perch non riusciva
a spingersi oltre. Oppresso dalla sua camera d'albergo, aveva passeggiato
per la spiaggia di Ala Moana sentendosi di nuovo tranquillo. La sua
sdraio sembrava essersi bloccata - vi era della sabbia nelle giunture delle
gambe - e quando gli dette una botta arriv una donna, l'afferr e disse: Lascia fare a me, e con un sol colpo l'apr.
Mahalo, l'aveva ringraziata Palfrey.
La donna disse: Ora, che ne diresti di fare qualcosa per me? Si
tocc la parte pi bassa del suo costume da bagno, leccandosi le labbra.
Questo accadde gi vicino alla sedia arancione del bagnino, dal lato
della spiaggia chiamato Magic Island. La donna aveva la pelle grinzosa e
violacea per il sole, i capelli secchi di salsedine, e strisce di sale sul costume
da bagno troppo molle. Chiazze ruvide di sabbia erano appiccicate ai polpacci e ai gomiti.
Quando Palfrey le aveva detto di no, la donna si era messa ad imprecare
contro di lui (Era volgare) e se n'era andata via. A questo
punto, in preda alla disperazione, ma anche pensando che potesse essere
un'idea per una bella storia, Palfrey si rec all'Hawaii Humane Society
verso la parte meridionale di King Street, annunciandosi come un
membro dell'Associazione Cinofila Americana. Nell'ingresso si sentiva
un odore sgradevole di merda di gatto misto all'odore penetrante di piscio
che faceva bruciare gli occhi. Prendendo un po' di fiato, Palfrey
chiese se c'era qualcuno dei loro cani che aveva bisogno di essere portato in giro.
Conosce il nostro Programma d'Aiuto Cinofilo? gli domand la
donna al banco. Aveva l'aspetto paziente di chi soffre in silenzio, di una
madre adottiva, e Palfrey ne fu incoraggiato.
Subito dopo, un uomo in tuta port fuori un grosso cane nervoso
che cominci ad abbaiare gratuitamente e a incespicare con agitazione.
Questo  Soldier, disse l'uomo.
C' sicuramente del Labrador in lui! grid Palfrey. Fece delle
smorfie al cane eccitato, e fu riconoscente per l'attenzione che l'animale
gli rivolse. Palfrey era felice, si sentiva risoluto. C'era qualcosa di vero su
cui poter scrivere: il Programma d'Aiuto Cinofilo, e anche il fatto che
quando era con un cane si sentiva felice. Lasci l'edificio con Soldier,
un'enorme creatura nera con il muso e il profilo di un Labrador, il grande
naso morbido, gli occhi riconoscenti e la coda scodinzolante. Soldier
aveva la lingua molle e la bocca che appariva assetata. Il cane si scuoteva
felicemente e tirava il guinzaglio desiderando muoversi di pi. Palfrey
gli parlava con un tono di affettuosa canzonatura, lo stesso che altre persone
avrebbero usato con un bimbo lievemente ritardato, e a cui erano
molto affezionati, che non aveva ancora imparato a parlare.
Confortato da Soldier e sentendosi protetto, Palfrey ritorn ad Ala
Moana. Dopo che il cane si fece una bella corsa vicino ai campi da tennis,
Palfrey si sedette sul muretto del mare con il muso del cane sulle
sue ginocchia. Prese il suo taccuino e diede un'occhiata alle prime pagine:
Individuabile per l'insegna dell'Albero della pioggia, a soli due isolati
dalla spiaggia, uno degli ultimi alberghi a conduzione familiare, dove
il brunch  fatto ancora secondo la tipica tradizione locale, l'Hotel Honolulu
 uno dei segreti meglio conservati di Waikiki. Scarabocchi, cercando
di riassumere e di sposare la realt con un po' di colore. Nell'udire
uno stridio di grida umane, abbass lo sguardo verso la spiaggia e
vide alcuni giovani del luogo, due ragazzi e una ragazza, che spruzzandosi
l'acqua addosso, strillavano a un giapponese e alla sua figlioletta
Vaffanculo, orientale! Palfrey continu a grattare la pancia del cane,
osservando i suoi occhi che si riempivano di gioia. Con Soldier era al sicuro.
Quattro donne passarono di l quella mattina, e ognuna di loro chiese
a Palfrey come si chiamava il cane, e se lo aveva portato qui nonostante la quarantena.
Palfrey ne ignor tre, ma la quarta era molto graziosa. Anche lei aveva
un cane, un Labrador giallo. Soldier sollev la testa, e con la lingua
spessa e color porpora trascin un filo di bava lunga e sottile che gli pendeva
dalla bocca. Il cane della donna ringhi debolmente e si accucci ai suoi piedi.
Miranda, disse la donna, rimproverando il suo Labrador.
Palfrey sorrise a Miranda. La donna si abbass per accarezzare Soldier,
sebbene anche Soldier stesse guardando Miranda. La sua lingua
muscolosa e arricciata era un segnale che stava provando interesse per la femmina.
Stai scrivendo qualcosa? gli chiese la donna.
Palfrey vide la riga Individuabile per l'insegna dell'Albero della pioggia,
a soli due isolati dalla spiaggia, e copr la pagina. Sono un giornalista
di articoli di viaggio, disse presentandosi e dicendo il nome della sua
rubrica mensile: Una piccola latitudine.
Mi ricorda qualcosa..., disse la donna. Non specific se intendesse
il suo nome o il titolo della rubrica. Mi chiamo Dahlia.
La sua mano era rigida e madida, e sul suo avambraccio spiccavano
delle striature bianche. Era grassoccia, con enormi guance morbide e occhi
buoni. Le sue spalle erano ricoperte di lentiggini, e aveva i capelli
schiariti a causa del sole. Indossava un ampio abito con dei fiori stampati,
sandali che le lasciavano scoperte le dita con alcuni anelli, e un tatuaggio
su una nocca. Spirito libero, pens Palfrey.
Non appena Soldier cominci a spingere il suo muso contro la coda
di Miranda, Miranda si accucci leggermente e lanci uno sguardo all'animale che le sembrava risoluto.
Sei molto fortunato a riuscire a vivere scrivendo, disse la donna.
Stavano guardando entrambi i cani.
Palfrey disse: Non  un lavoro,  la mia vita.
Lo penso anch'io delle mie ceramiche.
Ora comprese perch aveva le mani ruvide e delle striature di polvere
sulle braccia. Argilla, era ovvio.
Potresti scrivere un libro tipo Viaggio con Charley.
Il mio libro preferito. Tir fuori il suo portafogli e le mostr un'istantanea di Queenie.
Soldier e Miranda stavano correndo velocemente nel prato, inseguendosi
intorno all'albero di baniano. Palfrey riconobbe i latrati: non
di guardia o di paura ma guaiti di pura eccitazione. Spieg che aveva
preso Soldier per la giornata, come prevedeva il Programma d'Aiuto Cinofilo.
Riusc a vedere che quello che aveva detto aveva scosso Dahlia.
Forse era la sua paffuttezza che le provocava delle espressioni facciali cos
esagerate? Dahlia tocc la sua mano e Palfrey non fu capace di lasciarsi
accarezzare, perch le punte delle dita di lei erano grasse e pesanti.
Dahlia credeva che Palfrey fosse forte. Lui non le disse quanto si
sentisse spaventato e solo, e che aveva bisogno della presenza di un cane per rassicurarsi e non smarrirsi.
Dahlia gli confid che lei non andava mai da nessuna parte ad Honolulu
senza Miranda. Disse: Quando sono con il mio cane sono coraggiosa, perch il mio cane  coraggioso.
In segno di gratitudine, Palfrey tese la sua mano e le tocc il braccio,
lei si allung e gli afferr le dita silenziosamente, affinch il gesto fosse inequivocabile.
 quasi ora di cena per Miranda.
Mi auguro di avere qualcosa per Soldier.
I cani si stavano rotolando nel prato, mordendosi a vicenda.
Ho qualcosa per il tuo cane, disse Dahlia. Quando sorrise, Palfrey
riusc a vedere che Dahlia aveva molta cura dei suoi denti, cos seppe che
mantenersi in salute per lei rappresentava una priorit. Ben ordinato
era un'espressione che a lui non piaceva molto, tuttavia descriveva un'abitudine
di equilibrio e pulizia. Se scorgeva qualcosa di sporco in una
persona, un particolare odore, degli abiti di cattivo gusto, anche qualcosa
di semplice come un costume da bagno incrostato di sale, li associava
immediatamente a un'insanit mentale.
Palfrey stava inseguendo Dahlia, e entrambi stavano seguendo i loro cani.
Per andare all'appartamento di lei, deviarono per una strada secondaria,
superarono un ottico, un ristorante coreano, un locale giapponese,
un negozio di videocassette per adulti, una farmacia che pubblicizzava
betacarotene sia in inglese che in giapponese, un negozio di biancheria
intima, e un locale per spogliarelli. N Palfrey n Dahlia fecero commenti
sui negozi, tuttavia il loro silenzioso riconoscimento di queste stravaganti
attivit, era come una forma di preparazione, come se il percorso
che avevano fatto fosse stato indicato con dei segnali che dicevano, Questo  il mondo.
Nell'appartamento, Dahlia disse: Questi cani hanno sete! e mise fuori una scodella per ogni cane.
Palfrey riconobbe la casa di un cinofilo, comoda ma priva di decorazioni,
nulla di delicato da rompere, il tipico odore di peli nell'aria.
And verso la finestra.
Chiss se riesco a vedere il mio hotel?
Quando le disse che soggiornava all'Hotel Honolulu, Dahlia scoppi
in una risata fragorosa, tanto che Palfrey decise di non rivelarle che
ci stava gratuitamente per scriverci un articolo. Individuabile per l'insegna
dell'Albero della pioggia, a soli due isolati dalla spiaggia, uno degli ultimi
hotel a conduzione familiare, stava pensando quando Dahlia si mosse
dietro di lui. La sua risata era ancora presente nel suo corpo pi come
movimento che come suono. Palfrey riusc a sentire l'allegria della
sua carne quando lei lo abbracci da dietro e strinse il suo viso contro il suo collo.
Nel ricevere questo abbraccio, Palfrey fu profondamente consapevole
dell'appagamento dei cani, le lingue nelle scodelle, le mandibole
che masticavano il cibo, e infine - sazi - la pulizia ossessiva, leccandosi
le macchie di cibo l'uno con l'altro, annusandosi e mordendosi, continuando a giocare.
Diventare intimi, disse Dahlia.
Si riferiva ai cani? Non lo chiese. In tutti i modi chiusero la porta della
camera da letto per non lasciarli entrare: un letto per il cane, cuscini e
gambe di sedie mordicchiate, segni di denti sui giocattoli di gomma, foto
di cani incorniciate, un profumo pesante di sudore misto a pelo.
Dahlia si tolse i vestiti, ma la sua taglia, la quantit di carne piena di
smagliature e cuscinetti, la facevano apparire meno nuda.
Palfrey stava ambiguamente considerando ci, quando le disse:
Non si pensa mai che i cani siano nudi. Eppure lo sono.
Dahlia disse: C' una posizione erotica cinese chiamata cani autunnali.
La prossima volta, rispose Palfrey, felice per aver trovato una via
d'uscita da quella situazione.
In ascensore, una donna disse a Soldier: Dove stai andando, tesoro?
e Palfrey cominci a piangere. Feci a Palfrey la stessa domanda. Rispose:
A casa e sembr un po' triste. Scrisse effettivamente un pezzo
nella sua rubrica Una piccola latitudine che mi invi in una scatola
tutta disegnata. Usando dei superlativi hawaiani, lod gli arcobaleni e i
tramonti, la posizione strategica dell'Hotel Honolulu e il grande gusto
del chili di Peewee. Non una parola su Dahlia, non una parola sul cane.
...
.
...
Una storia cinese.
...
.
...
Tran, uno dei barman, stava osservando Pinky mentre attraversava la
hall della costruzione accanto, quando vide il caldo oceano blu che sembrava
unirsi al cielo dello stesso colore. Anche Tran stava pensando alla
morte. Ma riusciva a pensare a due cose nello stesso momento e disse:
Disseta la tua bibita?
La mente di Pinky era affollata da un'idea confusa. Con la sua voce
sibilante aveva detto a Buddy che aveva programmato di ammazzarlo
con un rasoio mentre dormiva. (Mi procur insonnia, mi spieg
Buddy.) Ma dopo averlo minacciato, Pinky si nascose cinque giorni in
hotel, nella suite del proprietario. Buddy, felice per la sua fuga, finse di
non riuscire a trovarla. Pinky era riuscita a incutergli timore - non solo
per la minaccia, ma per qualcosa che traspariva nel suo sorriso.
Dopo averti ammazzato non riusciranno a catturarmi.
Nei tuoi sogni, piccola.
Pinky aveva sfoderato uno dei suoi sorrisi malvagi a trentadue denti.
Perch dopo che avr ammazzato te mi ammazzer anch'io, disse
parlando come una bimba inquieta.
Tienila d'occhio, mi disse Buddy. Ha in mente il delitto perfetto.
Pinky si tratteneva sempre a degli orari insoliti, al bar al piano di sotto.
Anche quando faceva le cose pi semplici come bere una root beer, il
suo sguardo andava al di l del bicchiere. Era perennemente alla ricerca di
Buddy; mentre beveva o mangiava salatini, scrutava l'entrata ruotando la
testa come un gatto selvatico, talvolta con il sorriso sulle labbra - sebbene
quello di Pinky non fosse mai un vero sorriso.
Tran aveva occhio per la gente inquieta. Disse: Cos tu vieni dalle Filippine?
Magra e insicura, Pinky si pieg, sembrando ancora pi piccola di
quello che era. I suoi gomiti, i grossi denti gialli come ossa sporgenti, e
le ginocchia nodose, la facevano apparire un personaggio ambiguo. Aveva
la morte sul viso: assassinio, suicidio, malattia, caos. Era capace di tutto, Tran lo sapeva.
Io ero sull'isola di Palawan, disse Tran.
Questo fatto pronunciato da un cinese non ebbe per lei alcun significato.
Guard con gli occhi socchiusi il suo bicchiere vuoto e ritorn nella sua
suite. Buddy le dette un passaggio. Pinky singhiozz, non per il dolore, ma
per la confusione, come se avesse la testa piena di piani violenti. Aveva le unghie
della mano mordicchiate, e i capelli legati con uno spago. Il suo corpo
piccolo, e gli abiti larghi, sottolineavano la sua natura incauta e pericolosa.
Tran aveva portato l'argomento sulle Filippine perch Pinky sembrava
molto infelice e disperata. Era comprensivo: la sfortuna e la miseria
altrui lo rendevano compassionevole. Era un ottimo ascoltatore, agile
nei movimenti, calmo - il barman perfetto.
Anche la minima espressione di inquietudine l'avrebbe scosso.
Non si sono preoccupati che il mio cavo televisivo si  rotto per
due ore e io mi sono perso le mie soap-opera preferite, brontol un cliente abituale.
Mi dispiace molto, disse Tran.
Era entrata un'altra bevitrice, una donna del luogo, lamentandosi
perch l'assistente sociale di sua figlia era arrivata in ritardo e lei aveva
dovuto trascorrere la notte e prova tu a dormire senza condizionatore
d'aria qualche volta se ci riesci.
Tran non aveva il condizionatore d'aria, ma non per questo fu meno
comprensivo. Viveva da solo in una stanza al McCully, nel retro di un chiassoso
locale coreano, con musica, il sibilo del condizionatore d'aria industriale
e il rumore puzzolente fino alle due di ogni mattina.
Tanto io sono in spiaggia, disse un uomo con voce sofferente.
Tutto l'intero pomeriggio senza nulla da bere. Qui il sole non perdona.
Ha idea di come sia?
 terribile! disse Tran. L'uomo sogghign, dubitando della sua
sincerit. Tran aggiunse: Io una volta non ho bevuto per undici giorni.
 pazzesco. Come mai?
Una lunga storia. Tran fece una smorfia per enfatizzare il troppo lunga.
Un cuento chino, dicono gli spagnoli. Una storia cinese. L'uomo sorseggi la sua bibita. Significa una lunga storia.
Grazie, disse Tran. Ripet in silenzio l'espressione per ricordarsela meglio.
Sull'autobus per King Street un uomo si lamentava con gli altri passeggeri
del fatto che quel dannato bus si fermava sempre. Era la prima
volta che saliva su un mezzo pubblico. La sua macchina con i finestrini sfumati era ferma in garage, disse.
Tran si offr di cambiare posto con lui.
Perch cosa cambierebbe?
Tran aveva compreso che l'uomo stava scomodo su quel sedile, e come
tutti i passeggeri, era suo diritto stare comodo.
Un altro giorno sull'autobus una donna disse: Vuole sapere una cosa?
Nessuno prende i buoni per il cibo dei gatti. Non gliene importa
niente se il gatto muore di fame.
Tran non le disse che una volta si divorava i gatti. Cerc nella sua
borsa marrone, e disse alla donna che dal suo sandwich avrebbe potuto
ricavare una porzione di carne in scatola per il suo gatto.
Trixie la sputerebbe!
Tran sorrise confuso.
La donna scand ad alta voce: Trixie vuole il suo pesce! Sar affamata!
Sa cosa significa?
Oh, s, disse Tran facendo sbuffare la donna.
Un pomeriggio, durante un turno al bar, Tran stava pulendo un tavolo
esterno sul quale un uomo stava guardando una partita di football
in un piccolo televisore portatile. La donna dell'uomo sedeva accanto.
Scusi disse Tran chiedendo il permesso di pulire intorno all'apparecchio.
Non vedi che sono occupato? rispose l'uomo fraintendendo le intenzioni
di Tran. La pazienza  una virt - te lo ha mai detto nessuno?
Tran sorrise. L'uomo aveva ragione. La pazienza era indispensabile.
La moglie dell'uomo disse: Sposta l'ombrello, va bene? Sto andando
in ebollizione con tutto questo sole. Non appena Tran sistem l'ombrello,
la donna disse: Ascolta, il troppo sole pu fare veramente male.
S, s, disse Tran ritornando a pulire i tavoli.  giusto.
Un afro americano, bevendo Wild Turkey al bar, confidando in
Tran, disse: La gente pensa che le cose siano cambiate ma io sono qui
a dirti che non  cambiato niente. Noi cerchiamo potere, autorit. Ma
questi sono due paesi. Il bianco e il nero.
S, disse Tran quando l'uomo fece segno di servirgli un'altro
drink, mentre stava finendo ancora il bicchiere precedente.
Quello che voglio sapere  quando mi ridarete la parte che mi spetta?
Tran disse: In qualsiasi momento.
Mi stai prendendo per il culo.
Keola lo ud. Dopo che l'uomo fu andato via disse: Di cosa si stava
lamentando? A noi whyan hanno sottratto con l'inganno la nostra terra.
Noi adoriamo l'Eye-nah. Ma non abbiamo ottenuto niente. Non  giusto.
Non  giusto, disse Tran
Voi state sulla mia terra. Questa  la mia Eye-nah.
Anche io mi lamentai. Mia moglie  di nuovo in ritardo. Tua moglie non  mai in ritardo cos?
Tran scoppi a ridere in un modo comprensibilmente triste. Non ho moglie!
Una notte, un uomo enorme di Chicago che sedeva al bar, disse a
Tran: Io sono un turista, ma non del solito tipo. Voglio vedere qualcosa
di speciale. Ovunque io vada, isole, paesi stranieri, Francia, Cancun,
ovunque, la gente mi dice: Vuoi visitare le rovine? Vuoi vedere il museo?
Tran sorrideva, annuendo con la testa mentre mescolava il terzo mai tai dell'uomo.
Io dico al diavolo il museo. Portami a casa tua. Voglio vedere dove abiti.
Al numero cinque di Pow-hanna, disse Tran, e dopo che ebbe terminato il suo turno andarono in taxi al McCully.
L'uomo dette un calcio all'erbaccia che cresceva sulla fessura del
marciapiede, e avvicinando gli occhi all'indicazione Club Lucky Lips, disse:
Avevo quindici anni quando vidi mia madre per la prima volta. Non
ho mai conosciuto mio padre. La gente veniva pagata per allevarmi.
Troppo brutto, disse Tran. Mi spiace.
Mio padre era un fannullone. Mia madre fu rinchiusa in un istituto.
Frequentavo la scuola serale. Ora possiedo una societ tutta mia.
 qui che vivo, disse Tran indicando la facciata piatta della costruzione,
il vicolo, e le scale che portavano alla sua stanza.
Dentro, l'uomo gli disse: Non hai idea di quanto sei fortunato.
Lo so. Molto fortunato.
Non lasciarti alterare dal successo. Raccolse un posacenere ricavato
da un guscio di cocco, e lo capovolse come se cercasse la marca. Non
ho mai raccontato questa storia ai miei bambini. Di chi  quella foto?
Era un ritratto di famiglia sbiadito e macchiato dall'umidit: sette
persone che stavano sedute e in piedi rigidamente. La foto era stata scattata
in uno studio a Saigon, un giorno nel 1962. Tran era un ragazzo.
L'uomo aveva scambiato suo padre per Tran, e sua madre per sua moglie.
La mia famiglia.
Una bella famiglia, disse l'uomo. Sei fortunato. Io non ho mai avuto una famiglia.
Eccetto Tran, tutte le persone della foto erano morte, anche se Tran non lo disse.
Appena sposato, nel 1978, Tran aveva abbandonato il Mekong Delta
con sua moglie, i suoi genitori, i due fratelli e le due sorelle pi giovani.
La nave, lunga poco pi di 120 metri, conteneva 550 persone, tutti cinesi
del Vietnam. Fu un viaggio per la Malesia che dur cinque giorni.
Quando arrivarono furono allontanati dai soldati con la carabina.
Guam  l'America, disse il capitano dirigendosi verso quella terra. Dopo
tre giorni trascorsi in mare, si ud un terribile rumore. L'imbarcazione
colp un banco di sabbia e si ferm. Non vi erano tracce di terra o di
uccelli. Passarono undici giorni e morirono quarantacinque persone. I
corpi furono gettati in mare. La gente pregava, piangeva; alcuni bevvero
le proprie urine. Il ventesimo giorno apparvero le nuvole, inizi a piovere,
e un'onda sollev la nave. Ma anche dopo che furono ripartiti, altre
trentasette persone morirono prima di avvistare un'isola periferica delle
Filippine. Anche la moglie, i fratelli e le sorelle di Tran non ce la fecero.
I sopravvissuti furono portati a Palawan, e dopo aver trascorso tre giorni
in un accampamento, a Tran fu accordato il permesso di entrare negli
Stati Uniti. Ora era felice di avere un'espressione che riuscisse a descrivere
quello che gli era capitato.
Una lunga storia - una storia cinese, voleva dire Tran. Mi disse:
Potrei scrivere un libro.
...
.
...
La vita sessuale dei selvaggi.
...
.
...
E la mattina non infilare mai i tuoi piedi direttamente nelle scarpe,
disse Earl Willis. Dal modo in cui parlava e muoveva le labbra era evidente
che era consapevole dello spazio che aveva tra gli incisivi.
Noi cinque - Sandford, Peewee, Buddy, Lemmo e io - aspettavamo
Buia, ma solo io ero in servizio. Era un sabato notte pi tranquillo del
solito al Paradise Lost, e Sweetie stava giocando a bowling con la sua
squadra a Pearl City. All'altra estremit del bar, sul lanai, degli uomini
bisbigliavano romanticherie alle loro mogli o fidanzate, al chiarore della luna hawaiana.
Lo feci una volta nelle Filippine, continu Willis succhiando la bibita
attraverso la fessura dei denti.
Gli ubriachi riescono a essere serenamente pazienti. Tutti erano ubriachi
tranne me. Era una di quelle serate in cui gli isolani amano incontrarsi
sulla spiaggia, ma Buddy e i suoi amici non ascoltavano, facevano semplicemente
a turno per parlare. Tran continuava a riempire i bicchieri.
C'era un centopiedi dentro, disse Willis alla fine. Fu quello che mi cur.
 nel libro, disse Buddy.
Il libro era La vita sessuale dei selvaggi di Bronislaw Malinowski.
Buddy l'aveva acquistato solo per il titolo, credendo che fosse un libro audace.
Scoprendo che si trattava di antropologia, una descrizione della vita
nei villaggi delle Isole Trobriand, lo us per dimostrare che lui era una persona
colta, esibendolo come un distintivo e dicendo: So tutto sull'argomento.
Diceva di avere molto da dire su Malinowski, ma quando io accennai
che l'uomo era morto, url: Voglio finire il mio fottuto libro! Tu
mi aiuterai,  vero, cos come hai fatto per la mia storia di Fritzie?
Sicuro.
Il paragrafo del libro di Malinowski preferito da Budd, descriveva
l'isola di Kaytalugi, popolata interamente da donne affamate di uomini
che andavano in giro pressoch nude. L'isola si trovava a nord delle
Trobriands, due giorni di difficile navigazione, ma ne valeva la pena: le donne
erano voraci e insaziabili. Aspettavano sulla spiaggia, e quando gli uomini
arrivavano gli saltavano addosso, violentandoli. Buddy adorava la
parte in cui si diceva che le donne usavano le dita delle mani e dei piedi,
quando il pene degli uomini diventava moscio. A volte dalle donne di
Kaytalugi nascevano dei ragazzi, ma venivano fottuti a morte prima che
diventassero adulti. Anche Buddy, cos come i selvaggi delle Trobriands,
sognava ardentemente di andare a Kaytalugi.
Io una volta andato alle Filippine. Posto bello, ma pieno di insetti,
disse Tran, versando gin e stappando con forza alcune bottiglie di
birra, ma nessuno lo ascoltava perch Tran era un dipendente.
Ho visto dei ragni grossi cos, disse Peewee. Fece un pugno e lo
sollev coraggiosamente, portandoselo fino agli occhi, vedendo una pericolosa
creatura pelosa. A Tahiti.
Quello  piccolo per essere un ragno delle Trobriands, disse Buddy.
Sandford disse: Chi  che non ha mai avuto dei ragni nei propri stivali?
Il ragno pi velenoso dell'Australia non  pi grande di un'unghia,
disse Lemmo mostrando la sua unghia rosicchiata. Se ti punge,
muori. Colpisce il sistema nervoso. In cinque minuti sei fritto.
A Samoa, un maledetto topo  andato a morire nella mia scarpa,
disse Buddy. Ho indossato la scarpa per tutto il giorno senza accorgermene.
Era un topo molto piccolo.
Il fungo  peggio di qualsiasi animale. Sono diventato verde tra le
dita del piede per colpa di alcune schifezze prese a Tahiti, disse Peewee.
Avete mai avuto degli ookoos? disse Buddy. Io li presi a Fakareva.
Buddy ama dire Fakareva, mi spieg Sandford.
Nell'ascoltare cap che non stavano parlando l'uno con l'altro, ma
con me, come facevano anche gli altri, sapendo che una volta ero stato
uno scrittore. Pensai: se avessero letto qualcosa di quello che ho scritto,
non mi racconterebbero mai delle storie.
Willis riemp le sue guance di birra, ma prima che potesse ingoiare,
starnut e vomit una boccata di gocce e di schiuma, come fossero tanti
schizzi di un'onda, facendo ridere tutti per la sua volgarit e per il suo mento gocciolante.
 fottuto, disse Sandford.
Tu una volta mi hai chiesto cos' una zozzeria, mi disse Buddy.
Questa  una zozzeria.
Era ubriaco e provava una sensazione di sollievo. Era confortato
dalla presenza degli altri, e si sentiva al sicuro; c'era spirito di corpo.
Quando mai gli avevo chiesto cosa fosse una zozzeria?
Tutti loro farfugliavano e biascicavano di luoghi stranieri, alludendo
a letti, sesso, ma senza nominare mai la parola donna, che rimaneva
tuttavia il soggetto evidente. Vi era una donna nel racconto di ogni uomo:
negli stivali, nel letto, nel capanno della giungla. Ogni ragno, centopiedi,
topolino, fungo o ookoos, era una donna; anche i veleni e i morsi erano donne.
Questa ragazza a Pukapuka, disse Lemmo. Quale ragazza a Puka-puka? Mi graffi e mi tagli fino a farmi sanguinare. Aveva dei piccoli
denti taglienti. Non crederesti alle cose che riusc a fare al mio corpo.
Ci credo, disse Buddy.  scritto nel libro.
Una mattina  stata da me una di quelle piccole Negritos, disse Willis.
Stava continuando a parlare, quando una donna anziana si avvicin,
una cliente dell'hotel che riconobbi subito come la signora Bailey Nivens
di Tucson. Si muoveva alla maniera fastidiosa ed equilibrata di quelle
donne che hanno la parte superiore del corpo troppo grassa, le mani leggermente
sollevate come un'acrobata in sovrappeso che cammina su una
corda, regalando maestosit al suo passo. I suoi amici si ammutolirono,
come dei ragazzacci sorpresi a dire fandonie. La signora Bailey Nivens
aveva pressappoco la loro et, sessanta-sessantacinque anni, tuttavia loro
sembravano completamente diversi da lei, furtivi, cospiratori, intimiditi
come se si trovassero davanti alla loro mamma. Willis riemp le guance, e
trattenne le sue parole finch la donna non li ebbe superati.
Deve essere sbucata dal pavimento, questa donna Negrito, ha oliato
il suo corpo per riuscire a passare. Era nuda e oleosa. Sembrava una
scimmia morta al chiaro di luna. Io dico: Vieni qui e lei si arrampica
sul ripiano e comincia a ridere nervosamente.
Sono sorprendenti queste persone cos piccole, disse Lemmo, e combattono come dei terrier.
Il motivo per cui era l era che noi stavamo avendo problemi con i locali,
a Mindanao, disse Willis. Stavano rubando dei pezzi dai nostri veicoli e rubando i nostri cani. Allora abbiamo mandato a chiamare i Negritos.
Le donne Negrito sono come delle ragazzine attraenti con delle tette enormi, disse Buddy.
Tu puoi comprarle - le loro famiglie le vendono. Conosco un tipo
che ne possiede una pubblicamente, disse Willis. Tuttavia questi
Negritos vanno nella giungla, uccidono una decina di scimmie e gli tagliano
via la testa, poi ficcano le teste sui pali intorno all'accampamento. Noi
dopo questo non abbiamo mai avuto nessun problema con la gente del luogo.
Catturano i cani per poterli mangiare, disse Peewee. Fanno marinare
il cane morto nella Seven-Up per mandare via l'olezzo, e dopo lo
cucinano in umido con patate e grossi pezzi di ananas.
Io l'ho mangiato, disse Buddy. Scoppi a ridere mentre masticava.
Io ho mangiato di tutto.
Sai come facevamo a catturare le scimmie quando eravamo in Nuova
Guinea? disse Sandford. Le facevamo ubriacare.
Peewee disse: Come facevate a farle bere?
Compravamo una grande bottiglia del vino pi economico che riuscivamo
a trovare, andavamo dove c'era un gruppo di loro negli alberi,
lo versavamo in una grossa ciotola, la sistemavamo per terra e ci sedevamo
a osservare. Prima o poi una di loro scendeva e l'assaggiava,
schizzandoselo in bocca con la mano. Dopo ritornava su nell'albero. Dopo un
altro po' di tempo ritornava e se ne beveva un altro po'. Ce ne dovevano
essere delle altre. Prima o poi una avrebbe cominciato a saltare avanti
e indietro sui rami, e sarebbe caduta per terra. Appena succedeva noi
ci precipitavamo a infilarla in un sacco e via di corsa. Bisognava stare attenti
perch se le altre scimmie ci avessero visto, avrebbero cominciato a
gettare bastoni e pietre contro di noi. Se ne catturavamo una veramente
giovane la madre poteva essere molto dura. Sarebbe stata capace di farci a pezzi con un bastone.
Willis disse: Nelle Filippine ho visto una donna che faceva il bagno
a una scimmia. Non so perch, ma mi ha fatto eccitare.
Lemmo disse: Io a Tonga una volta ho visto una donna che allattava
al seno un cane. Un piccolo cucciolo.
Molte delle cose che vedi nel Pacifico .una volta si facevano anche
nelle Whyee, disse Buddy. Probabilmente proprio qui dove siamo noi.
Il quinto di loro raddrizz la schiena e ammicc verso l'entrata del Paradise Lost.
Mi chiedo se questo ci sia nel libro, disse Buddy piegandosi sul
bancone, poi mugugn a Tran di passarglielo. Il libro era cos logorato
dall'uso da assomigliare a una Bibbia.
Molte volte ho visto delle donne farsela con dei cani a Olongapo,
disse Willis. Nei locali. Era un grande evento. Ehi, Joe vuoi vedere un cane e una ragazza?
Buddy apr il Malinowski. Mosse le labbra, sembrava pregasse mentre
leggeva. Parla di un tipo che era stato sorpreso mentre sodomizzava
un cane. Era diventato lo zimbello di tutti.
A proposito di tatuaggi, disse Peewee. Chi aveva parlato di tatuaggi?
Quella donna Marquesana con cui vivevo a Tahiti, era ricoperta
di tatuaggi. Aveva il vizio di barare a carte. Una volta la portai qui. Voleva
una chitarra. Andammo a trovare la mia ex moglie e mia madre. Non
riuscivano a credere che io stessi con una sedicenne. Mi riveriva come fossi
un re. Dissi: Lei non  la mia fidanzata.E il mio animale domestico.
Io ne avevo una a Zamboanga, disse Willis. Era appena una ragazzina.
Litigavamo e subito dopo finivamo a letto.
Questo c' nel libro, disse Buddy. Ricordo una zozzeria a Waimanalo.
Avevo proprio una faccia di merda. Momi non c'era. Mi svegliai con
una piccola wahine. Disse Mahalo. E stato bello. Io non ricordavo niente!
Dissi: Hey, quanti anni hai? Rispose: Ne devo fare quindici.
Questo vuol dire andare nella direzione giusta, disse Sandford.
Willis disse: Conoscevo un tipo nelle Filippine che aveva tre ragazze
che vivevano con lui, nessuna di loro superava i sedici anni. La sua regola
era che una di loro dovesse essere nuda tutto il tempo. Facevano i
turni. Era una specie di harem.
Noi avevamo un saldatore nella nostra squadra a Bangkok che aveva
l'abitudine di pagare una prostituta per andare con lui nei ristoranti e
nei locali. La pagava affinch lo masturbasse sotto il tavolo, mentre lui
guardava fuori dalla finestra facendo le facce alla gente che passava.
Come quei saloni per i massaggi a Whyee, disse Peewee, posti
per farsi fare lavori di mano dalle filippine per trentacinque dollari.
Peewee conosce il prezzo esatto.
La lap dance ne costa venti. Solo ragazzine.
La maggior parte delle prostitute delle Figi erano scolarette che lo
facevano per guadagnare pochi dollari, disse Lemmo. Ovunque ci siano
dei cristiani, ci sono puttane.
Io non le biasimo. Se fossi una ragazzina di sedici anni, cosa credi
che lavorerei da McDonald's? Venderei il culo piuttosto, disse Buddy.
E muori dalla voglia di prenderlo, disse Sandford.
Peewee disse: Un mio amico s'incontra con una ragazza a Aina
Haina una volta alla settimana. Lei in parte  whyan. Dopo essere
stati a letto lui la porta a fare la spesa al supermercato.
Io conosco isole dove fare sesso  come stringersi le mani, disse
Willis mostrando la fessura tra i denti.
Io volere mary", dovremmo dire in Nuova Guinea, disse Sandford.
Vuol dire una donna.
Buddy disse: Quando ero a Kauai negli anni Sessanta, c'era una comunit
hippy. Ci andavo ogni volta che ero arrapato. Mi chiamavano Pop.
Ero solito chiavarmi le ragazze hippy nel retro del mio furgone.
Io una volta ho conosciuto una donna che possedeva cinque vibratori, disse Lemmo.
Con Pinky  divertente. Le migliori scopate della mia vita.  completamente pazza, disse Willis.
Vedi  proprio quello il motivo.
Subito dopo la guerra il miglior posto era il Giappone, disse Sandford.
Furono sconfitti, umiliati, la loro moneta non valeva niente. Il paese
era praticamente distrutto. Tutti erano alla ricerca di un dollaro.
Anche la Corea era cos, disse Peewee. Le donne coreane...
Potevi fare qualsiasi cosa con una donna giapponese! Per loro era
normale essere sottomesse, ma dopo la guerra volevano essere schiave.
Ne avevo una che aveva l'abitudine di darmi da mangiare con i bastoncini.
Mi faceva il bagno. Lo faceva nuda e allora io mi accorgevo di desiderarla
vestita. Si metteva un kimono e mi accontentava. Era proprio una ragazzina!
Questo tipo che conoscevo alle Filippine con l'harem. Avete mai
visto una donna nuda cucinare? Una donna nuda stirare i vestiti? Una
donna nuda lavare il pavimento?
Una donna nuda che lucida uno specchio enorme. Sarebbe bello,
disse Buddy. Non c' nel libro.
Il fatto  che a Tahiti, disse Peewee, c'erano sempre ragazze disponibili.
Amavano andare con uomini pi grandi. Lei si prendeva cura
di te e tu ti prendevi cura di tutta la sua famiglia.
Lo stesso accadeva a Samoa, disse Buddy.
Io una volta ho avuto una madre e sua figlia, disse Willis. Anche se non contemporaneamente.
Non ci sar nessun posto come il Giappone del dopoguerra, disse Sandford.
Guarda l'ora, disse Buddy. Pinky probabilmente impazzir.
Sfortuna.
In quel momento, Rose entr nel bar in pigiama, portando con se il
suo orsacchiotto di peluche. Buddy nascose il viso nel libro di Malinowski.
Willis si vergognava. Gli altri erano stravaccati come ragazzacci, come
avevano fatto quando era passata la signora Bailey Nevins. Ma questa volta era ancora peggio.
Rose li ignor e venne da me, e quando Willis si schiar la voce, lei lo guard infastidita.
La moglie di Willis lo aveva lasciato anni prima e ora viveva nel Nevada.
La terza moglie di Sandford lo aveva lasciato di recente e viveva
nella sua casa di Manoa con un uomo pi giovane. La moglie di Peewee
era fuggita con un'altra donna. Lemmo era un diabetico che non godeva
di un'erezione da dieci anni. Buddy e Pinky dormivano separati.
Pinky sosteneva che Buddy russasse. Buddy aveva trovato un metodo
per divorziare da lei che non gli sarebbe costato molto, ma Pinky non
aveva firmato le carte per la separazione. Quanto a me, Sweetie era andata a giocare a bowling.
Rose disse: Pap, non riesco a dormire.
Buddy e i suoi amici sembravano distrutti e vecchi, come ubriachi
che intravedono i loro volti nello specchio e rimangono colpiti dal loro
corpo riflesso. Gli specchi, nel pieno della notte, sono una reminescenza
della morte. Proprio allora, con un urlo di vitalit, Buddy disse che invece
di andare a casa ci saremmo diretti da Gussie L'Amour's fuori dall'aeroporto,
a guardare le donne che lottano nel fango. Sulla strada ci parl
di nuovo dell'isola di Kaytalugi e delle donne dei suoi sogni.
Deve essere vero, disse.  nel libro.
...
.
...
Affari di famiglia.
...
.
...
Una notte, senza avvisare, Pinky entr furtivamente nel letto di Buddy
completamente vestita, muovendosi contro di lui in maniera cos forte
che Buddy riusc a sentire le sue ossa taglienti che si infilavano come le
estremit di un cestino rotto. Sapeva di cipolla, e sui suoi denti luccicavano
dei resti probabilmente di frutta masticata.
La sola pressione del suo corpo era una richiesta implorante.
Allora cosa vuoi? disse Buddy respirando affannosamente, poich
aveva solo un polmone che funzionava bene.
Il respiro di Pinky era umido, e la sua lingua gli stuzzicava l'orecchio.
Toglimi i vestiti, papi.
Buddy adorava la sconcia insinuazione nella sua pronuncia serrata. La
conosceva cos bene. Lo eccitava strapparle i caldi vestiti, sebbene insistesse
affinch Pinky tenesse le scarpe con i tacchi alti. Dopo, lei fece il resto,
strusciandosi su di lui. Buddy ascolt con piacere il rumore dei suoi sospiri,
simili a quelli di una donna avida davanti a un grande pasto - disse a se
stesso - sebbene fossero troppo esagerati per impressionarlo o provare qualcosa.
Quando fin e si asciug le labbra appiccicaticcie, formando una
sbavatura untuosa da lumaca tra le sue guance con il dorso della mano,
gli disse: Mi manca mia sorella.
Quindi era quello che voleva. Da sempre l'accordo era che lei sarebbe
andata da lui in vista di un'imminente operazione - avrebbe tirato
su con la manovella il suo letto, portato le sue ciambelline, spinto la
sua sedia a rotelle. Mi fido di lei perch ha paura di me. Mi aveva detto.
Era convinto di ci quando Pinky smise di parlare del suo folle piano
di omicidio-suicidio per il delitto perfetto. Doveva aver avuto paura.
Pinky aveva dormito da sola fino alla notte del suo invito sessuale, quando
gli aveva detto che le mancava sua sorella.
Buddy ritard finch vide una foto recente di sua sorella, un viso
molto diverso da quello del video del matrimonio di due anni prima. In
passato era stata una ragazza magra simile a una bambola con gli occhi
spalancati. Ora aveva un viso pi rotondo, sorridente, con lo sguardo vispo,
circa vent'anni o gi di l, con un grosso seno e dita delicate appoggiate
sul mento. Il suo nome era Evie.
Mi manca di notte e di giorno, disse Pinky.
Le canzoni liriche spesso influivano sul suo modo di parlare.
Buddy scoppi a ridere. Hey, io voglio che tu sia felice. Se tu desideri
vedere tua sorella, spogliati. Incoraggi Pinky in questo modo beffardo
per diversi giorni, sfruttando la sua brama, godendo del fatto che lui
aveva qualcosa che lei desiderava: i mezzi per far volare sua sorella alle
Hawaii. In passato Pinky era stata stoica e poco accondiscendente, e ci lo
aveva irritato. Alla fine aveva detto. Va bene, le spedir un biglietto.
Ma a me aveva detto: I biglietti aerei sono come quelli della lotteria.
Pu accadere di tutto. Io ho bisogno di speranza. - la mia operazione
si avvicina. Ed io sono eccitato dall'idea di due sorelle carine in casa.
Forse me le scoper entrambe.
Domandai educatamente se Pinky avesse fatto una cosa del genere.
 cos perversa che nemmeno sa di esserlo.
Quanto poteva essere perversa se teneva Buddy a distanza di sicurezza
per la maggior parte del tempo? Pinky sapeva che la riuscita della
sua operazione dipendeva da lei. Ma il piano di lui era mandarla in pensione
subito dopo - dandole dei soldi e rispedendola a Manila. Dopo
avr Evie, mi disse.
Evie si present un mese dopo all'aeroporto. Buddy e Pinky guardarono
tra le famiglie e gli addetti all'accoglienza dei gruppi turistici che
reggevano ghirlande di fiori e cartelli.
Chi  quell'uomo che l'accompagna?
Zio Tony. Lui molto simpatico uomo. Potere pulire tua macchina.
Allora Buddy si ricord di lui dal ridicolo matrimonio, ma qualcosa
l'aveva reso pi vecchio e pi sgradevole. Il lungo viaggio in aereo lo aveva
trasformato in un barbone, con una valigia rotta, una scatola di cartone,
e la barba di due giorni. Vide Buddy e rimase a bocca aperta. Zio
Tony si era pagato il suo biglietto, il che lo rendeva libero e meno controllabile.
Buddy giunse alla conclusione che un uomo era molto peggio
di una donna, perch un uomo era sospettoso per natura. Zio Tony sembrava
aver capito tutto di Buddy con un solo sguardo sornione. Una
donna, una zietta, sarebbe stata pi avida, dipendente, e cos pi conciliante.
Sulla strada verso North Shore, Buddy lo giudic indifferente,
stupido, egoista, affamato.
Hai qualche progetto? chiese Buddy allo zio Tony.
Forse lavo la tua macchina. Dopo ci, andando di fretta per Helemano,
lo zio Tony lanci delle occhiate furtive ai campi e disse:
Nananas. Nananas. Nananas. Vedendo la casa di Buddy, lo zio Tony divent
ancora pi affamato. Tocc i mobili, batt sui muri, annus le poltrone
di pelle di Buddy. Evie era impaurita, ma era felice di vedere sua
sorella Pinky, che in sua compagnia divenne la ragazza che Buddy aveva
incontrato e sposato: sorridente, femminile, allegra, volenterosa. Evie era
talmente timida che mangiava con il capo chinato - il tipo di timidezza
che eccitava Buddy, riempiendolo di desiderio.
Un po' promettendo, un po' minacciando, Buddy riusc a possedere
Evie nella sua camera da letto con sorprendente facilit. E la cap:
per lei, il silenzio, significava s. Le dette del denaro, le disse che l'amava.
Evie fu sua. Dopo che Pinky era riuscito a convincere Buddy a
pagare per il biglietto di Evie, si era allontanata dal suo letto. In mancanza
di un altro corpo, Evie divenne sempre pi necessaria. Ma non
richiedeva un grosso impegno, e in tutti i casi il sesso era sbrigativo,
dopodich faceva ritorno in camera sua. Evie sembrava invisibile a
Pinky e allo zio Tony.
Lo zio Tony era piccolo, con il viso bitorzoluto, incomprensibile,
furtivo. Sorrideva fin troppo, ma era disponibile, assurdo, non con gli altri,
ma solo con Buddy. Gli apriva le porte, andava a prendergli il giornale,
gli portava il secchiello del ghiaccio, aveva anche un modo di salutare,
come se, nelle Filippine, avesse lavorato per anni in una base militare.
Dopo i pasti portava il piatto di Buddy al lavandino, ma soltanto il
suo. Buddy si sentiva a disagio per le sue attenzioni, e alla fine divent
sospettoso e decise di mandarlo via. Sugger all'uomo di partire. Evie
piace questo posto ma se tu volere noi andare via, okay, disse lo zio
Tony. Era un piccolo prezzo da pagare per Evie, che ora visitava regolarmente
la camera di Buddy. Perse tutta la sua timidezza e si fece sveglia,
singhiozzante e accondiscendente quando Buddy spegneva la luce.
Buddy smise di accennare al ritorno di Tony.
I bambini di Buddy e le loro famiglie, cominciarono a fargli visita,
chiedendogli notizie sulla sua salute. Sembrarono perplessi, se non
delusi quando rispose: Mi sento di nuovo come un ragazzino. Avevano
sentito dello zio Tony e di Evie, e scoprirono che Pinky si era impadronita
della grande camera da letto del piano di sotto (una volta di Melveen)
dove ora dormiva. Buia spron Buddy a liberarsi di loro. Qualsiasi
cosa desiderassero i suoi bambini, Buddy immaginava che fosse preferibile
il contrario. Per fargli capire quello che intendeva, mise di nuovo
una striscia di merda di cane nell'asciugacapelli di Buia. Puzzava come
una risposta scortese quando lo si accendeva.
Pinky li ignorava. Lei era pi felice, meno lunatica, meno esigente.
L'arrivo di sua sorella aveva cambiato la sua indole. Pinky e Buddy avevano
dormito separati per molto tempo. Lui russa. Lei scoreggia.
Non era vera nessuna delle due cose. Buddy rimuginava sul suo incombente
intervento, odiando il pensiero che tutti credevano che sarebbe
stato un fallimento. Le visite di Evie lo tiravano su. Bussava quasi tutte
le notti. No potere dormire, padron... Buddy si ricordava sempre di
un piccolo animale - disperato, malvagio, vigile, selvaggio che fingeva di
essere docile perch era affamato - la stessa impressione che aveva avuto
di Pinky a Manila, quando lo zio Tony e la zia Mariel l'avevano accompagnata.
Avida di piacere, rannicchiata su di lui. Evie era dolce come
un topolino, in senso buono, Buddy pensava, come un topolino che
rosicchia. In seguito, mentre Buddy rimaneva sdraiato con il sorriso sulla
bocca, Evie lo supplicava di permettere allo zio Tony di restare. Invece
di dire di s al primo colpo, Buddy provava piacere nel tormentarla
con la sua apparente indecisione.
Pinky era al corrente di dove Evie andava e veniva durante la notte?
Se sapeva tutto, certo non lo dava a vedere. Pinky era indulgente con la
ragazza, pi come una zia che come una sorella.
Zio Tony lavava la macchina di Buddy e spazzava il parcheggio. Aveva
una quantit di oggetti da oliare e lucidare. Appese a un gancio gli arnesi
da giardino in garage, mise le viti e i chiodi in vecchi contenitori per
il caff. Qualche volta rastrellava la parte di spiaggia davanti l'abitazione di Buddy.
I bambini di Buddy odiavano lo zio Tony per il suo vizio di riordinare
e di autodefinirsi il factotum di casa, che lo rendeva quasi il padrone.
Se qualcuno, durante quei giorni, gli chiedeva il posto di qualsiasi cosa,
lui rispondeva: Te la prendo come avrebbe fatto un custode. La famiglia,
con il trasferimento dei Malanuts, dopo il periodo in cui Buddy
aveva finto di essere morto, aveva subito un cambiamento. Il grande tavolo
fu disposto in maniera diversa: Buddy nel suo solito posto a capotavola
con Pinky ed Evie ai suoi lati, in modo da apparire come un capo
poligamo dell'isola pieno di mogli, grasso e fortunato, e Zio Tony accanto.
Quando erano a casa Buia, Melveen e gli altri, stavano seduti in
fondo alla tavolata pi distanti da Buddy di quanto avrebbero voluto, sostituiti
da Pinky e dalla sua famiglia.
Di tanto in tanto Buddy mi invitava ad assistere allo spettacolo.
Non potere dormire, padron, mormor Evie non molto tempo
dopo, ma invece di infilarsi nel letto con lui, rimase completamente vestita,
dritta su di una sedia accanto al tavolino.
Vuoi un massaggio? L c' il tavolo per i massaggi.
Evie disse: Volere trovare mio padre.
Tuo padre  morto, tesoro. Lo ha detto Pinky.
No. Padre di Pinky morto. Stessa madre, padre diverso.
Questo poteva spiegare perch Pinky sembrava una zia? Lui dov'?
In qualche posto in America, disse Evie, e indic vagamente con
il suo dito come se l'America fosse una leggendaria terra lontana. Ti
prego, tu aiutare me.
Una donna che supplicava per ricevere aiuto avrebbe potuto rendersi
utile nella sua disperazione, ma perch Evie era cos riluttante?
Erano una famiglia esigente. Pochi giorni dopo, Pinky gli chiese un biglietto
per far venire suo fratello Bing da Manila.
Cosa succede se non gli prendo il biglietto? chiese Buddy.
Allora Evie dovere ritornare.
Questo dimostrava che Pinky sapeva tutto. Ma Buddy non si sentiva
obbligato a farlo. Era tutto uno sfacciato accordo. Nello stesso modo
sfacciato, Buddy le consegn il biglietto, e Pinky fu pi felice ed Evie pi
affettuosa. Lo zio Tony continu a essere invadentemente servizievole.
Ora rimaneva soltanto il padre di Evie da trovare. Buddy riconferm
la sua promessa di assisterla nella sua ricerca, perch nel frattempo
Evie si era trasformata in un'avida allieva a letto, aperta a qualsiasi
proposta: il minimo cenno di Buddy e lei era pronta a lavorare su di lui.
Buddy non era pi in ansia per la gelosia di Pinky o per le sue minacce.
Sebbene lei lo tormentasse ancora per la ricerca di suo padre, Buddy
era talmente felice con Evie da non chiedersi il perch. Se si fosse posto
delle domande, avrebbe trovato la risposta al piano di sotto, dove ogni
notte lo zio Tony dormiva con Pinky, non disdegnando ogni tanto di intrufolarsi
nel letto di Evie per farle da maestro. Bing arriv accompagnato
da Zia Mariel. La moglie dello zio Tony. Cos lei sosteneva. Ma
la Zia Mariel e Bing erano amanti, sebbene Bing non togliesse gli occhi di dosso a Evie.
Buddy non sospettava nulla. Sedeva a capotavola, sorridente, con i
cinque nuovi componenti della famiglia alla sua destra e alla sua sinistra.
Spesso, mentre dormiva, udiva lo sfregamento dei passi sulle assi di legno
del pavimento e pensava fossero i topi, di quelli che fanno i buchi nelle reti.
...
.
...
L'uncino.
...
.
...
C'era una volta questa ragazzina di nome Mahina, dopo la luna, che
aveva circa la tua et e odiava il suo patrigno, disse Buddy con quel modo
di raccontare tipico dei narratori. Era sera, dopo cena, e Buddy sedeva
come al solito a capotavola, mentre Pinky e i suoi parenti erano dall'altra
parte. Io mi trovavo all'altra estremit del tavolo, meravigliato della
padronanza di s di Buddy, e cercavo di prendere coraggio da lui, anche
perch Buddy era un multimilionario (multi-visione) di sessantasette
anni, che si circondava irresponsabilmente di sconosciuti. Ma a
quei tempi Buddy mi appariva come una roccia, una roccia scivolosa nel
mare, a cui molta gente cercava di aggrapparsi: l'autentica incarnazione di quest'isola hawaiana.
Il patrigno le dava amore, ma a Mahina non bastava, disse Buddy.
Le dava soldi, ma anche questi non le bastavano. Le regal dei vestiti,
ma non tutti le stavano bene. Mahina voleva di pi, e soprattutto desiderava
la verit: voleva trovare il suo vero padre.
Il patrigno le raccontava spesso di un Natale in cui aveva ricevuto
un paio di guanti costosi, e di quanto la vista dei guanti lo avesse fatto ridere.
Qui Buddy fece una pausa, aspettando che qualcuno al tavolo gli
domandasse: Perch l'uomo rideva? Quando la domanda arriv,
Buddy spieg che l'uomo aveva un uncino al posto della mano destra, e solo due dita alla mano sinistra.
Ci che rimaneva dell'uomo tremava come gelatina al rumore del tosaerba, disse Buddy.
La punta dell'uncino dell'uomo era cos tagliente che lui la definiva
La mia unghia. Riusciva a uncinare pesci, perforare pareti, infilzare la
carta, lo ficcava in una trave e lo appendeva, a volte accidentalmente prendeva
dentro un cuscino o i pantaloni di qualcuno, e strappava il tessuto con
un colpo secco. L'uncino sostituiva la sua mano, ma era anche un'arma. La
ragazza non si rendeva conto che l'uomo fosse il suo migliore amico.
La madre naturale di Mahina, una donna alta e sveglia, scriveva poesie
e si disegnava gli abiti da s. Era fuggita con un prete episcopale, che
sposandola aveva perduto la sua congregazione, e si era messo a vendere
assicurazioni. Mahina la rintracci, scov la sua casa e fu riconosciuta
dall'ex-prete dall'aspetto di un cacciatore. Sua madre si comport come
se avesse disturbato la sua intimit. Aggrott le ciglia e disse: Qualche
volta  meglio non guardare, e mand a Mahina una poesia su una
ragazzina ficcanaso a cui veniva ripetuta questa affermazione. Sebbene
la donna si rifiutasse di rivelare il nome del vero padre di Mahina, la ragazza lo scopr.
Il vero padre era solo un nome, ma un nome simpatico. Il suo patrigno
era un uomo nocivo, e l'affilato uncino di argento sulla punta del
braccio la spaventava, intrappolandola e portandola a pensare che fosse
un uomo crudele. Quanto odiava quell'uomo che si vantava del suo handicap
brandendo in aria il suo pericoloso uncino. Io ho un vero padre,
pensava Mahina, e qualche volta lo diceva anche. E, il mio vero padre  proprio come me.
Il suo patrigno meditava se fosse mai riuscito ad amarla a sufficienza.
Avrebbe mai potuto soddisfare il suo desiderio di soldi e vestiti? L'aveva
adottata, le aveva dato tutto quello che lei aveva chiesto. Dopo che sua
moglie lo aveva lasciato, aveva tirato su la bambina in quel modo disperato
e adorante tipico degli uomini abbandonati a s con una figlia piccola.
Come si era comportato? Ovviamente non molto bene se la ragazza era insoddisfatta.
Mahina, fisicamente era diversa da lui, e non solo per l'uncino. Era
alta, snella, dall'aspetto asiatico. La gente diceva che sembrava esotica.
Era scura, il suo viso attraente aveva tracce di nomadi e giramondi, come
qualcuno che viene da lontano, niente a che fare con un americano,
piuttosto uno straniero con un segreto. Mio padre mi somiglia, pensava.
Il suo patrigno aveva rafforzato la sua fiducia insegnandole a chiedere
quando aveva paura di qualcuno: Come ti chiami? Uno sconosciuto, un
bullo a scuola, un poliziotto, qualcuno che voleva abusare di lei: Come ti chiami?
A questo punto, Pinky interruppe dicendo: Io no capire la storia.
Lei avere un problema?
Buddy le si avvicin e rispose: Non stava bene con il suo patrigno.
Voleva trovare il suo vero padre.
Quindi, cosa... lei trovato lui?
Come l'ha trovato  la storia, disse Buddy. Ma anche quello che
accadde dopo  la storia. Tutto quello che sto raccontando fa parte della
storia. Quindi chiudi il becco.
Ma quando le cose andare male, o altro, no essere storia.
Questa frase, pronunciata da quell'analfabeta dello zio Tony, mi parve
essere un'astuta introspezione dell'arte della narrativa.
Chiudi quel cazzo di becco,, disse Buddy rivolto allo zio Tony, e
riprese la storia dell'uncino.
Il patrigno con l'uncino amava la ragazza cos tanto che finalmente
si offr di aiutarla a trovare il suo padre naturale. Perch acconsent? Perch
l'amava. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei. Quando fai qualcosa
di cos altruistico per qualcuno, disse Buddy, vuol dire che l'ami profondamente.
Pinky disse: Cos la ragazza - lei trovare suo padre?
Evie stava ascoltando attentamente, con lo sguardo vacuo. Sussultava
ogni volta che si nominava l'uncino e che si nominava il padre. Quando
Buddy si fermava, Evie sembrava impaziente e triste, e cercava nel
suo volto un indizio che le anticipasse il seguito.
Il patrigno aveva molti amici, disse Buddy, e Evie fece un lento
cenno col capo. Uno dei suoi amici scopr dove viveva il suo vero padre.
La sua abitazione era distante, ma vicino a una grande citt e a un aeroporto.
Affinch la ragazza apparisse rispettabile per l'incontro, le prest
dei soldi e le compr dei nuovi abiti. Le mise dei contanti in un borsellino,
le compr un biglietto e l'accompagn all'aeroporto. La baci dolcemente e la mise sull'aereo.
Mahina odi quel bacio. Non pens minimamente al sacrificio del
patrigno. Per lei lui era solo un uncino. Dopo tutto sto andando a conoscere
il mio vero padre, e lui  come me, era questo il pensiero nella sua
testa. Quando l'aereo atterr si precipit al telefono pi vicino.
Pronto?
 il suo vero padre, disse lo zio Tony respirando con fatica.
Chi parla? disse Buddy simulando la voce sospettosa del padre.
Io... la tua bambina, disse Pinky.
L'uomo fu felice di sentirla e la sua voce si fece cordiale, gentile e generosa
- pi cordiale di quella del suo patrigno - come se fosse pronto
a darle tutto. Sembr anche addolorato. Spieg che doveva andare a
lavorare, ma che l'avrebbe incontrata nella sua roulotte quando avrebbe
finito. La ragazza attese all'aeroporto e avvicinatosi il momento, usando
i soldi che il suo patrigno le aveva dato, prese un taxi per il campeggio
dove suo padre abitava, e trov la sua roulotte.
La corsa del taxi cost ottantasette dollari, ma ne valse la pena, perch
suo padre naturale era molto pi giovane e bello del suo patrigno,
anche se dal suo viso esausto e affaticato si capiva che non aveva avuto
una vita facile. Mahina riconobbe i tratti del proprio volto in quello del
padre: gli occhi, il naso, il mento. L'uomo era alto, teneva le spalle della
figlia nelle sue forti mani, e quando la baci la ragazza cominci a piangere; era cos felice.
Che bella storia, storia felice. Pi migliore storia di famiglia, disse lo zio Tony.
C' di pi, disse Buddy con il sorriso sulla bocca, prendendosi
gioco di loro con il suo silenzio. Imit la voce del padre naturale: Andremo
fuori a pranzo, va bene? Non ho molto da mangiare nella roulotte.
Giusto qualche lattina di robaccia. D'accordo?
Va bene, disse Pinky, e lanci uno sguardo ad Evie che si rallegr.
Al ristorante, il vero padre le disse che avrebbe dovuto aspettare il
suo giorno di paga fino alla settimana successiva, e se per caso poteva
prestargli qualche soldo? Voleva pagare lui, non era giusto che fosse sua
figlia a pagare il conto. Lei gli dette due ventoni e ordin del chili. Io
non ho molta fame, disse il vero padre. Bevve una bottiglia di birra,
un'altra, un bicchiere di whiskey che disse era troppo piccolo, cos ne
prese un altro (troppi, comment lo zio Tony). Mentre stava bevendo
le raccont di quanto fosse stato infelice. Adesso stava bene ma perch
lei era scappata con quel prete disgustoso?
Come hai potuto farmi questo? le chiese senza sollevare lo sguardo
e quasi senza aprire la bocca.
Sembrava aver confuso sua figlia per sua madre. Brontolava, divenne
triste e dall'aspetto malaticcio.
Perch lei no scappare via? chiese Pinky.
Il suo vero padre aveva un bicchiere di whiskey in una mano, continu
Buddy, e nell'altra mano teneva le dita della ragazza e le stringeva
cos forte che lei non riusc a fuggire. La figlia disse: Per favore possiamo andare via?
Nel parcheggio del campeggio, suo padre si copr il viso con le
mani e cominci a piangere. Disse che gli dispiaceva. Preg sua figlia
di dimenticare, e le disse che si vergognava di se stesso. La prese di
nuovo per le spalle e la guard addolorato, la condusse nella sua roulotte
tenendola per mano, e quando furono entrati, l'afferr con forza
e le infil le dita sotto i vestiti. Quando Mahina prov a fuggire,
l'uomo chiuse la porta della roulotte e la blocc con il catenaccio.
Accorgendosi di essere in trappola, Mahina lo supplic di lasciarla
andare. Ora, guardandosi alle spalle, si rese conto di quanto felice e
al sicuro fosse stata prima. Desider non aver mai lasciato il suo padre adottivo.
Per favore non farlo, disse all'uomo che le stava mettendo le mani
addosso. Respingendolo, la sua collera sarebbe aumentata e sarebbe diventato pi pericoloso.
Sono tuo padre, disse l'uomo. Tu mi appartieni!
Sebbene fosse ingiusto, aveva una sua orribile logica: l'uomo venuto
al mondo per proteggerti era anche quello che poteva farti il danno
maggiore, proprio perch ci si fidava di lui. In quel terribile momento,
Mahina comprese perch sua madre l'avesse respinta, e perch suo padre
la stesse toccando. Era nata da una violenza carnale.
Mahina non riusc a gridare, perch la mano disgustosa di suo padre
era schiacciata contro la sua bocca. Con l'altra, era occupato a strapparle
i vestiti. Le mani e le dita dell'uomo sembravano malvagie, come due
creature del male che dilaniavano il suo corpo.
Proprio mentre il padre di Mahina la stava scaraventando sul pavimento
e si stava inginocchiando tra le sue gambe, vi fu un rumore
strepitoso - non come il semplice bussare alla porta, ma della stessa
porta di metallo che si scardinava. L'intera roulotte sobbalz. Mahina
non riusc a vedere oltre la testa di suo padre, ma non importava. Un
uncino d'argento circond la gola dell'uomo, soffocandolo, gli sollev
la testa con gli occhi strabuzzanti, e lo scaravent bruscamente, come
fosse una bambola, in un angolo, fracassandogli il cranio. E ora il patrigno
torreggiava al posto del vero padre, mentre fissava Mahina, nuda e indifesa.
Stava l. Guardando gi.
Buddy lasci che le sue parole penetrassero, un altro momento di soffocamento, di vibrante silenzio.
Voltandosi verso Evie, Buddy disse: E cosa immagini che abbia fatto Mahina, dopo?
Evie lo fiss ammutolita, con la bocca aperta e le dita sulla gola.
Gli ha detto Grazie? domand Pinky.
Il timbro basso della voce di Buddy, confer alle sue parole un'aura di drammaticit: Si avvicin alle sue ginocchia, e mettendo le sue labbra sull'uncino, lo baci.
...
.
...
Una procedura invasiva.
...
.
...
Il medico di Buddy, Miyazawa, stava illustrando i rischi, il dolore, il disagio,
l'infezione, il trauma e i germi opportunisti, quando Buddy
disse (le sue battute peggiori erano la chiave della sua personalit), forse
lei potr separare questo parassita dal mio corpo, e stese il braccio
sul seno di Pinky per schiacciarlo come se fosse un clacson. Momi 
stata creata per la riservatezza, Stella per la comodit, disse afferrando
strettamente il braccio scarno di Pinky. ma Pinky  stata creata per la velocit.
Pinky chiuse gli occhi e apr la bocca come se dovesse urlare, ma
non emise alcun suono. Cosa significava? Era quasi impossibile sapere
quanto inglese comprendesse, sebbene Pinky sostenesse di parlare sei
lingue, tra cui il giapponese appreso durante il suo soggiorno a Tokyo come ballerina.
Sta assorbendo tutta la mia forza, dottore. Pinky era il problema
o la cura? Con le donne, Buddy non riusciva a distinguerlo. Aveva sbagliato cos tante volte.
Si tratta una procedura invasiva, stava dicendo il dottor Miyazawa
lentamente.  un intervento ad altissimo rischio, e lei ha bisogno di essere
supportato. Buddy si sarebbe dovuto operare allo Straub Hospital.
Voglio dei nuovi polmoni, disse Buddy a Pinky.
Lo studio del medico era in un appartamento al secondo piano di
Kapiolani Boulevard, tra un locale giapponese e un negozio di videocassette.
La procedura era ancora sperimentale, disse il dottore, ma Buddy
era ben disposto. Amava l'idea dell'innovazione, e diceva: Sono una cavia!
Gli piacevano i medici ambiziosi che erano avidi di armeggiare con
il suo corpo. I suoi disturbi non erano nuovi, ma erano, cos li definiva
allegramente, lo stato dell'arte. Aveva rovinato i suoi polmoni con l'abitudine
di due pacchetti di sigarette al giorno e fumando troppo pulsatolo,
abbandonandosi agli acidi e tirando cocaina, e sebbene avesse abbandonato
le droghe, beveva pi che mai. Era un ragazzo cresciuto, dal
cattivo comportamento e con un sacco di soldi. L'ingordigia e l'imprudenza
lo avevano trasformato in un uomo ansimante dagli occhi sporgenti,
che non riusciva a ridere senza fare degli sforzi immensi per respirare, supplicando per un po' di tempo in pi.
Pensi a una vecchia spugna... cos appaiono, disse il dottore.
Cos sono i suoi polmoni. Lei potr vivere ancora, ma avr bisogno di una bombola di ossigeno.
In fondo ho qualcuno che me la pu trasportare, disse Buddy, ma
girandosi verso Pinky pens, ho bisogno che mi aiuti, perch ho bisogno di liberarmi di lei.
Pinky aveva aperto gli occhi, ma non chiudeva la bocca. Seduta nello studio del medico con la mascella aperta, non poteva apparire pi silenziosa
- niente di pi scoraggiante di una bocca spalancata che non
emette alcun suono. Era il suo modo di ascoltare, come una lucertola,
cosa che faceva anche Buddy quando era pensieroso, come se si ricevessero delle vibrazioni sulla lingua.
Lui uomo cattivo, disse infine Pinky.
Qui lo conosciamo, disse il dottor Miyazawa.
Pinky si volt a Buddy e disse: Io prendere cura di te.
Quella promessa lo allarm. Pinky stava battendo i piedi. Buddy
non aveva nessun altro - nessun altro che fosse abbastanza timoroso. Sua
sorella Evie non andava bene - troppo giovane, troppo semplice. Pinky
aveva bisogno di lui da vivo, ma qual era il motivo per cui la sua famiglia
avrebbe dovuto tenerlo in vita? Non valeva di pi del suo patrimonio, e
il vivere a lungo avrebbe solo diminuito la sua ricchezza. Le sue spese allarmavano
i suoi figli. Nessuno di loro avrebbe osato dire cosa sentisse
veramente - che odiava Pinky e i suoi riluttanti parenti.
Procedura invasiva, disse Buddy, ripetendolo come per ricordarselo,
perch significava andare in guerra.
La volta successiva era all'hotel, us la stessa frase con me. Mi accorsi
che gli piaceva per la sua chiarezza: l'allusione alle luci calde e ai
bisturi taglienti. Pens a se stesso come a un toro che fissava intensamente la spada scintillante di un matador.
La salute era un argomento che Buddy solitamente evitava, non per
superstizione, ma perch una volta si era perso sull'argomento, portandolo
a rivelare molte pi cose di se stesso di quanto non avesse desiderato.
Parlare di malattie  spesso una confessione, un'enorme rivelazione
della vita e delle cattive abitudini di una persona.  impossibile discutere
di un'operazione senza specificare cosa l'abbia resa necessaria.
Il lavoro di rinoplastica fu il primo. Setto deviato, cos lo definirono.
Buddy l'aveva sempre detestato il suo naso. Era quello di suo
padre, e lui ne voleva uno nuovo. Il suo becco fu anestetizzato, abbattuto
con un martello, snervato e ricostruito con una forma pi accettabile.
Dopo ci, poich era grasso e incapace di seguire una dieta,
gli misero un bypass all'intestino, sei metri di budella rimossi per mezzo
di una procedura invasiva. Come conseguenza prese a scoreggiare
di pi, poich l'intestino rimasto era meno efficiente nell'operare con
il cibo. Scoreggiare era il male minore rispetto alla sorte capitata a suo
cugino Charlie: dopo che Buddy lo aveva costretto con la prepotenza
a sostenere lo stesso intervento, Charlie era morto per un'insufficienza renale.
Da quando aveva subito l'intervento con il laser, Buddy non aveva
pi bisogno di indossare gli occhiali dalla montatura di corno che aveva
sempre odiato. Le borse sotto gli occhi erano state eliminate. Chi avrebbe
mai immaginato che Buddy potesse essere cos vanitoso? Gli piaceva
apportare delle modifiche al suo corpo, a patto che non richiedessero un
esercizio fisico. Avrebbe assottigliato le sue guance, o un cumulo di carne
sul suo braccio, dicendo voglio liberarmene. Le procedure erano
state tutte estetiche e c'era di pi: il trapianto di capelli - un impianto al
cuoio capelluto; una liposuzione - appena pochi litri dalle sue cosce, e
l'iniezione per sbarazzarsi delle zampe di gallina. Quando gli fu detto
che la siringa era piena di botulino, aveva risposto. Perch non me lo
avete detto prima? Avrei potuto portarlo dalla cucina del mio hotel!
Sono in fiamme, diceva riferendosi all'herpes. La cosa che aveva
fatto affezionare Buddy a Pinky, era l'indifferenza di lei per il suo herpes.
L'amava per il suo modo di sdrammatizzare quando lui sollevava l'argomento,
e allora sospett che potesse averne sofferto anche lei, durante gli anni in cui aveva lavorato come ballerina.
Ma Buddy, ancora pigro e goloso, ignor il consiglio del medico di
ridurre cibo e alcol, e divenne pi grasso che mai. Tutti i bypass intestinali
lo avevano reso gassoso. Non aveva continuato a fare le iniezioni di
Botox, cos le sue rughe erano ritornate ancora pi marcate. L'operazione a cuore aperto non era lontana.
Il suo respiro era cos rantolante che noi lo prendevamo in giro. Respirando
a fatica e strozzandosi con la lingua, diceva: Non fatemi ridere.
Stai soffocando?
No, sono serio.
Il metodo invasivo proposto per i suoi polmoni, una tecnica chirurgica
per cui il Dottor Miyazawa era diventato famoso, significava una
mattina in sala operatoria: il primo polmone sventrato come un pesce, il
materiale spugnoso rimosso, i rimanenti buchi spugnosi aperti, il tessuto
rinnovato. Dopo un breve periodo in ospedale, Buddy sarebbe stato
dimesso. Se Buddy avesse fatto un po' di attivit fisica e avesse evitato
l'alcol, sarebbe riuscito a respirare meglio. Col tempo, il secondo polmone si sarebbe rinnovato.
Pinky faceva parte della procedura. L'avrebbe accompagnato all'operazione,
e dopo sarebbe stata con lui nella sua camera di ospedale, dove lo
avrebbe assistito, portandogli il cibo di Peewee dall'hotel, proteggendolo
dai suoi bambini e assicurandosi della sua guarigione. Buddy non si fidava
di nessuno della sua famiglia. Non aveva nessuno tranne Pinky. Tuttavia
quando lei diceva, e capitava spesso: Mi prender cura di te, lui rispondeva:
 proprio questo che mi preoccupa!
Nel modo in cui l'emergenza medica tendeva a ridistribuire il potere
nei rapporti - rendendo il paziente simile a un bambino, conferendo
un'autorit alla compagna e offuscando il futuro - la vita di Buddy fu
sconvolta. Ora era prigioniero e indifeso. Pinky divent la sua infermiera,
la sua mamma, il suo secondino.
Durante le sue bevute all'hotel, Buddy parlava di tutte le cose che
avrebbe fatto con i polmoni nuovi: visita al Grand Canyon, volo a Rio
per il Carnevale, Natale a San Francisco. Pinky non rientrava in questi
piani, perch Buddy aveva intenzione di ritornare a Manila e trovare una
nuova moglie. Aveva bisogno dell'operazione al polmone per liberarsi di
lei. Quando sarebbe ritornato in forma l'avrebbe congedata. Non le
avrebbe mai detto di odiarla, semplicemente Non funziona, come se
avesse sbagliato a scegliere in un negozio di animali domestici.
Dopo l'operazione, lo stesso giorno, andai in ospedale. La donna alla reception mi disse: Non sono permesse le visite.
Sta tanto male?
Scriveva sulla tastiera del computer. Mi disse: No. Dicono che stia migliorando, ma la famiglia ha proibito le visite.
Io sono la famiglia.
La famiglia  nella stanza.
La famiglia significava Pinky. Immaginai Buddy dopo la somministrazione
dei sedativi, i mormorii del chirurgo, le luci accecanti, e Pinky che
spadroneggiava mentre lui era bloccato nel suo letto. Ora era Buddy che
aveva paura, con il timore che Pinky potesse esplodere dalla collera.
Io non ero dispiaciuto di essere stato allontanato. Qualcosa di un
ospedale, l'odore umano di malattia e decadenza,  un ricordo di mortalit
che rimane nelle nostre narici. Sono sicuro che Buddy fosse stato
vicino alla morte, ma che avesse desiderato vivere. Sapevo che non
avrebbe sopportato il pensiero che Pinky avesse potuto abbandonarlo,
sebbene lui desiderasse abbandonarla. Pinky non sapeva che il metodo
invasivo era l'espediente che Buddy avrebbe usato per sbarazzarsi di lei.
Il Dottor Miyazawa dichiar l'operazione un successo, ma prima
che Buddy venisse dimesso, si sedette con lui e Pinky nella stanza dell'ospedale per dargli delle istruzioni.
Devo dirle che questo metodo non sar un successo completo, finch
i suoi polmoni non si saranno rafforzati. Il dottore diede a Pinky la
dieta che Buddy avrebbe dovuto seguire, e spieg gli esercizi che doveva
fare. Usi il tapis roulant. Respiri profondamente. Acceleri l'attivit
cardiaca. E soprattutto non beva.
Buddy fece cenno di s col capo, e lo stesso fece Pinky. Con il dottore
che li ammoniva erano esattamente ci che sembravano: dei bambini
con i volti accigliati dai rimproveri di un adulto. Nel sentire gli alcolici
sono vietati Buddy ebbe subito voglia di farsi un goccetto, e questo rese Pinky cospirativa.
Solo uno per festeggiare, disse Buddy quando torn a casa. Fu
sempre Pinky a versarglielo, perch era intimorita da lui, Buddy pens.
La vodka fu energica e benefica quanto un medicinale.
Pinky aveva paura - era naturale che ne avesse. Buddy lo sapeva. Ma
voleva sbarazzarsi di lei a tutti i costi, perch sentiva di averne un grande
bisogno. Per tutto il tempo che lei lo assistette, l'operazione fu un fallimento.
E tuttavia Pinky continuava a rimanere seduta accanto a lui, aggrottando le ciglia ogni volta che Buddy diceva: Dammene un altro, solo un altro questa volta.
...
.
...
La convalescenza.
...
.
...
Posso respirare, diceva Buddy, sebbene fosse talmente distrutto dall'operazione
da non riuscire a fare nient'altro. Guardava con meraviglia
un mondo che gli sembrava nuovo. Ora osava sperare di pi, perch sentiva
che poteva continuare a vivere. La quantit di alcol che beveva lo dimostrava.
Pinky ripeteva la sua ambigua promessa: Mi prender cura di te.
Buddy riemp di nuovo i suoi polmoni senza molto sforzo. L'aria entrava
nel suo corpo come la speranza. Diceva: Ho deciso di riprendermi.
Il suo soggiorno in ospedale era stato un tormento. Le altre operazioni
che aveva subito non l'avevano preparato a questa sofferenza.
Per raggiungere la sua cavit toracica avevano dovuto segare quattro
costole. L'incisione era un taglio brutale lungo circa quarantacinque
centimetri. Non appena cess l'effetto dell'anestesia cominci a tossire,
e Buddy ebbe paura che la ferita si potesse riaprire. Lo curavano
degli alieni muti forniti di maschera e cappelli bianchi. Uno gli dette
un enorme orsacchiotto di peluche da stringere. Quando riusc a sedersi
gli fu detto di soffiare in un tubo di plastica con dentro una palla.
Quando soffi abbastanza forte, la piccola palla di plastica si spost
verso il centro del tubo. Per questo fu lodato, ma dopo toss ancora di
pi, vomitando dai polmoni grumi di sangue e tessuto morto. Ma sopravvisse.
Era un uomo nuovo, e voleva che il suo mondo si rinnovasse
e riflettesse la sua rinascita. Non appena arrivato a casa cominci a
parlare dell'acquisto di una abitazione pi lussuosa. Davanti a Pinky si
vantava di divorziare da lei e di rispedirla a Manila con i suoi parenti,
e di trovarsi una coniglietta da spiaggia, una principessina del cocco.
Compr una nuova BMW. Dovrei mettere l'hotel sul mercato. disse Quella terra vale una fortuna.
Pensi davvero che lo farai? chiesi temendo per il mio impiego.
Al momento non l'ho ancora determinato.
Questo modo di esprimersi rappresentava una strana novit, qualcosa
correlato all'operazione di Buddy e alla convalescenza - il suo vocabolario
aulico era un altro segnale che si stava dando delle arie.
Ma a mio giudizio, vale la pena di prenderlo in considerazione, disse.
Chiunque, ascoltandolo, si sarebbe reso amaramente conto di essere
inutile. Lo avvertivo anch'io, rimanendo sorpreso e pieno di vergogna
per la mia insicurezza. L'idea di dovermi mettere alla prova mi faceva capire
che ero privo di qualsiasi abilit pratica. Negli occhi di Pinky, arrossati
per la mancanza di sonno, intravedevo un'enorme paura. La tenacia
e la premura che manifestava per rendersi degna agli occhi di
Buddy, la resero mia rivale. Litigava con me, cercando di farmi passare dalla parte del torto.
L'operazione al polmone aveva dapprima spaventato Buddy, e successivamente
lo aveva reso temerario. La procedura invasiva lo aveva
cambiato, togliendogli la paura, introducendo la speranza e intrappolandola.
Era sorpreso e sollevato; era salvo. Sebbene fosse sempre stato
un sentimentale, non era dotato di una compassione naturale, cos la sua
sopravvivenza lo aveva reso pi arrogante e pi sgradevole. Dall'essere
un uomo borioso soddisfatto di s, che raccontava la sua benedizione
gridando, ora parlava di cambiamenti radicali. La sua operazione era stata
come un'esperienza prossima alla morte. Aveva visto la verit del mondo;
adesso affermava di conoscere quello che era importante. Ringiovanito
era il termine che adoperava. Divenne pomposo e prolisso, con
momenti di una loquacit incomprensibile.
A questo punto, desidero che andiate tutti fuori dai piedi.
Pap parole esagerate, disse suo figlio Buia. No essere bene per noi.
Adesso ho bisogno di spazi personali. Spazio in cui muovermi, se me li lascerete.
L'unica traccia di indecisione in questo nuovo, risoluto Buddy con i
polmoni scoppiettanti, era quella di decidere quale cambiamento apportare
per primo. Pinky ne trasse sollievo, e con lei anche tutti quelli
che lo conoscevano, incluso me. Non essere precipitoso, dicevo temendo
di perdere il mio lavoro. Decisi di essere un direttore d'hotel migliore.
Pinky evitava Evie, che non visitava la camera di Buddy (No potere
dormire, padron) da prima dell'operazione. Ora le visite spettavano
a Pinky, era lei che risvegliava l'interesse sessuale di Buddy. Il suo lavoro,
il suo futuro, dipendevano da questo.
Buddy si sentiva cos energico che rimand la sua attivit fisica, evit
il tapis roulant, bevve molto di pi e naturalmente riprese a fumare.
Quando qualcuno lo richiamava per le sue abitudini si indignava.
Vi rendete conto di quello che ho sopportato? diceva. Ho patito
le pene dell'inferno perch non avevo alternativa migliore.
E anche l'espressione non avevo alternativa migliore era del tutto nuova.
Come se gradite mi aveva fatto sorridere, ma io ero ancora preoccupato per il mio lavoro.
Per aiutare Buddy a riguadagnare l'uso totale dei suoi polmoni, il
medico gli aveva dato una bombola di ossigeno. Pinky la trascinava in giro
cos spesso che Buddy diceva ho bisogno di un'altra boccata.
Stai facendo i tuoi esercizi? chiese il dottor Miyazawa al primo
controllo postoperatorio e Buddy rispose: In questo momento s. Perch
si sentiva molto meglio di prima.
Il medico lo visit, batt leggermente sul suo torace, fece scorrere il
medaglione liscio e freddo dello stetoscopio sulla sua schiena suggerendogli
di respirare; gli strinse un tubo di gomma intorno al braccio finch la
mano di Buddy non fu insensibile e misur la pressione sanguigna; gli
guard in fondo alla gola, e infine punt una lampadina nelle sue orecchie.
Niente alcol, vero? Sta Fumando? gli chiese il dottore in tono
prudente, inserendo delicatamente l'argomento. Sicuro?
Niente! disse Buddy con un tono di voce troppo alto, mostrando
la lingua come un bimbo che protesta perch sa di essere in torto.
 vero? domand a Pinky.
Lei che gli versava la vodka doppia, lei che gli accendeva le sigarette, rispose: Vero.
Ricordi, questo tipo di operazione da dei risultati solo se si attiene
scrupolosamente a quanto le  stato detto, disse il dottore. Esercizi,
niente alcol e tabacco, o qualsiasi altra cosa che potrebbe risultare catastrofica per il polmone.
Gingillarsi con il suo corpo era il piacere e la preoccupazione di
Buddy. Come il migliore degli hobby, il passatempo lo educava, lo rendeva
audace e gli forniva un argomento di cui parlare. Il medico gli aveva
detto che al tramonto si sarebbe sentito un po' debole, cos Buddy acquist
una sedia a rotelle che spingeva da s, mentre Pinky lo seguiva
con il serbatoio di ossigeno. Non molto tempo dopo, Buddy pretese che
fosse Pinky a spingerlo. La costrinse a guidarlo energicamente attraverso
l'hotel, e Buddy, con i grossi piedi distesi come un cacciapietre, sembrava
si divertisse nel vedere i suoi dipendenti, specialmente me, saltare
fuori dal percorso della sua sedia che arrivava.
Alla prima occasione per il controllo in citt, Buddy si era fatto
spingere da Pinky al Paradise Lost, dove sedette con un bicchiere in
una mano e una sigaretta nell'altra, scuotendo la testa. Tossiva, i suoi
occhi erano annebbiati, la sua pelle ricoperta di macchie per effetto
della vodka. L'intuito di Miyazawa lo aveva disorientato: Come credi che lo sapesse?
La fiducia di Buddy cresceva anche quando la sua forza sembrava
allentarsi. L'operazione lo aveva reso tirannico e senza mezzi termini. A
mio giudizio  giunto il tuo momento! disse a Keola perch una doccia
gocciolante non era stata riparata in tempo - licenziato, su due piedi.
Keola batt gli occhi, sorrise e disse: Mi spiace, capo. Sebbene Buddy
mi avesse permesso di riassumerlo, Keola cambi e da quel momento divenne un uomo pi cauto.
Troppo impaziente per spiegare o argomentare, Buddy emetteva
semplicemente ordini. Mise in guardia Tran, il suo barman di vecchia
data: Considerati in un periodo di prova. Rimprover anche il suo
vecchio amico Peewee. Dedussi che io sarei stato il prossimo. Odiavo le
visite di Buddy, perch quando era in Hotel faceva di tutto per ricordarmi
che lui era il capo e io il dipendente. Il modo in cui Buddy urlava
rabbiosamente mi ricordava che i suoi polmoni erano deteriorati.
Erano l'unica cosa a cui pensavo, i polmoni di Buddy, la loro fragilit e
come in qualche modo gli dessero una voce rozza e autoritaria di una strega fumatrice accanita.
Spinto dalle dita scarne di Pinky sui braccioli della sua sedia, Buddy
terrorizzava i componenti della sua famiglia, minacciandoli, mandandoli
a fare delle commissioni prive di senso, come se volesse mettere alla
prova la loro fedelt. Tu mi devi essere pi riconoscente! urlava a Buia.
Mentre succhiava il suo ossigeno, ansimava, si soffocava, si strozzava,
rendendo il tono dei suoi rimproveri pi severo. Niente pi follie, niente
pi scherzi. Era diventato un sopravvissuto, l'operazione un pericolo
scampato, e come un uomo che ha ricevuto un miracolo, Buddy era frenetico
e incoerente. Nella sua convalescenza, con tutte queste urla ubriache, Buddy era impossibile.
Desidero che andiate tutti d'accordo, perch in questo momento critico non posso farne a meno.
Il caos delle sue prime settimane cess. Buddy continu a essere aggressivo,
ma la sua condizione fisica non migliorava. In verit, a dispetto
di quello che lui pensava, appariva molto pi debole di prima. Aveva
l'alito di una scimmia e gli occhi da pesce lesso, nonostante continuasse
a credere che il medico fosse un chiaroveggente per aver sospettato che lui fumasse e bevesse di nascosto.
Non riesco a capire quello che sento, disse il dottor Miyazawa attorcigliandosi
lo stetoscopio sulla mano.  sicuro che sta facendo i suoi esercizi?
Per Buddy era troppo tardi per cominciare. Era troppo debole e il
solo pensiero dello sforzo lo demoralizzava. Cos ment, e con una tale
indignazione che il dottore dubit di se stesso, scambiando la determinazione
di Buddy per un sintomo di buona salute e di forza.
Questa  una procedura nuova, disse il medico. Abbiamo avuto
tutti i tipi di risultati. Dobbiamo stare attenti alla setticemia.
Non avevo mai assistito a una cosa simile. Ora so che cosa significa
essere risparmiati. Buddy era salvo, la sua vita aveva un seguito. Si era trasformato
da un uomo sofferente e insicuro in uno collerico e impulsivo.
Parlava di nuovo di matrimonio, di mettere su una nuova famiglia. Bambini
dappertutto! Ho i soldi, ho dei nuovi polmoni - qual  il problema?
Ed io? diceva Pinky.
Prenditi tua sorella.
Tenere tutti sulla corda era pi crudele che liquidarli. Si comportava
come un uomo con dei segreti. Il lato ragazzino di Buddy era scomparso,
tuttavia nel suo tiranneggiare e pretendere il massimo vi era qualcosa di
infantile, simile a un bambino che urla per una caramella. Era egoista, avido,
mangiava troppo, e non faceva alcuno sforzo per piacere alle persone,
se non per se stesso. Mi ricordai dei suoi terribili giochetti, e arrivai
alla conclusione che un tale burlone alla fine non  altro che un sadico.
Una volta a Foodland, Buddy vide una spogliarellista e la invit a casa
con lui. Noncurante della rabbia di Pinky, le offr di barattare il sesso
con la stanza e la pensione completa. Ma non riusc a terminare il rapporto,
e senza fiato suon a Pinky affinch gli portasse la bombola dell'ossigeno.
La spogliarellista, ancora nuda quando Pinky entr nella
stanza di Buddy, si vest di corsa e fugg.
Con il volto in lacrime, Pinky gli pass la maschera d'ossigeno, che
rese Buddy simile a una focena. Cosa avrebbe potuto fare? Diventando
un uomo strano, senza cuore, disinnamorato - del quale aveva paura -
l'aveva avvilita. Era capace di tutto - e lei era tra quelli che conoscevano
le possibilit sconcertanti della parola tutto.
Sentendolo respirare mi rendevo conto delle condizioni di Buddy,
ma non ero seriamente preoccupato per la sua salute. Non solo si sarebbe
ripreso. Sarebbe stato di nuovo un gigante - qualcuno cos forte da
dominare una stanza, avrebbe inevitabilmente riacquistato la sua forza.
Buddy non smise mai di gridare.
Assunse un autista, Chubby e gli dette la camera da letto di Buia.
Durante il colloquio di lavoro, di fronte alle domande importune di
Buddy, l'uomo aveva detto di non credere in Dio e in un'altra vita dopo la morte.
Questa  la migliore qualifica per un autista in gamba, disse
Buddy. Sedette accanto all'uomo nella nuova BMW, Pinky dietro, la
bombola dell'ossigeno sulle ginocchia. Cacci lo zio e la zia di Pinky nella minuscola stanza del sottoscala.
Sposer tua sorella! diceva deridendo Pinky.
Gli occhi gonfi, sempre pi grasso e ansimante. E mentre le settimane passavano, la convinzione nella sua voce divenne simile a una forma di disperazione. Il personale dell'hotel era preoccupato per il proprio posto di lavoro, ma Buddy era pi disperato e agitato di qualsiasi altro dipendente o membro della sua famiglia. La sua disperazione lo rese un terrificante visitatore dell'hotel.
In passato era stato prevedibile, come tutta la gente ricca, ma adesso non avevamo idea di quello che avrebbe fatto in seguito. Avevo pensato che la sua operazione, intesa come una cura, lo avesse fatto ammalare, ma ora mi sembrava addirittura che lo stesse distruggendo.
...
.
...
Al completo.
...
.
...
Nell'apprendere che Buddy era guarito, i suoi bambini ricomparvero, e
questa volta rimasero nella casa del North Shore per diversi giorni. E
non solo la famiglia di Buddy, ma anche quella di Pinky: lo zio Tony e la
zia Mariel si trasferirono dal sottoscala al garage, dove trasformarono i
banchi da lavoro in letti a castello; i suoi amici di vecchia data, i
Malanuts, si fecero vivi con le amache. Evie e il fratello di Pinky, Bing, ora stavano
convivendo. Pinky ne era entusiasta, perch Evie non era pi una
minaccia sessuale, al punto che ammetteva: Bing non  il mio vero fratello.
Tutti loro vagavano per la casa ascoltando e meravigliandosi.
Si mormorava che l'operazione non fosse riuscita, ma che Buddy in
qualche modo si desse da fare per rimanere in piedi. Usava sempre di meno
la sua sedia a rotelle e aveva installato un piccolo ascensore, nel quale
ci stavano al massimo due persone. Buddy si divertiva a bloccare dentro
qualcuno e a strombettare rumorose scoregge, mentre saliva i tre piani.
Buddy era uno spettacolo, la sua malattia un argomento di pettegolezzo:
la debolezza, i dettagli medici (polmoni riempiti di acqua polmoni
come una spugna, polmoni aperti), le visite in ospedale e il periodo
post-operatorio. In casa c'era un via vai di guardoni e spioni. Dapprima
Buddy era stato come qualcuno che ritornava da un viaggio lontano
e la gente lo osservava a bocca aperta, ma dopo presero a guardarlo
attentamente come qualcuno che ritornava direttamente dalla morte.
Era sfatto, indolente, lento, con acquosi occhi inespressivi. Era spesso
ubriaco. La gente diceva Hai un bell'aspetto perch aveva un aspetto
terribile, pi vecchio, pi ansioso. Aveva dei soffocamenti durante i
quali diventava violaceo e sollevava le mani come per dire: Mi arrendo.
Vedendolo paonazzo, Buia osservava il viso gonfio e lucido di suo
padre e gli diceva: Almeno hai un bel colorito.
Hai bisogno della cura di un'infermiera ventiquattro ore su ventiquattro, disse Melveen.
Mi prender io cura di lui, disse Pinky.
S.  questo il problema.
Perch si sapeva che Pinky aveva minacciato di dare fuoco alla casa
e di uccidere Buddy. Sul braccio di Buddy, pi scura del tatuaggio, era
ancora visibile la cicatrice del suo morso. Il suo tentativo di suicidio,
un'overdose di barbiturici, doveva essere stato serio, perch tutti in casa
erano stati scomodati, e questa sembrava una delle ragioni prime del gesto
folle. Il suo stomaco era stato ripulito bene, anche se subito dopo disse
(forse per importunare me, o per danneggiare gli affari), che si sarebbe
lasciata affogare nella piscina dell'Hotel Honolulu.
Buia si trasfer nella casa con i suoi tre bambini. Mia moglie sta in
riabilitazione, spieg. Il fratello di Pinky divideva la stanza del sottoscala
con Evie, lo zio Tony si spost dal garage al capanno del giardino
- dei leggeri rumori simili a un gracchiare indicavano che anche lui aveva
una nuova amante. Buddy era al corrente di quello che accadeva ma,
e questo era un segnale della sua debolezza, se ne infischiava. Scoppiarono
pi liti del solito, e ad un certo punto gli fu sempre chiesto di intervenire.
Buddy soffiava e succhiava nella sua maschera di ossigeno.
Era impressionante vederlo: un uomo enorme che lottava soltanto per respirare.
Visto quanto era grande, era molto peggio che veder spegnere un
uomo piccolo. Sembrava come un orso ferito; un orso che ruggisce colpendosi la testa con la zampa.
In casa c'erano sempre state urla e baruffe, ma ora il luogo appariva
violento e disordinato. Buddy strillava per difendersi da nove adulti,
cinque bambini e dagli innumerevoli animali domestici. Il peggior tipo
di malattia era quella che rendeva un uomo visibilmente uno spettacolo da guardare, asfissiato e senza aiuto. Spesso la bombola dell'ossigeno
non era buona, e Buddy doveva sniffare dal tubo di plastica, o soffiare
e succhiare nella maschera facciale. Tutti i parenti, suoi e di Pinky, gli
stavano accanto con le bocche spalancate, mentre Buddy lottava per respirare.
Quando eravamo soli, Buddy mi diceva: Stanno aspettando che muoia.
Nel tentativo disperato di essere inclusi nel suo testamento, poich
Buddy sembrava essere condannato, erano privi della delicatezza che
avrebbe invece potuto consolidare la loro posizione.
Erano scontati, continuavano a supplicarlo, pretendendo che facesse
da arbitro nelle loro dispute. Quando Bing fece un graffio in una delle
porte del camioncino di Buia, Buddy dovette decidere la responsabilit.
Quando lo zio Tony lasciava i piatti sporchi nel lavandino, Melveen
diceva: Se tu no dire lui, allora io dire, e a lui questo no piacere.
I piatti sono miei! diceva Buddy.  la mia cucina!
Cosa ho detto? diceva Melveen, socchiudendo gli occhi con la lingua tra i denti.
Evie metteva la musica ad alto volume, ma non era il volume a essere
fastidioso, bens il suo scopo: serviva a coprire il rumore dell'amore
che faceva con Bing. La musica fu zittita. Evie disse: Non  mio fratello.
Prima, quando Evie era stata scoperta a letto con lo zio Tony, aveva
detto: Veramente non  mio zio. E per tutte queste rotazioni sessuali,
la famiglia di Pinky mostrava sulla pelle dei sintomi tipici dell'herpes; come diceva Buddy Sono in fiamme.
A Buddy fu chiesto di calmare la famiglia di Pinky, ma invece di risolvere
il problema, vide che riusciva a suscitare un'incertezza maggiore
non facendo nulla. Permise che il caos continuasse, e ci gli dette ancora pi potere.
Per il suo comportamento in apparenza ribelle, la famiglia di Buddy
criticava Pinky. Va dietro ai suoi soldi. Lo morder di nuovo. Ruber i
gioielli di Stella. Tenter di ammazzarsi. E una lolo.
Pap, Tony ha bevuto tutta la birra che era in frigo, disse Buia.
 la mia birra, disse Buddy. Era seccato che Tony l'avesse bevuta,
ma quando mai Buia ne aveva comprata una? Riflettendoci Buddy arriv
alla conclusione che li detestava entrambi.
Sorprendendo Evie da sola sul lanai, una notte Buddy disse: Che ne diresti di andare su insieme?
Pinky  tua moglie, no io.
Pinky stanotte  in citt. Non provi aloha per me?
Evie rifiut. Buddy suppose che forse ai suoi occhi era apparso troppo
debole. Evie non sentiva neppure il bisogno di sforzarsi di piacergli.
Come era gi successo per altri uomini malati che aveva conosciuto, lui per la sua famiglia era gi morto.
Noi usciamo per comprare il riso, disse Melveen. O poteva essere farina,
zucchero, gallette alla crema, patatine fritte, soda, Spam, manzo sotto
sale, biscotti, pasta, vaschette di poi, pile di laulau: gli alimenti base.
In passato, quando Buddy stava ancora bene e aveva l'appetito di un uomo robusto,
la cucina era ben fornita. Ora aveva smesso di preoccuparsene.
Le discussioni continuavano, ed erano tutte di lieve entit: le lenzuola
lavate ma non asciugate, i tubi che perdevano, il volume troppo alto
delle radio, i buchi dei topi nelle zanzariere, la sabbia trasportata dentro
casa dalla spiaggia, i gechi stronzi che avevano l'aspetto di punti
esclamativi bicolore. Qualcuno ha rubato la mia tavola da surf. I ragazzi
di Buia sostenevano che lo zio Tony avesse detto loro delle parolacce.
Zia Mariel si fece prestare la chiave della casa di Melveen e la perse.
La casa aveva bisogno di essere ritinteggiata. Non c'erano mai abbastanza
asciugamani. Chi ha consumato tutta la carta igienica?
Lo zio Tony disse: Cosa faremo con il rivestimento di protezione?
Gli scogli sulla spiaggia sotto la casa erano stati distrutti dalle recenti
tempeste, e l'abitazione correva il rischio di essere trascinata via dalle
maree. Per me era valsa la pena guidare quaranta miglia da Waikiki per sentirgli pronunciare quella parola.
Non ricevendo alcuna risposta lo zio Tony disse: E la TV?
La TV nella camera della famiglia sembrava rotta, o forse l'abbonamento
non era stato pagato.
Questa Evie  una sgualdrina come sua sorella Pinky, disse Melveen.
Pinky  tua madre, disse Buddy, per infastidirla. A volte sostava
sull'uscio e li osservava ingozzarsi con i nasi nei piatti, sul lungo tavolo da pranzo, e pensava: Tripponi!
Buddy si accorse di avere la risposta a tutto ci. Non si preoccup
di fare un annuncio o di metterli al corrente con i suoi abituali post-it firmati
Il capo. Avvert soltanto Pinky e il suo autista, Chubby, perch gli
preparassero la borsa e la sua bombola dell'ossigeno.
Uno dei bambini di Buia stava giocando nel viale carrozzabile, il giorno in cui Buddy and via.
Dove stai andando, nonnino?
In citt.
Quando ritornerai, nonnino?
Mai pi.
Se hai un problema, fuggi. Cos il problema scompare. Assolutamente perfetto. Aveva trascorso tutta la sua vita cos.
...
.
...
La suite del proprietario.
...
.
...
Sulla strada per Honolulu, dopo aver abbandonato la sua casa del
North Shore piantando in asso la sua famiglia come un granchio che
sguscia via dalla sua corazza, Buddy avvert l'urgenza impellente di scaraventare
Pinky fuori dall'auto. Se no torno col mio okole per terra.
Durante il lungo tragitto, Buddy trov Pinky insopportabile perch tirava
continuamente su col naso e rimaneva in silenzio. Era il setto deviato
che la faceva respirare rumorosamente e battere gli occhi come un ratto?
Tua moglie sta sempre zitta senza rispondere alle tue domande? mi chiese.
Sempre, risposi. Non avevo mai incontrato nessuno cos indisposto
alla comunicazione come Sweetie. Hey, sto solo facendo un po' di
conversazione, dicevo sembrando uno stupido. Le mie domande l'annoiavano,
e il mio silenzio la tranquillizzava. Era questa la sua educazione?
Le Hawaii avevano una cultura di grugniti e mormorii. Forse Sweetie non aveva le risposte. La sua maniera di conversare era allontanarsi
da me e leggere le indicazioni fuori dal finestrino. Zippy's Office Max,
Taco Bell, Big Burger, Dragon Tattoo, Divieto assoluto di parcheggio.
Qual  stato il periodo pi lungo in cui siete stati senza parlare? chiese Buddy.
Un paio di giorni.
Tra me e Pinky due settimane. Ci credi? E lei  seduta tutto il tempo nella mia stessa casa.
Sedersi in quell'enorme casa era diverso dal sedersi accanto a lui in
macchina. Lei aveva una camera tutta sua, un suo bagno; spesso mangiava
da sola raggomitolandosi col viso sul piatto e allungando i gomiti
sul tavolo. Viaggiare in macchina con Pinky  una tortura, diceva
Buddy. Aveva voglia di urlarle addosso. Sapeva che lo avrebbe morso di nuovo.
E cos si trasferirono nella suite del proprietario dell'Hotel Honolulu,
e fu peggio dell'automobile. Buddy si chiedeva se avesse commesso
un errore ad abbandonare la casa alla sua famiglia litigiosa.
Anche se come suite di un hotel era grande -camera da letto, soggiorno,
cucinino, atrio e due lanai - a Buddy sembrava una gabbia.
Dopo pochi giorni disse: Non ho mai trascorso cos tanto tempo con Pinky.
Come ti senti?
Come se fossi stato mangiato da un cane e cagato gi da una scogliera.
Nella sua enorme casa era stato malato e inerte. La sua operazione
non era riuscita - lo aveva reso debole e dipendente, impaziente e pomposo.
Era fuggito dalla casa e ora, nella suite del proprietario, sentiva che
sarebbe morto se non si fosse allontanato da Pinky. Riusciva a vedere
nella scura iridescenza dei suoi occhi, e a sentire nel suo gelido silenzio
disgustoso, che Pinky desiderava che lui morisse.
Trovami una singola con vista mare, mi disse.
Lo sistemai nella 509, la stanza che Miranda il falegname aveva occupato
e decorato, dove il rumore della sua falegnameria, e la cura che
metteva nel costruire la sua bara sembravano, nella stanza di sotto, come
suoni di un rapporto sessuale. Quel ricordo era diventato una leggenda
nell'hotel. La stanza aveva la vista sul mare.
Buddy era in camera da meno di un'ora quando mi telefon.
Di a Pinky di portare gi il mio ossigeno.
Sembrava come se qualcuno gli stesse stringendo i pollici contro la
gola. Pinky lo raggiunse, trascinando con s la bombola. Buddy la cacci
via non appena cominci a respirare meglio.
Non posso rimanere nella stessa camera con lei.
In tutta la sua vita, mi disse, non aveva mai vissuto in uno spazio
cos piccolo. Nel North Shore Buddy era rinomato per la lunghezza
del suo tavolo, l'ampiezza della sua camera da letto, il suo televisore
maxi schermo, la sua enorme poltrona. Il suo bicchiere preferito
conteneva una pinta di vodka, il suo posacenere era una ciotola delle
Figi. Diceva che non si era reso conto che l'Hotel Honolulu fosse cos piccolo.
Apri questa stanza, disse e mi diede l'ordine di far abbattere
una parete da un'impresa e di fare un piano del proprietario, di modo
che lui potesse distendersi e isolarsi da Pinky. Il preventivo dell'impresa
era di cinquantamila dollari. Per arredare lo spazio e decorarlo
ce ne sarebbero voluti altri venti. Mi autorizz a dirigere il lavoro,
che sarebbe stato una perdita di tempo, oltre che una riduzione
svantaggiosa del quinto piano. Significava annullare tre delle migliori stanze dell'hotel.
Sei sicuro di volerlo fare?
Qual  l'alternativa?
Rispedire Pinky a casa? Assumere un'infermiera? Rilassarsi.
Perch non ci ho pensato?
Deleg il suo legale, Jimmerson, di parlare con Pinky. Jimmerson si
present, grosso e pieno di cose da fare, e si chiuse con Pinky nella suite
che aveva cessato di condividere con Buddy. I fogli erano gi stati
compilati.
Io desidero prendere cura di mio marito, disse con sprezzo, incassando
la testa nelle spalle e stridendo i denti. Era diventata pi piccola, pi compatta.
Buddy vuole il divorzio, disse Jimmerson.
Mai.
Vuole offrirti una liquidazione in contanti.
Quanto?
Diecimila dollari.
Pinky non rispose. La cifra era superiore a quanto si aspettava, e ci
la convinse che non aveva nessuna idea della reale ricchezza di Buddy.
Aveva vissuto in una baracca e lavorato in un locale: finch non aveva incontrato
Buddy, la sua vita era stata sfortunata e pericolosa. Gli aveva
nascosto cos tante cose, che non riusciva pi a ricordare esattamente cosa
gli aveva detto e cosa gli aveva tenuto nascosto, e molto di quello che
gli aveva detto non era vero. Aveva immaginato un futuro qui, ma forse
era pi semplice prendere i soldi e andare.
Voglio essere americana.
Si pu fare.
 venti, disse lei.
Dieci qui, dieci quando sarai a Manila.
Pinky chiuse e apr gli occhi in segno di intesa.
Buddy era esaltato. I soldi erano inferiori a quanto si aspettava, e
molto meno di quanto avrebbe speso per restaurare il quinto piano.
Pinky si era addolcita, forse per l'accordo raggiunto o per un altro
dei suoi svariati umori, comunque si tranquillizz. Sedeva in maniera cos
pacifica nella suite del proprietario che Buddy vi si trasfer di nuovo.
Diceva che la maggior parte del tempo non si accorgeva nemmeno della
sua presenza. Senza essere chiamata Pinky riusciva a capire, dalla piccolissima
variazione del rumore del suo respiro, quando Buddy aveva bisogno
del suo ossigeno. Buddy faticava molto per respirare, e pi volte
sarebbe stato sul punto di perdere i sensi, se Pinky non fosse stata al suo
fianco a tenergli l'ossigeno.
Impotente sulla sua sedia a rotelle, che comunque preferiva al letto,
sollevava il viso verso quello di Pinky, che, seduta accanto a lui, gli teneva
la maschera facciale di gomma sul naso e sulla bocca, e lo guardava riprendersi.
Buddy si gonfiava un po' e il suo viso perdeva il suo pallore.
Quando riusciva a parlare si toglieva la maschera e diceva: Dammi qualcosa da bere.
Il medico gli aveva detto: niente alcol. I suoi bambini lo avevano tormentato
e messo in guardia. Anche io avevo questionato sul suo bere.
Ma Pinky si alzava senza emettere alcun suono, andava al bar nella suite,
mixava un'enorme vodka tonic, riempiva il bicchiere di ghiaccio e
glielo portava dicendo: Per Papi.
Non te ne andare, diceva Buddy. Si sentiva pi forte con l'aria nei
polmoni e l'alcol nelle vene. Spingeva le ruote della carrozzina e le si avvicinava.
Pinky lo guardava come una ragazzina, come se fosse sua figlia: con
il viso smunto, i denti sporgenti, i grandi occhi scuri e i piedi ossuti, i
suoi pantaloncini e la sua maglietta con scritto Local Motion Hawaii.
Togliti i vestiti, diceva Buddy.
Pinky eseguiva, ma lentamente.
Tutti, precisava Buddy.
Lei raccoglieva le sue mutandine con le dita dei piedi, e le faceva cadere
nella sedia insieme ai pantaloncini corti.
Questa donna minuta era sua moglie. Aveva ottenuto che lei accettasse
di andare via per ventimila dollari. Una volta partita lui sarebbe rimasto
solo, senza donne nella suite del proprietario.
Danza per papi.
E Pinky lo faceva, piegando braccia e gambe, piena di incavature
nella penombra del pomeriggio, finch Buddy diventava asmatico dalla
lussuria. Lei lo vedeva, e danzando gli portava l'ossigeno. Cos ballava
nuda mentre lui la guardava rimanendo senza fiato. Lei ballava avvicinandosi di nuovo col suo ossigeno.
Siamo tornati come prima, mi disse, soffiando e succhiando come un mammifero acquatico. Questo  il mio...
Matrimonio?
In mancanza di una parola migliore.
...
.
...
Resti umani.
...
.
...
Per anni, una volta o due al mese, Royce Lionberg si era spostato dal North
Shore all'Hotel Honolulu per pranzare con uno dei Buddy Burger di
Peewee. Poi aveva cominciato a venirci quasi tutte le sere, ma a bere piuttosto
che a mangiare. Era evidente che qualcosa doveva essere cambiato.
Chiedeva sempre di me. L'uomo che un tempo era stato cos riservato
e delicato, adesso era espansivo e brusco. Al bar, vedendo una donna
truccata pesantemente, si sarebbe voltato dicendole: Lei somiglia a un
procione! e non in maniera scherzosa, ma seriamente, come se - anche
se fosse stato vero - la signora non avesse avuto alcuna ragione da offrire.
Lionberg, simile a quei bevitori prepotenti che al bar si trasformano
nel presidente del consiglio, invece di conversare, s'impegnava in monologhi
che con una piccola rielaborazione avrebbero potuto essere trasformati
in racconti brevi. Io ero stato tentato, ma avevo abbandonato il lavoro.
In ogni caso adoravo l'essenzialit delle sue storie e il modo telegrafico
con cui le raccontava: Le sorelle Shutter. Le famose gemelle. La
loro celebrit funzionava solo in coppia. Merle mor, e cos Beryl smise di essere famosa. Si ammazz.
In un'altra, un uomo chiamato Cyril Dunklin - avevano sempre dei
nomi i suoi personaggi - si era abbandonato al telefono a fantasie sessuali
con la sua fidanzatina dei tempi della scuola, Lamia, che non vedeva
da anni. Non fu soltanto una telefonata calda. Fu una relazione telefonica
che incluse il sesso pi selvaggio. Incapaci di sopportare la distanza,
i due si incontrarono, consumarono insieme un'imbarazzante
tazza di caff e si separarono. Dopo questo incontro non vi furono pi
telefonate. La relazione era finita; si erano incontrati.
Andy Vukovitch era un mio caro amico, disse Lionberg.
Se la persona che si appresta a raccontare una storia la preannuncia
sottolineando l'intimit che lo lega all'amico in questione, preparatevi al peggio.
Andy amava sua moglie Lynette, ma provava il massimo della passionalit
quando le era infedele e si sentiva in colpa. Nel corso di una lunga
relazione con la sua amante Nina, fu colto in flagrante da lei mentre faceva
il tenero con sua moglie. Nina lo piant e Andy, privo di una vita segreta,
divent esigente e ipercritico. Usciva di rado - perch avrebbe dovuto?
Rimase ostinatamente fedele a Lynette, che col tempo non riusc
pi a tollerare le sue continue critiche e lo lasci.
Forse il destino voleva cos, disse Lionberg. C' un momento
nella vita, se si vive abbastanza, in cui tutto ci che accade  semplicemente
una ripetizione di quello che si  gi vissuto. Hai gi incontrato
questa persona, gi posseduto uno di questi aggeggi. Lo hai gi visto, lo
hai gi sentito.  l'incubo dell'eterno ritorno - nulla  nuovo. Non hai
pi appetito. Non desideri pi niente. Intravedi nella ripetizione della vita
la fine della tua stessa esistenza - niente a cui andare incontro. Riesci
ad anticipare ci che l'uomo o la donna dir, ti viene voglia di sbadigliare
o di strillare perch sai come andr a finire.
Lo stesso Lionberg era pieno di progetti. Mi sono comprato un tapis-roulant, disse.
Dissi: Un tapis-roulant non vuol dire che farai strada.
Non rise. Probabilmente non mi aveva neanche sentito. In ogni caso,
lo humour per uno che fa monologhi  un'interruzione non bene accetta.
Era pi piccolo, pallido, persuasivo e chiacchierone da bevitore
che quando mangiavamo, con l'espressione e l'atteggiamento di un animale
rintanato. Comunic i suoi progetti: andare in crociera al largo della
costa dell'Alaska, i posti migliori per il Millennium Concert di Elton
John a Honolulu che ci sarebbe stato l'anno dopo, una quota nella multipropriet
a San Barts, una corsa su una macchina elettrica a produzione
limitata. Tutti i suoi progetti comportavano dei costi notevoli.
La signora Bunny Arkle, esponente dell'alta societ, si ferm una notte in hotel chiedendo di Buddy.
Lionberg disse: E una donna meravigliosa. Ho conosciuto due suoi mariti. Io la sposerei. Davvero.
La signora Bunny Arkle venne a conoscenza delle sue attenzioni da
Buddy. Quando Lionberg era nei paraggi, cominci a farsi viva con una lieve traccia di desiderio sulle labbra.
Lionberg la ignorava, anche se mi confess: Saremmo una bella
coppia. Che importa se sessualmente non mi suscita nessun desiderio?
Probabilmente anche lei non ne ha pi, sebbene le donne sulla sessantina non pensino ad altro.
Alla fine la signora Bunny Arkle rinunci, dicendo che il peggior difetto
di Lionberg era che in quei giorni non era riuscita a capire se fosse ubriaco
o sobrio. Lionberg come unica risposta scroll le spalle. Inaspettatamente
mi chiese se fossi stufo di fare ogni dannato giorno la stessa identica cosa.
Risposi che mi sentivo troppo offeso per dargli una risposta, ed era vero.
Niente pi composizioni, disse. Sapeva che ero stato uno scrittore.
Ora sono io in decomposizione.
Non dirlo! disse con la sua rabbia da presidente.
Il compito pi triste per chi fa dell'ironia  dover spiegare a chi ascolta che si tratta di una battuta, perch non sempre viene colta.
Voglio vedere il Taj Mahal. Le piramidi. Il Canale di Panama. La Shwe Dagon Pagoda. Era di nuovo lontano, non ascoltava, non guardava neppure. Fare un grande viaggio intorno al mondo, vedere tutto in una sola volta. Li organizzano questi viaggi. Andare in crociera nell'oceano meridionale - i Quaranta Ruggenti.
.
NOTA: Quaranta gradi: Zona di latitudine sud compresa tra il 40 e il 50 parallelo in cui soffiano venti fortissimi. NOTA FINE.
.
Anche quando Lionberg non era in giro si parlava di lui.
Tu sei stato in Africa, vero? mi chiese Buddy.
S. Ci ho vissuto.
Lionberg l'ha attraversata.
Keola mi aveva detto che Lionberg gli aveva chiesto di costruire una
serra per orchidee - molto sofisticata con un tetto a tre falde, impianto
antincendio e un climatizzatore automatico.
Ho sentito della tua serra per le orchidee, dissi la volta successiva
che mi capit di vedere Lionberg.
Non mi sent. Sollev la sua bibita e disse: Ci sono questi giapponesi
ricchi che si strangolano sul ciglio della strada sbattendo la porta
della Mercedes sulle loro cravatte di seta Herms..
Non commentai. I suoi occhi rimasero su di me per molto tempo,
come se valutasse la mia reazione a quello che mi aveva appena raccontato.
Alla fine scrollai le spalle e dissi con calma:  molto triste.
Era strano e snervante che si facesse vivo cos spesso, dopo le tranquille
visite occasionali del passato. Kekua sta facendo il miele adesso,
avrebbe detto, gironzolando. Aveva l'energia e quell'aria smarrita di un
uomo ossessionato dai progetti. Si stava trasferendo di nuovo nel continente,
stava comprando un'industria vinicola nel Napa, investendo nel
microprocessore Intel, andando a vivere su un panfilo a Marina del Rey,
e aveva intenzione di dirigere un ranch nel Montana.
Probabilmente erano sogni insignificanti, ma le sue spese erano una
realt. Ne era cos coinvolto che non poteva farle in piedi. Sedeva alla
sua scrivania, e a volte al bar Paradise Lost, telefonando ai suoi venditori
per corrispondenza: abiti di Armani, scarpe di Ferragamo, aggeggi
lucidi e ninnoli della Sharper Image. Ordinava qualsiasi cosa fosse fatta
in titanio. Sopravviver all'inverno nucleare. Lo usano negli aerei da
combattimento. Acquist un orologio Omega al titanio, degli occhiali
da sole al titanio, delle mazze da golf al titanio, una bicicletta al titanio.
Sono indistruttibili.
Perch lo diceva a me?
Forse riusciva a leggere la domanda sul mio viso mentre lo stavo
pensando. Lionberg disse: Voglio scrivere un libro. Com'?
Terribile, mentre lo stai scrivendo. Molto peggio quando non lo
scrivi.
Lo far in Messico. Prender un piccolo spazio a San Miguel de
Allende. Nello stesso tempo imparerei lo spagnolo, dipingerei qualche
quadro, mi allenerei un po' in bici.
Nella sua agenda c'era anche un corso di cucina in Italia. Una visita
al museo Hermitage di San Pietroburgo. Imparare il tip-tap e suonare il
piano. Fare un corso di astronomia al Cai Tech. E tutti questi programmi,
Lionberg li elencava con una parvenza di umorismo sulle labbra.
Vedi l'amore nel tuo futuro? chiesi.
Questa volta sent. Ho conosciuto tante belle donne. Tutte le mie
mogli sono state belle, disse. Ma niente  peggio di una bella donna dopo
che l'hai ferita o le hai fatto qualcosa di male. Hanno ancora le ossa e
il profilo a posto, ma rimane un'ombra che non si cancella. Conosci quella ragazza Rain?
L'ho sentita nominare da Buddy.
Si  sposata. Sono felice. Aspetta un bambino.
Sembr soddisfatto, con uno spirito paterno. Ho un regalo meraviglioso per lei.
Un altro piano, il meraviglioso regalo del matrimonio, insieme a un
po' di paracadutismo acquatico, e alla ricerca di maschere Sepik River
da aggiungere alla sua collezione di netsuke. O imparare a fare surf.
Non sono troppo vecchio. Vai alla gola del fiume Columbia. Il miglior
posto per fare surf del mondo. Trovati una compagna.
Sicuro, guarda me, disse Buddy. Pinky ha ventiquattro anni. Il
sesso migliore che abbia mai fatto. E veramente malata!
Lionberg scoppi a ridere, perch Buddy era ancora pi ubriaco di
lui. Era spossante avere Lionberg tra i piedi con il suo umore espansivo,
a causa di tutte quelle promesse. I dettagli mi costringevano a prestare
attenzione. Me lo figuravo in giro per il Messico in bicicletta e a imparare
lo spagnolo, a fare la vendemmia o su una mongolfiera. Aveva finanziato
il governatore per la sua prossima campagna, e aveva insistito
affinch ascoltasse i suoi progetti, alcuni dei quali coinvolgevano lo stato delle Hawaii.
Era al bar quasi tutte le sere. Noi lo guardavamo attentamente, come si fa con qualcuno che sta progettando un futuro e sta facendo delle predizioni.
Stranamente la sua sedia rimase vuota per due giorni di fila. Aspettammo ancora un giorno, poi facemmo rapporto sulla sua scomparsa,
come sicuramente si sarebbe aspettato da noi. Fu trovato sul lato scosceso di una strada, fuori Pall Highway, accanto alla sua macchina di lusso.
Aveva chiuso con violenza lo sportello dal lato del passeggero sulla sua cravatta, e si era strangolato. Nessun biglietto.
...
.
...
Neve hawaiana.
...
.
...
Durante un'altra nottata dei ragazzi (la riunione dell'u/ di Buddy era diventata
un evento settimanale ora che si era trasferito all'hotel), Buddy disse
che stava gelando. Eravamo al Paradise Lost, Buddy e i suoi amici. Nessuno
parlava, alcuni di noi mormoravano, eravamo troppo sconcertati per
poter rispondere. Era la settimana pi afosa dell'anno, la temperatura di
Kona a met agosto, un'aria umida dal sud che scorreva cos fiacca da non
riuscire nemmeno a far sventolare la bandierina dell'hotel. L'intera
Waikiki si lamentava dei suoi condizionatori d'aria che riversavano muffa
e rumore, e che sembravano sottoposti a uno sforzo incredibile. E il nostro
sistema di raffreddamento era guasto. Ero in attesa del tecnico della
Hawaiian Snow Climate Control, sebbene non lo avessi detto a nessuno.
I miei piedi sono come pezzi di ghiaccio, disse Buddy. Provate a toccare le mie mani.
Nessuno os. Buddy sembrava sconvolto. Aveva un viso scuro, arrostito;
doveva essere febbricitante. Ma freddo? La temperatura intorno ai
trentadue gradi, e l'umidit appena sotto il novanta per cento, davano alle
torride strade di Honolulu il fetore stagionato di gasolio e di rifiuti. Il
pulsare del metallo surriscaldato sulle carrozzerie delle macchine le faceva
apparire esplosive. Il cielo era sigillato, come l'interno di una grande
tenda ricurva, basso, grigio, saturo di ceneri vulcaniche trasportate dai
crateri attivi di Big Island. L'aria era acida, e le maniglie delle porte dell'hotel
appiccicose perch la gente le toccava con le stesse mani con cui
stringeva i coni dei gelati. Il fumo violaceo delle auto si addensava e si accumulava
come veleno che sale dal traffico. Non c'erano onde. Era raro
vederle in quei giorni. Le onde si rompevano con lievi tonfi contro il litorale,
ed erano assorbite dalla sabbia cocente su cui i turisti a piedi nudi
danzavano per il dolore. Al largo, la nebbia vulcanica che copriva il cielo,
dava al mare l'aspetto bollente di una zuppa riscaldata, e in alcuni
punti l'oceano era talmente opaco e ricoperto di schiuma che ricordava
l'acqua tiepida di una vasca da bagno. Anche i corpi normalmente asciutti
dei giapponesi erano ricoperti di sudore.
Freddo del cazzo, diceva Buddy, in collera perch nessuno aveva
accettato la sfida di sentire le sue mani gelide.
Proprio allora notai Tran che di fronte al frigorifero aperto fingeva
di essere alla ricerca di una brocca di acqua, ma che in realt stava solo
prendendo una boccata di aria gelida per riprendersi.
Buddy si stringeva tra le braccia. Doveva essere febbricitante. Era grigio, gli occhi senza colore.
Guarda, ho i brividi!
L'avambraccio, e anche la cicatrice del morso di Pinky che sembrava
un tatuaggio, erano raggrinziti come la superficie di una grattugia per
il formaggio. Forse era un effetto dell'alcol, perch in quei giorni Buddy
era gi sbronzo molto prima di mezzogiorno.
Per cambiare argomento chiesi: Dov' Pinky?
Dimmelo tu dov', rispose. No, non dirmelo. Pinky mi fa sentire malato.
Una volta mi aveva detto che stare con lei o con una donna qualsiasi
per un lungo periodo spegneva il suo ardore. Aveva bisogno di allontanarsi
per stimolare il suo impulso sessuale. Era una delle sue storie.
Un'altra era che non aveva nessun impulso sessuale, e il fatto che mi aveva
detto che aveva freddo me lo fece rammentare.
Apparentemente non scherzava. Indossava un pullover e calzini lunghi
e tremava scuotendo rumorosamente il ghiaccio nel suo bicchiere di vodka.
Chi di voi ha freddo?
Solo Tran gli lanci uno sguardo. Gli altri - Sandford, Willis, Lemmo e Peewee - si guardarono l'un l'altro a bocca aperta, respirando affannosamente,
sofferenti per il terribile caldo.
L'aria condizionata non funziona, disse Lemmo.
Bene!
Buddy era pietoso, con la pelle giallastra e l'aria un po' da trovatello nei suoi abiti da ragazzino - pantaloncini, calze lunghe e sandali. Le
sue mani macchiate mi richiamarono alla mente la parola eccesso.
Ora che lo dici tu, disse Sandford,  una specie di fresco, suppongo.
Non fresco... freddo!
S. E quello che volevo dire.
Ma Sandford stava sudando e parlava con la bocca spalancata come
un cane. Aveva caldo, come tutti gli altri, l'intera isola si lamentava, il solito
discorso: era il riscaldamento globale, l'effetto serra, El Nino. Tuttavia
il capo disse di aver freddo, cos gli altri ammisero di sentirlo anche
loro come un gesto di sottomissione e di amicizia.
La mia stanza sembra un igloo, disse Buddy.
 solo che ho conosciuto un freddo peggiore di questo, disse
Sandford sforzandosi di essere logico. Tornando a casa nel Rochester
nell'inverno del 78, il terreno era talmente ghiacciato che non si poterono
seppellire i cadaveri per due mesi. Cataste di cadaveri ammucchiati
nei magazzini.
Non nominare i cadaveri, disse Buddy.
Incontrai una hostess una volta sul continente, disse Peewee.
Aveva un naso dalla forma buffa. Dissi: Interessante. E lei rispose:
Congelamento. Mi si  congelata la punta del naso. Ero con l'Alaska Air all'epoca, ad Anchorage.
Certi posti hanno la neve sempre... solo inverno, disse Tran. Un
cliente canadese mi ha detto: L'estate? Alcuni anni non abbiamo l'estate.
Pensai che doveva essere divertente.
Stava scavando il ghiaccio con il grande mestolo di alluminio
quando lo disse, il che rese l'allusione pi tagliente e austera.
Non  divertente, disse Buddy con rabbia.
Il telefono squill. Tran si precipit per evitare di affrontare l'ira di Buddy.
 per te, disse porgendomi la cornetta.
Whyan Snow, sentii - l'elettricista, ma non lo dissi. Era venuto a riparare il condizionatore.
All'inizio fui felice di abbandonare la confusione del piano di sopra,
un po' meno quando dovetti rimanere nel caldo soffocante del buio seminterrato
dell'hotel con un uomo che non conoscevo, aspettando che
rispondesse. Qualche minuto prima gli avevo chiesto: Cosa ne pensa? e l'elettricista non aveva risposto.
Fece luce con la torcia elettrica, catturando il bagliore giallastro e provocatorio degli occhi dei topi. Le piccole creature squittirono e aspettarono che andassimo via, ingrossando i loro corpi in segno di protesta: in fondo quella era casa loro.
Alla fine l'elettricista parl: Tutto qui?
Non avevo idea di quello che significasse.
Non riesco a vedere quello che sta illuminando.
Questo  il pannello, disse. Scatola di giunzione. Timer. Altre alimentazioni?
Parlando cos mi sembr intelligente. Ma dopo ritorn in silenzio.
Somigliava alla sua torcia che si accendeva e si spegneva, alternando la luce al buio: luce-buio, luce-buio.
Forse  un fusibile, dissi.
Vuol dire un interruttore? Fece scattare con un colpo secco un
paio di morsetti sui due lati della scatola. Mi preparai a ricevere un'esplosione.
Niente, disse come se pronunciasse una dichiarazione solenne.
Vede, il suo voltaggio...
Il preciso linguaggio tecnico era in contrasto con i suoi abiti: la maglietta dell'Ukulele Festival, i pantaloni unti di grasso che scendevano per il peso degli attrezzi. Non sembrava conoscere nient'altro.
Stava collegando dei fili con una spia.
Li importano dal continente.
Da che zona?
Abbozz un sorriso. Nella sua testa il continente era un unico posto,
non tanti luoghi differenti - un grande complesso - come le isole hawaiane;
un'opinione che avevo quasi cominciato a condividere dopo tutti questi anni.
Lei australiano?
Sembro australiano? dissi, controllandomi, convinto che bisognava
stare attenti a parlare con gente simile.
Buddy ha detto qualcosa che lei non  dell'isola. Cosa sta facendo?
Buddy? Sto gelando, cazzo. Ora vive in hotel con sua moglie.
 arrivato alla quarta moglie. Io alla seconda. Lei a che moglie ?
Seconda, dissi, odiando questo genere di domande.
Devo riparare questo. C' un corto a uno degli interruttori. Forse
fili vecchi. Devo guardare la tabella delle specifiche, vedere le tolleranze
di carico. Alcune sono buone, altre no. Gli sbalzi di tensione ti uccidono.
Stavo fissando le sue guance paffute attraverso la luce fioca della torcia elettrica.
Un momento dopo disse: Ecco. L'immaginavo. Un geco. I disgraziati vanno dentro a fare le uova.
Una lucertola di dieci centimetri e le sue uova grandi come un pisello,
avevano bloccato il sistema d'aria condizionata dell'intero hotel.
Al piano di sopra, Buddy e i suoi amici erano ancora al bar. Non
appena entrai nel Paradise Lost sentii il tintinnio del ghiaccio nei
bicchieri, e la voce di Buddy che diceva: Sicuro. La medicina ti
dir che la temperatura che scende  molto peggio della temperatura che sale.
Non ho mai provato un altro inverno come quello, disse Sandford.
Si pu avere la neve nel Nevada, disse Lemmo. Io l'ho vista una
volta quando sono andato a Las Vegas. C'era un gelo. Cercai di aprire la
serratura di un cancello con la bocca e il ferro mi si attacc alle labbra.
Che dolore!
Nevada significa nevoso, dissi. In spagnolo.
Mi guardarono in modo triste, come se avessero appena notato che
avevo qualcosa che non andava.
Peewee disse: Ho letto da qualche parte di un tipo che aveva sintomi
da congelamento. Era andato in cancrena. Le dita dei piedi erano diventate
nere. Fu costretto a tagliarsi le dita con le forbici.
Non ho mai visto la neve, disse Tran. Aveva quel modo di sospirare
le parole tipico dei nuovi arrivati, e forse era per questo che nessuno
gli prestava attenzione.
Mi sento come se mi fossi trasformato in un pupazzo di neve, disse Buddy.
Parlava con una tale sicurezza e autocommiserazione, da rendersi simile
a un enorme, massiccio zombie: semplice ed esangue.
Anch'io, a volte, disse Willis per fargli piacere.
S, disse Peewee guardando con spavento gli occhi gelati di Buddy.
Pensai: questi uomini farebbero qualsiasi cosa per Buddy. La temperatura
era di trentatr gradi all'ombra e loro si lamentavano per il freddo.
Dissi: Gli eschimesi preferiscono il freddo e il ghiaccio al disgelo.
Le loro vite sono progettate per la neve. Odiano sentirsi umidi. Detestano il clima caldo.
Ci si chiede come faranno il bagno, disse Peewee.
Gli eschimesi groenlandesi fanno il bagno nella loro stessa pip, disse Sandford. E cos.
 disgustoso. comment Willis.
Dipende di chi  la pip, disse Buddy. Per lui azzardare una battuta era come un segnale di salute.
Keola, che stava spazzando il pavimento del Paradise Lost, disse:
Dicono che gli eschimesi sono come gli whyan. Tranne che loro stanno
in Alaska. Ehi, gli whyan, non indiani d'America. Gli whyan non nativi americani. Noi da kine....
Sono tutte stronzate, disse Buddy.
Noi kanaka maoli, disse Keola. Fa cos fottutamente caldo che io
non pu spiegare. Continu a spazzare, e spazzando usc dal bar. Le parole
di Keola confermavano, come se avessimo bisogno di conferme, che
faceva veramente un caldo soffocante, tuttavia Buddy sogghign come se Keola avesse detto una stupidata.
A volte non senti le mani o i piedi disse Peewee.
Buddy disse:  vero, come se avesse sperimentato il fenomeno in quell'istante.
C'era questo tipo con due cani, disse Peewee in uno di questi
luoghi gelati. Stava morendo di fame. Voleva mangiare uno dei cani ma
non aveva il coltello. Ma i cani erano tutto quello che possedeva. Cosa pensate che abbia fatto?
Buddy rispose: Io so come si  sentito.
Prese uno stronzo e gli diede la forma di un coltello, e quando lo
stronzo si gel e divenne duro come una roccia lo us per tagliare la gola
del cane. Scuoi il cane e mangi la carne. Dopo trasform le ossa del
cane in una slitta, dalla pelle ricav delle cinghie, imbrigli il secondo cane e si ritir nel suo accampamento.
Respirando a fatica nel caldo torrido, fissavamo Peewee.
L'ho letto in un libro, disse Peewee.
Non ti preoccupare, disse Buddy. Gli whyan non sono eschimesi
o roba del genere. Hanno bisogno di coperte di notte nel Wahiawa!
Non lo farebbero mai in un luogo freddo come il continente.
Che dici della neve a Mauna Kea? chiese Lemmo.
C' tantissima neve laggi, disse Keola.
Io ho visto quella neve. Non  neve reale.  neve whyan.
Buddy era diventato grigio, la sua pelle pi pallida, i bordi delle labbra
blu. Era grigio come la cenere, come un fantasma che qualcuno di noi aveva gi conosciuto.
Anche il consenso assurdo che gli avevano dato, tutte quelle storie
sul freddo raccontate con simpatia, non gli fecero bene. Ma quello che
mi preoccupava delle storie sul freddo in una giornata cos torrida, era
la loro assurdit. Ma se ne fregavano, perch Buddy se ne era gi andato,
morto ma ancora in piedi, e noi stavamo parlando con qualcuno
che avevamo perso, cercando di essere gentili per superstizione, perch
tutti sulla terra trattano i morti con riverenza e noi non eravamo diversi.
Nessuno aveva osato contraddirlo. Non si contraddice mai un morto, perch - il moribondo, il condannato, come Buddy - sa molto pi di te.
...
.
...
Brudda Iz.
...
.
...
Quello che lo aveva fatto esplodere era stato il commento: Gli whyan
non nativi americani. Noi da kine... kanaka maoli. E pochi giorni dopo
ci fu la visita dell'uomo conosciuto come Brudda Iz, un cantante hawaiano
molto popolare che a volte si faceva issare sul palco con un elevatore
meccanico, perch le scale per lui erano impraticabili. Brudda Iz era un kanaka maoli. Pesava 294 chili.
Israel Kamakawiwo'ole - il suo vero nome - era un lontano parente
di Keola, il suo cugino soprannominato calabash. Iz, trovandosi
nelle sue vicinanze mentre ritornava da un concerto al Waikiki Shell, e
vedendo l'hotel in cui lavorava suo cugino, si ferm ben piazzato tra il
suo entourage. Vedendo l'enorme uomo entrare nell'ingresso, in maglietta
e occhiali da sole, pantaloncini cascanti e sandali di gomma, e
appoggiato su due bastoni, Rose indietreggi spaventata, ma quando
Brudda Iz le disse, nella sua maniera dolce e affascinante: Come farai
a nasconderti da un tipo come me? Rose sorrise e si avvicin al gigante hawaiano.
Keola con questa visita divent una specie di celebrit. Aveva accennato
a una parentela con Brudda Iz, ma nessuno gli aveva creduto.
Ed ora erano insieme: l'omone scuro che passeggiava come uno storpio
con le ginocchia tutte rovinate a causa della sua enorme corporatura, il
pi famoso cantante delle Hawaii, e il suo cuginetto Keola.
Sedettero sul lanai, ma Iz si accomod su una panchina di pietra,
non si fidava delle sedie, e ordinarono del loco mocos: un prodotto
hawaiano che Buddy aveva rimesso nel menu, sotto la voce Specialit
della casa, per trarne vantaggio dopo l'operazione ai polmoni. Sebbene
Peewee li avesse preparati per anni in una mensa, Buddy lo prese in
disparte, e nel suo nuovo pedante modo di parlare, gli descrisse il loco
moco perfetto: Accumula un mucchio di riso bianco in una ciotola,
adagia una polpetta di hamburger al sangue sulla cima del riso, lascia
scivolare un paio di uova fritte sull'hamburger con cipolle fritte come
ornamento, e dopo, in mancanza di meglio, ricopri con sufficiente salsa
brown da nascondere il tutto. Servilo con salsa di soia e ketchup.
Sbirciando Brudda Iz, che ne aveva ordinati tre, Buddy disse: Non
era nessuno prima di prendere un manager howlie. Anni fa ho avuto dei
veri cantanti whyan qui in hotel. Gli ho offerto la prima occasione. Questo
posto era famoso per i loro spettacoli: Thousand Pounds of Melody.
Che cosa gli  successo?
Noi cessammo l'attivit, disse, ma mettemmo su un altro spettacolo, il Tahitian Tita's Topless Hula.
Era talmente incollerito che non si accorse che stavo ridendo. Era
in collera per la visita di Brudda Iz, per l'improvvisa importanza che
aveva assunto il portiere Keola, e per il fatto che lui, il proprietario, fosse ignorato.
A Hilo conosco il tipo che ha inventato il loco moco, disse Buddy.
Non si rendono conto che da queste parti sono un veterano io.
Stavo ascoltando per met. Non riuscivo a distogliere lo sguardo
da Brudda Iz che, seduto a mangiare con le enormi guance che gli cadevano
sulle spalle, e gli occhi profondamente schiacciati nel viso, mi
guardava come un monarca polinesiano (Re delle isole dei cannibali,
rispose Buddy quando glielo accennai). La gente che gli stava intorno
era reverenziale. Camminavano in punta di piedi lanciandogli occhiate
furtive, e quando Iz emetteva la sua forte risata ansimante, lo fissavano sbalorditi.
Anche Brudda Iz, aveva una bombola per l'ossigeno, a causa dei
suoi polmoni superaffaticati. Quando Buddy lo guardava con la sua maschera
di ossigeno sul viso, davano l'impressione di una coppia di astronauti
che ansimavano, succhiavano e soffiavano l'uno di fronte a l'altro.
Dopo che Brudda Iz se n'era andato e Keola era ritornato alla sua
scopa, Buddy cominci a sbraitare contro gli hawaiani, come se Iz e Keola
li rappresentassero tutti. La sua paura di uomo malato, lo aveva reso cinico e sprezzante.
Si accampavano sulla spiaggia, disse Buddy. Dormivano all'aeroporto,
rubavano gli avocadi dai vostri alberi, sedevano sui vostri prati e si rifiutavano
di andar via finch la polizia non li minacciava. E quando alla
fine se ne andavano, lasciavano pannolini sporchi e contenitori per cibo
alle loro spalle. Erano i campioni mondiali di inquinamento. Ovunque vi
fossero hawaiani vedevi sacchetti di plastica ondeggiare, tazze di plastica,
lattine di soda vuote e strisce di polistirene.
Sorrisi ascoltandolo inveire contro la sporcizia degli hawaiani, perch
Buddy non era mai stato pulito. Ma era determinato e sincero nella
sua invettiva, e tanto in collera quanto lo pu essere un qualsiasi uomo
in pessime condizioni fisiche. Non aveva nient'altro da fare, ed era particolarmente
terribile perch non aveva niente da perdere a parlare male degli hawaiani
Sweetie disse: Perch si lamenta?
In qualit di direttore generale, non avevo altra scelta che ascoltare il mio capo.
Buddy continu. Questi barboni di hawaiani, che mangiavano soltanto
le schifezze di Zippy's e Saimin, patatine Cheez Doodles e si scolavano
lattine di Big Gulps, dicevano di venerare la terra. La terra era
sacra! Ecco perch si lasciavano alle spalle tutta la loro monnezza. Le
loro spiagge erano talmente sporche, piene di frigoriferi vecchi e lattine
arrugginite e merda umana, che i poliziotti quando li sgomberavano
dovevano demolire e disinfettare tutto.
Li vedevi, disse Buddy - ciccioni con enormi teste rasate, pi
grandi di me! che sventolavano su e gi la bandiera hawaiana dal
vecchio camioncino in segno di protesta. Erano incolleriti, lunatici
piantagrane che non conoscevano pi di quindici parole nella loro lingua.
Persino un turista continentale dopo una settimana di vacanza ne conosceva una decina.
Soltanto io ne conosco una trentina, disse Buddy.
Gli hawaiani cantavano inni, andavano in chiesa in modo ossessivo
e le famiglie erano pie e chiuse in se stesse, a meno che non vi fosse qualche
problema - tipo maltrattamento del coniuge - e allora richiedevano
l'assistenza sociale. Usavano i buoni pasto per comprare cioccolatini e
tatuaggi. Recitavano la preghiera di ringraziamento in hawaiano, e poi
s'ingozzavano di una montagna di pasta, un barattolo di carne in scatola
e una vaschetta di gelato Banana Karenina.
Ma  il tuo preferito, dissi a Buddy.
Non parlo di me, disse Buddy. Guarda Keola.  per met portoghese
e accusa il capitano Cook perch a Waikiki ci sono le prostitute.
Ma non era insolito per Keola, e anche per Buddy, essere visti all'ingresso
di servizio mentre guardavano lascivamente le prostitute che
prendevano la scorciatoia del vicolo verso le dieci, quando iniziavano a
adescare i clienti. Ce n' una nuova, diceva Buddy. Ehi, mammina!
Sebbene Buddy non conoscesse la parola sentenzioso la gente che
lui descriveva ne era la personificazione - rompiscatole autorizzati, come
sembravano essere tutti gli aborigeni (cos lui insinuava), sempre
pronti con un proverbio o un passaggio biblico per ogni contrariet della
vita. Anche ci mi fece sorridere, poich lo stesso Buddy spesso parlava
di Stella che era in paradiso, e credeva che il raggio verde che appariva
al tramonto, fosse un messaggio da decifrare che Stella gli inviava tramite l'Onnipotente.
Perdono tempo e lanciano battaglie contro gli howlie e dopo fanno
di tutto per scoparsi le loro donne, disse Buddy, aggiungendo che
probabilmente non c'era un solo hawaiano nell'isola che non aveva qualche haole nel suo albero genealogico.
Gli hawaiani non si fidavano fra di loro. C'erano circa sessanta gruppi
differenti che sostenevano di volere il ritorno della monarchia e tutti
cercavano in modi diversi di ottenere la terra, perch possedere la terra
significava possedere denaro. Volevano i soldi per comprare un camioncino
nuovo, una TV, una radio rumorosa. Avere la terra significava poterla
vendere agli haoles, come avevano fatto i loro antenati, ma questi
haoles sarebbero state le persone dei casin, le stesse che avrebbero trasformato
i cosiddetti luoghi sacri in case da gioco.
Scuri, lunatici, inconcludenti, ingordi, offensivi - la maggior parte di
loro era l'opposto dello stereotipo popolare: il felice popolo dell'isola,
che suonava l'ukulele, ballava la hula e cantava in maniera stonata.
Erano tanto puritani, ipercritici e ipocriti quanto un qualsiasi prete
infestato di terzomondismo, e in privato - perch Buddy diceva che conosceva
i loro pi intimi pensieri - tutti, fino all'ultimo, erano razzisti.
I turisti dicono aloha! I turisti indossano le ghirlande di fiori! Le
turiste si mettono in topless! disse Buddy.
La gente del luogo temeva gli hawaiani - i cinesi, i giapponesi, i coreani,
chiunque avesse un investimento o dei soldi, gli incomparabili
asiatici che si nascondevano quando un insignificante hawaiano alzava la voce.
Gli hawaiani parlano di cultura,  l'unica cosa di cui parlano, disse
Buddy, che poi  proprio buffo perch, insomma, quale cultura?
La hula, i canti sacri, il football del liceo e la Spam.
Tu una volta hai detto che senza la tua lingua ti sentiresti perso,
mi disse Buddy.
L'avevo detto?
Come si pu pretendere di avere una cultura se non si possiede una lingua?
Non lo so.
Me lo chiedesti una volta mentre ci stavamo dicendo una storia,
disse Buddy. Dirsi una storia aveva un suono davvero locale. Se non
parli l'hawaiano, come puoi essere hawaiano?
Alcuni di loro lo parlano.
Forse saranno in tre a farlo. Il resto riesce a dire solo qualche cazzata.
Anime perse, cos concluse Buddy riferendosi a loro. Hanno accolto
i missionari - e questi se li sono inghiottiti. Accusa i missionari se
ti pare - gli hanno portato via tutto, perfino la loro memoria. Non si ricordano
pi di un'epoca in cui non siano stati cristiani. La loro storia era
la Bibbia, la lingua era la lingua della Bibbia, e anche chi dichiarava di
adorare Pele il dio del fuoco appariva ipocrita e noioso al pari di un predicatore battista.
La hula in topless era un'ossessione per Buddy. Fin che i seni erano
scoperti l'isola aveva ancora qualche speranza, ma le Hawaii non erano
che un qualsiasi posto con una minoranza pittoresca, lo stato meno istruito degli Stati Uniti.
Che merda che ho visto qui, disse Buddy. Riesci a immaginare
tutte le fregnacce whyan che ho dovuto ascoltare? Peggio di tutte quelle
degli indiani Paiute che ho sentito crescendo nel Nevada.
Gli hawaiani erano furiosi, e chiusi nel loro silenzio non riuscivano
nemmeno a spiegare il perch lo fossero, cos si infuriavano ancora di
pi, disse Buddy, parlando come se anche lui fosse infuriato.
Vengono da me per il denaro. Nessuno dice mai: Dammi i soldi e
in cambio ti lavo la macchina o lavoro nel tuo hotel. Sanno dire solo: Dammi.
La gente che prendeva il sussidio di disoccupazione, i buoni-pasto,
e chiedeva vestiario e assistenza al governo, erano anche quelli che affermavano
di odiarlo e desideravano essere lasciati soli. I fanatici del rivendichiamo
il nostro patrimonio volevano aprire i casin sulle terre ancestrali.
Sono pi americani di me, disse Buddy. Amano i biscotti Twinkies
e il Natale, la birra, le partite di baseball e i balli studenteschi.
L'avvenimento dell'anno era il January Super Bowl, che gli hawaiani
guardavano in spiaggia collegando una prolunga alla batteria della
macchina. Di fatto gli unici eroi hawaiani erano i giocatori di football e gli uomini di spettacolo come Brudda Iz.
Buddy continuava a infierire, e descrivendo gli hawaiani, e in particolare Brudda Iz, naturalmente stava descrivendo se stesso.
...
.
...
Il sosia.
...
.
...
Essendo sordo da un orecchio, Peewee camminava in maniera un po'
sbilenca, strascicando la pianta di un piede, con la testa inclinata e il dito
sempre sull'orecchio malato. Diceva pacifico al posto di specifico,
vevamente buono e pvoblema. E bisognava urlare. Anche in
queste condizioni riusc a sentire tutto quello che Buddy aveva detto su
Brudda Iz. Come se il suo udito operasse una selezione di tipo morale,
non si lasciava mai sfuggire le ingiustizie. Brudda Iz aveva la voce pi
dolce che si potesse immaginare e cantava in un falsetto acutissimo, disse
Peewee. Era ci che di pi vicino ci fosse alla regalit hawaiana; la sua
corporatura e la sua presenza lo provavano.
Non parlarmi di regalit whyan, disse Buddy mentre Pinky lo
spingeva nella hall sulla sedia a rotelle. La maggior parte dei reali
hawaiani sono gay, biondi o sembrano degli howlie, o tutt'e tre le cose.
Si vantano di essere ali'i come se essere nobile significasse qualcosa.
Non  cos? chiese Peewee.
Solo se sei europeo, rispose Buddy.
Peewee, un pacifista, si limit a sorridere e aspett che Buddy venisse
portato via sulle ruote di gomma della carrozzella. Mi riport alla
mente qualcuno che conoscevo bene, ma inizialmente non riuscii a capire
chi fosse. Era gentile, generoso, premuroso, contento specialmente
quando riusciva ad accontentare gli altri. Era questo che lo rendeva cos
familiare e mi faceva apprezzare la sua compagnia.
Il lungo soggiorno alle Hawaii e i viaggi nel Pacifico lo avevano lasciato
mezzo sordo, ricoperto di macchie e chiazze d'et, cieco da un occhio;
inoltre era molto basso, non superava di molto mia figlia Rose di
otto anni. Essendo chef e avendo l'abitudine di assaggiare la sua cucina,
in particolare la torta cremosa al cocco, era pi in carne di quanto avrebbe
dovuto. Aveva un bypass al cuore e poich gli era stata strappata una
vena dalla gamba, quando saliva le scale gli venivano i crampi al polpaccio.
Aveva circa settantacinque anni e non si lagnava mai. A causa della
sua indole allegra mi sembrava un uomo in buona salute. Diceva che i
suoi acciacchi facevano parte della vecchiaia. Ci si era abituato. Molta
gente sta peggio di me. Era sempre di buon umore - si alzava presto,
era accomodante, si rendeva utile, mi lodava quando meno lo meritavo,
come se volesse tirarmi su il morale con l'incoraggiamento.
Averlo accanto era sempre un piacere e un sollievo, perch come molte
altre persone perfettamente equilibrate e in buona salute che avevo conosciuto
mi faceva sentire pi forte e alimentava la fiducia in me stesso.
Dopo aver lavorato con Peewee per qualche anno riuscii a capire chi
mi ricordava. Anche lui, come Leon Edel, aveva molte caratteristiche in
comune con mio padre: era positivo, non portava rancore, evitava qualsiasi
conflitto, non era un uomo col sorriso forzato ma uno spontaneamente
felice. Stare con lui era come stare con mio padre, che avevo amato.
Trattandolo come tale, ero ricompensato perch lui divenne ancora
pi simile a mio padre. Sono una quercia svuotata, aveva detto mio
padre una volta raggiunta la vecchiaia. Negli anni che seguirono la sua
morte cominciai a notare che molti anziani affabili lo ricordavano nel
modo di parlare, di sviare le ostilit, di offrire generosit. Nella sua apparente
mansuetudine vi era una tale forza che mi aiut a comprendere il Discorso della Montagna.
Peewee non contraddisse Buddy apertamente, e non lo fece neppure
alle sue spalle. In modo casuale disse che, anche se alcune delle cose
che aveva detto Buddy erano vere, non era tutta la verit. Gli hawaiani
potevano essere buoni o cattivi come qualsiasi altra persona.
All'epoca in cui Buddy era felice, andava molto d'accordo con le
persone del luogo, e amava la musica whyan, disse Peewee. La suonavamo
di notte, al tramonto, e Momi danzava la hula per lui. Non ho mai
visto nessuno pi felice di Buddy.
Peewee era stato sposato con un'isolana. Provo molto aloha per loro,
disse usando un'espressione tipica. Quando pensava alla storia
hawaiana si rabbuiava.
Queste persone erano qui quando noi siamo arrivati.  la loro terra.
Sono Kanaka Maoli. Se non sai questo, non sai nulla, disse Peewee.
 per questo che la storia  cos triste.
Per lui niente sulla terra era pi bello di una donna che ballava la
hula al tramonto - e tutte le donne che facevano la hula erano belle, non
importava che aspetto avessero. La musica era dolce, spieg, e anche le
canzoncine sdolcinate come Lovely Hula Hands erano meravigliose. E i
canti recitati in coro ad alta voce gli facevano venire la pelle d'oca.
Gli oggetti hawaiani - recipienti ricavati dal calabash, ciotole di legno
per il poi, vecchi ami da pesca - gli piacevano. Potevano apparire
semplici, ma erano stati costruiti con l'ingegno. Ci che a noi appariva
come un cumulo di pietre, per un hawaiano poteva essere un altare, e
quando capivi che era un altare comprendevi la sua importanza e tutto
quello che lo circondava; sapevi perch era l. Buddy una volta lo sapeva.
Era necessario essere felici per capire, e la comprensione rendeva ancora pi felici.
Peewee credeva che Keola avesse un sesto senso. Era vero, come
aveva detto Buddy, che Keola faceva sparire degli oggetti dall'hotel - sapone,
shampo, una volta una scopa, ogni tanto un posacenere o qualche
bicchiere. Ma si trattava di casi fortuiti. La cosa importante era che
Keola fosse sincero: se gli chiedevi qualcosa sul furto, diceva: S, ho fatto un raid.
Puoi guardare in faccia un ladro, afferm Peewee. Ma non un bugiardo.
Quante volte mio padre aveva ripetuto quelle parole? Mi sembrava
che Peewee fosse l a ricordarmi che mio padre non era morto. Vedendo
mio padre in lui, soffrivo meno e sentivo che anche alle Hawaii - pi vecchio
e lontano da casa - ero ancora parte di qualche grande ciclo e mio
padre mi era accanto. Vedere mio padre in lui mi aiutava, mi calmava, alleviava il mio dolore.
Solo se eri felice, diceva Peewee, ti rendevi conto che la cosa migliore
delle Hawaii erano gli hawaiani - le loro vite e la storia che li aveva
visti guerrieri, navigatori, pescatori, musicisti, amanti. Le loro leggende
erano altrettanto affascinanti e grandiose di quelle del mondo classico
- anche loro avevano giganti, demoni, stregoni e animali leggendari.
Le Hawaii erano diventate come uno di quei bellissimi vasi rotti di
legno di koa: nei cocci riuscivi ad ammirarne la bellezza ed eri anche testimone
dello sforzo, perlopi vano, di quanti cercavano di rimetterli insieme.
L'impegno era ammirevole, tuttavia era impossibile riportarlo alla
sua interezza - troppi pezzi erano stati scheggiati o erano andati perduti.
Anche se fosse stato possibile, non si sarebbe ottenuto nient'altro
che un vaso di legno rabberciato, un fragile pezzo di antiquariato.
Qualche volta, di notte, dopo la chiusura del ristorante, vedevo
Peewee in cucina che, chino sul piano del tavolo da macellaio, leggeva
obliquamente un libro, guardando di sghembo con l'occhio buono, e il
libro poteva essere James Michener o Robert Louis Stevenson. Un giorno era uno dei miei.
Cosa stai facendo con quello?
 davvevo bello!
Non seppi cosa dire. Anche mio padre leggeva i miei libri di sbieco,
con un occhio solo, senza sapere cosa pensare, apparentemente incapace
di collegare l'autore di quel libro scabroso con il giovane uomo che
conosceva come figlio. Sembrava vi fosse una simile confusione nella
mente di Peewee, ma dopo aver terminato il libro mi tratt come prima,
con l'onest di sempre. Era una persona gentile. Avevo capito che era rispettoso
dei sentimenti altrui da come trattava gli hawaiani, sempre da
amici, perch allo stesso modo sapevo com'era una persona quando, vedendo
che ero straniero, si comportava correttamente. Era questo il motivo per cui mi piaceva essere uno straniero.
Un po' di tempo dopo Peewee mi chiese: Se sai scrivere cos, perch lavori in questo hotel?
Ho scritto quel libro molto tempo prima di venire qua.
E con ci?
Non ho scritto nient'altro qui. Non so se ne sarei capace.
Non si diede per vinto. Disse: Hai gi dimostrato di poterlo fare.
Gi dimostvato, disse, e scviveve. Il difetto di pronuncia dovuto alla sordit lo faceva sembrare saggio.
Cosa potrei scrivere?
C' cos tanto. Nessuno scrive veramente delle Hawaii. Vevamente.
Gli altri non le vedono. Buddy ha smesso di vederle -  troppo
preoccupato per la sua salute. Non sono solo spiaggia. Sono un insieme
di cose, anche le prostitute ne fanno parte. Pvostitute.
Dissi: Tu sei molto cortese con la gente del posto.
Sono del posto anch'io. Ero sposato con quella ragazza tahitiana
con i tatuaggi. Eravamo molto felici. Io ero chef in un ristorante di Kona.
Fu lei a presentarmi ai whyan e pi tardi sposai una di loro. Sono
brave persone. Se ti fermi all'apparenza, non li conosci. Se arrivi a conoscerli, comprendi.
Tutti hanno qualcosa di diverso da dire sugli hawaiani.
Perch sono qualunque cosa tu desideri che siano. Se li vedi come
dei mascalzoni, ti odieranno. Se li ami, saranno tuoi amici.
Quindi sono un riflesso del nostro stato d'animo?
Per cos dire. Riflett un momento, poi continu: Io non faccio
del sentimentalismo sugli whyan. Ma non mi piace sentire Buddy sparlare
di loro, perch so che non lo pensa veramente. E quando non lo pensi  ancora pi crudele.
Forse dovrei scrivere su Buddy.
La gente dice sempre che scriver qualcosa su di lui, ma non lo fa
mai. Una volta lo intervistavano per l'Advertiser, ma le interviste non erano mai veritiere.
Buddy in paradiso.
In passato questo era il paradiso. Era stupendo, lo ricordo bene. Prima
di Pearl Harbor, prima della guerra. Io ero solo un ragazzino. Naturalmente
adesso non lo  pi. Ecco perch mi piace il nome che hai dato
al bar - Paradise Lost - perch l'unico posto che pu veramente essere
l'inferno  quello che una volta  stato il paradiso. Rimase in silenzio per
un po', poi aggiunse:  questo che rende gli whyan cos tristi.
...
.
...
Voci.
...
.
...
Ero solo e inizialmente felice di esserlo perch, nelle tarde ore serali, avevo
cominciato in segreto a prendere appunti per dei racconti: esitavo,
sentendomi uno sciocco, anche un po' timido, come un uomo che si sta
riconciliando con un vecchio amore, temendo di poter essere respinto.
L'hotel era silenzioso, il bar finalmente chiuso, la musica spenta e la piscina,
chiusa anch'essa, rifletteva striature di luce blu-verdastra sulle pareti
vicine. Non appena gli ultimi ubriachi ebbero lasciato il bar, mandai
Tran a casa. Ma dopo mi pentii di essere solo e di non avere testimoni
della persecuzione che di l a poco segu.
Le prime voci che udii provenivano dall'ascensore vuoto. Erano indistinte,
probabilmente mormorii di clienti, ma sentii pronunciare il mio
nome per intero e una risata cupa e monotona come lo starnazzare delle
anitre - non c' niente di meno contagioso. La cosa pi irritante fu che
il commento che scaten la risata era impercettibile.
Poi, chiaramente: Pensa di essere uno scrittore!
Avevo detto qualcosa a qualche cliente dell'albergo? Qualcuno aveva
riconosciuto il mio nome?
Si rende del tutto ridicolo, sentii pronunciare da una voce diversa,
sebbene coperta da altre risate che sembravano giungere da una stanza
intera piena di gente. E crede che nessuno lo veda!
Forse non si riferiva affatto a me. Ma quella che sentii dopo fu
un'accusa pi specifica.
Se non fosse stato per Buddy non avrebbe mai ottenuto il lavoro. E se
se ne andasse nessuno sentirebbe la sua mancanza.
Non soltanto quel commento riguardava quasi certamente me, ma
era anche qualcosa che condividevo.
Un altro howlie di mezza et sposato con una ragazza del luogo. La
bambina sembra sua nipote.
Seguirono vivaci risatine, simili a quelle convulse e irrefrenabili dei
bambini. Quella presa in giro mi fer moltissimo, perch rappresentava
la mia paura pi grande.
Entrai nell'ascensore e pigiai il tasto dell'ottavo piano, ma quando
arrivai in prossimit del sesto udii la risata, ancora pi forte, cos schiacciai
il dito su quel tasto e uscii. Era impossibile rintracciare l'esatta fonte
del suono. Sembrava provenire da una stanza ma, non appena mi avvicinavo,
risuonava da un'altra. Infine circoscrissi la risata a una nicchia,
alla fine di un corridoio dove c'era un gruppo di tre stanze, con porte
numerate in maniera diversa.
Udii pronunciare ad alta voce un commento:  facile definirsi uno
scrittore quando si  tra gente che non legge. A suscitare la risata pi fragorosa
fu il frammento di un altro commento: Nasconde quella ridicola
calvizie sotto un berretto da baseball!
Come potevo intromettermi? Cosa sarebbe accaduto se avessi sbagliato
stanza? Avrebbe potuto essere una qualunque delle tre. Presi le scale di
emergenza e salii di due piani, furioso e imbarazzato, continuando a sentire
il rumore attutito delle risate dalle pareti di calcestruzzo, fino a quando
non arrivai nel mio appartamento, dove Sweetie e Rose dormivano.
Il giorno dopo cercai sul computer i nomi degli occupanti di quelle
tre stanze: nessuno. Le stanze erano vuote. Che significava?
Mi lamentavo che l'Hotel Honolulu fosse prevedibile e noioso, e che
i suoi clienti fossero invadenti ed esigenti. Il Paradise Lost era ormai dominato
da Buddy e dal gruppo dei suoi ragazzi. Avevo desiderato la sicurezza,
un posto dove vivere, un lavoro facile, sole, solitudine. Il prezzo
che pagavo, era un tipo di noia che non avevo mai conosciuto prima,
qualcosa che somigliava all'essere sepolto vivo. Ora scoprivo l'hotel cos
ricco di penetranti voci notturne che avevo paura di rimanere solo,
perch era proprio allora che le udivo.
 ingrassato.
Si vede che non  di queste parti.
Non  un uomo felice.
Oh, s, una volta scriveva libri!
Notando quanto fossi di cattivo umore al risveglio, Sweetie mi chiese
cosa avessi. Le dissi la verit, raccontandole delle mie allucinazioni
acustiche - o era uno degli scherzi di cattivo gusto di Buddy? Lei ribatt
che ne stavo facendo una tragedia, che ero un bambinone e un pessimo
modello di comportamento per Rose.
Ma se non sono voci reali, cosa sono?
Ci che dicono  vero, rispose Sweetie, quindi non importa se sono reali o no.
Intimidito da questa logica mi chiusi nel silenzio, limitandomi a fissare la mia concreta mogliettina.
Non fai altro che startene seduto a leggere libri, continu. Ricomincia a vivere!
Non avevo mai pensato che qualcuno avrebbe potuto notare qualcosa
di cui io stesso ero a malapena consapevole: leggere per me era come respirare.
Potresti puntare sulle tue qualit di albergatore. Specializzarti.
Scappare in spiaggia non serv a molto. Avevo un libro con me -
Sweetie aveva ragione, in quei giorni non facevo altro. Sedevo al sole con
altre persone oziose: donne abbronzatissime e uomini coriacei; spogliarelliste
- perch le giovani donne con dei corpi simili di solito erano libere
nel primo pomeriggio e avevano quasi tutte i capelli lunghi; famigliole
riunite che si divertivano con cibo e giocattoli. E il senzatetto, il
barbone con il carrello del supermercato che sulla spiaggia sembrava
proprio a casa - solo l, con la schiena appoggiata a una palma, perch
nei suoi sacchetti di plastica pieni zeppi aveva tutto quello di cui aveva Bisogno.
Per rassicurarmi, per farmi sentire meglio, cercai Leon Edel. Mi invit
a pranzo all'Outrigger Canoe Club. Ascolt attentamente la mia storia sulle voci disincarnate.
Pi M. R. James che Henry James, disse. C' uno splendido racconto
di Edith Warthon in cui figurano voci spettrali. E c' sempre Gilbert Pinfold, ma le sue voci sono quasi comiche.
Mi piaceva Leon perch si serviva dei libri e degli scrittori per valutare
la vita reale. Era ci che avevo sempre fatto anch'io, e che non
si faceva mai nelle povere e illetterate Hawaii. La parola stampata rappresentava
per me una fonte di energia, mi dava speranza e avvalorava
ci che sentivo. In effetti, per lunghi periodi negli ultimi anni trascorsi
sull'isola, avevo avuto la netta impressione che fossero molte di
pi le cose sognate in letteratura di quelle mai contemplate in cielo e in terra.
Un umorismo spaventoso, del genere pi noir, dissi. Waugh nel bel mezzo di un esaurimento nervoso.
Confidai a Leon che volevo scrivere qualcosa. Quello che mi dava
pi fastidio nel ruolo di un distratto direttore di hotel era che, non scrivendo,
vivevo una vita disordinata. Il disordine aveva cominciato a farmi
soffrire, impedendomi di pensare lucidamente, accelerando il tempo
e non lasciandomi nessuna chiara impressione. Non scrivere influiva
negativamente sulla mia memoria e mi rendeva incapace di comprendere.
Sapevo che non avrei mai capito quel luogo, n la sensazione
di smarrimento che in esso provavo, finch non ne avessi scritto in proposito.
Tu sei uno scrittore. Tra le altre cose  di per s una condizione patologica,
disse Leon. E poi aggiunse dolcemente, voltandosi da una parte
come se parlasse a un'invisibile terza persona: Quando arriver il
momento giusto lo farai bene, proprio a causa delle difficolt che hai descritto.
 duro scrivere dei racconti brevi. Questo  un luogo comune.
Non  un luogo comune. Quello di cui parli ti giunger dritto dal cuore.
Decine di racconti, cinquanta o sessanta, forse di pi.
Tanto meglio, disse Leon. Questo non dovrebbe preoccuparti.
Sei fortunato ad avere qualcosa da scrivere. Hai qualcosa di cui alimentarti, qualcosa di nuovo.
Non so se sono ancora sul mercato letterario.
Sei nel bel mezzo dell'attuale! La sua risata mi incoraggi. L'uomo
che conosceva James conosceva me. Ero fortunato ad avere Leon come
amico, tuttavia mi sentivo ancora oppresso dalle Hawaii, dalle isole
tropicali con la loro spettralit, dal fatto che le spiagge sembrassero appena
nate, dalle montagne - quei vulcani - cos antiche, dai dirupi tanto lugubri.
Noi qui abbiamo delle celebrit, che sono nello stesso tempo incipienti
e predominanti, diceva Leon. Forse. Ma queste erano isole
prive di qualsiasi forma di architettura, poche rovine, frammenti del
passato, oggetti kitsch del presente, poco che valesse la pena di preservare.
Ci non le rendeva moderne, solo pi spettrali. Essere in un
luogo cos pieno di sole non mi faceva temere le ombre o l'oscurit,
ma mi convinceva che, mentre la nebbia e le ombre di Londra erano
prevedibili - eri avvisato, ti aspettavi i bisbigli accusatori e le voci di
derisione - era molto pi inquietante imbattersi in tali stranezze in
pieno giorno, e poteva diventare assolutamente spaventoso alla luce del sole.
Le udii anche in spiaggia, vocine che si levavano dalla sabbia vuota.
Chi si crede di essere?
Dovrebbe essere al lavoro!
Probabilmente se ne star qui seduto per il resto della vita!
Non gli  rimasto nulla fuorch la morte. Sta aspettando di morire.
Non avrebbe mai dovuto venire qua.
Non lo conosce nessuno tranne noi!
Mi ferirono molto, proprio come dei terrificanti racconti di fantasmi,
perch erano le mie stesse paure. Ovunque andassi le sentivo. Giungevano
dalle pareti e dalle porte chiuse dell'hotel: non ero mai abbastanza
lontano. Compresi quello che succedeva alla gente che impazziva:
Le voci me l'hanno fatto fare. E a volte le collegavo a dei nomi: c'erano
quella di Buddy, quella di mia moglie, quella di Madam Ma, quella di
suo figlio Chip, in prigione da anni ormai - persino quella di Rose.
Non voglio che pap venga alla recita scolastica!  troppo vecchio.
Anni prima, Buddy mi aveva assicurato che l'hotel poteva andare
avanti da solo. Il personale avrebbe svolto tutto il lavoro. Ero imbarazzato
per il fatto di non avere nessuna esperienza nel settore alberghiero.
La maggior parte dei clienti non mi piaceva, e non mi sentivo
particolarmente ospitale. Il mio lavoro consisteva nel nascondere la
mia ignoranza. Tutti avevano pi esperienza di me, che non possedevo alcun mestiere.
I conti del giorno, quelli della settimana, le previsioni per il mese; la
clientela, le cancellazioni, la manutenzione, le entrate del bar, i guasti,
i furti, i ricavi, gli utili - tutto mi confondeva e mi irritava.
Quando Keola disse: Vedi questo? E una flangia, mi venne voglia
di picchiarlo per avere insinuato che non conoscessi quel termine tecnico.
Mi andavano pi a genio i diari dei dipendenti che facevano il turno
di notte. Li volevo migliori di quanto non fossero. Ogni tanto li esaminavo.
1,22 Kawika sente un rumore nella dispensa della cucina.
1,40 Era un topo. Catturare con una trappola adesiva.
2,20 Uomo ubriaco si rifiuta di uscire dal bar del Paradise Lost. Dice:
Sai chi sono io?
2,35 Lo sto ancora spiegando a Kawika. Era un ex consigliere comunale.
2,38 L'uomo viene accompagnato fuori dalla sicurezza (Kawika). Zona bar e piscina chiuse.
Volevo leggere: Voci dall'ascensore, voci dalle pareti, voci dalle
stanze vuote, ma tutto quello che trovavo erano fughe di gas, odori,
inondazioni, circuiti della sicurezza bloccati, sconosciuti, ubriachi attaccabrighe,
clienti del ristorante che scappavano per non pagare il conto.
Era il personale che di solito gestiva il posto; qualche volta lo facevano
i clienti; raramente io.
Dopo tutti i suoi grandi progetti, guarda dove  finito.
So esattamente chi . Solo che non voglio metterlo in imbarazzo salutandolo.
Succede qualcosa alla gente che viene qua, soprattutto agli uomini. Iniziano
a vestirsi in modo sciatto e fanno finta di essere pi giovani. Sono tagliati
fuori dal mondo. Non hanno altro che le loro fantasie.
L'isola non  il mondo, dissi a Leon Edel un giorno. Leon era il
mio unico testimone.
No, il mondo no. Ma forse  il tuo mondo.
Mi sgomenta pensare che tutto ci di cui ho bisogno nella vita si riduca
a giornate di sole all'Hotel Honolulu.
Disse: Arrivi a un punto della vita in cui hai meno da scrivere e hai
bisogno di sole. Ogni giorno  prezioso. Stai seguendo il consiglio di James
di vivere il pi possibile. E tu mi colpisci perch sei uno che non si
lascia sfuggire nulla.
Leon era affascinato e divertito da Buddy Hamstra: Quel povero
e imperfetto grand'uomo, lo chiamava. E cos facevamo conversazione
- parlavamo dei diari di Edmund Wilson, di Bloomsbury e del narcisismo
di Henry David Thoreau, e di Henry James. Non riuscivo a liberarmi
dai dubbi sulla scelta professionale di dirigere un hotel, ma almeno
avevo Leon, il fratello extraterrestre proveniente dal mio stesso pianeta remoto.
Di tanto in tanto ricevevo un messaggio da quel pianeta, sotto forma
di lettere spedite dal mio ex editore, o dai lettori: Si dice che tu non
sia morto ma abbia solo smesso di scrivere e viva in un altro paese sotto
falso nome, come B. Traven.
Esitai ad aprire un pacco perch proveniva da un editore di New
York. Conteneva la bozza di un romanzo. La lettera chiedeva se avrei potuto
leggere il libro e, nel caso mi fosse piaciuto, se sarei stato cos gentile
da inviare un mio commento. Alla fine del biglietto, ringraziandomi
in anticipo, c'erano un messaggio scritto a mano e la firma a caratteri cubitali di Jacqueline Onassis.
 Jackie Kennedy, informai Sweetie.
Certo, disse.
Vuole che legga questo libro - vuole un favore, capisci?
Jackie Kennedy vuole un favore da te. Certo.
Cos ha detto.
Sweetie fece un'espressione che conoscevo bene e significava: Tu
hai un problema. Ma Leon non rise. Disse:  una redattrice seria.
Molto stimata.
Dunque prima c'erano le voci e adesso la gente famosa, comment
Sweetie. S, va bene.
Lessi il libro e faxai il mio commento positivo. Quando rispose, la
signora Onassis mi disse quanto fossi fortunato a vivere alle Hawaii. Accenn
al fatto che suo figlio sarebbe passato da Honolulu un paio di settimane
pi tardi, per poi proseguire alla volta di Palau, nel Pacifico occidentale,
dove avrebbe fatto immersione.
Le voci non cessarono. Per chi non legge, la scrittura  una forma di
magia - inattendibile, ingannevole; per un isolano tutto ci che c' al di
l dell'isola  irreale, oscuro, minaccioso, non importa quanto appaia soleggiato
l'orizzonte. Non esiste memoria di nulla al di l dell'isola. Quello
che non si vede, non esiste. E cos ero solo con le voci, che tuttavia
non costituivano l'unico mormorio. In giro si diceva che forse ero pazzo
- non pericoloso, ma affetto dalla febbre isolana - ammaliato. Ma anche quelle erano voci.
...
.
...
Una storia impossibile.
...
.
...
Due giovani donne si gettarono incontro alla morte, insieme e apparentemente
nello stesso momento, dal quattordicesimo piano dell'Outrigger
Islander, a soli quattro isolati dall'Hotel Honolulu. Venimmo a saperlo
nell'arco di trenta secondi, dalle urla. Non c'era luogo, a Waikiki, dove
un suicida potesse atterrare senza impressionare i pedoni o bloccare il traffico.
Forse puoi scriverci sopra una bella storia, disse Keola, irritandomi,
perch era esattamente quello che avevo pensato. Ma cosa ne sapeva
questo portiere lezioso sulla scrittura?
Senza pensarlo veramente, risposi: Mai. Ero curioso.
L'indomani Leon Edel era atteso per pranzo. Aveva detto che gli
piaceva l'insalata Cobb di Peewee e si compliment con me per l'atmosfera
dell'hotel - Sono le Hawaii come le ho conosciute all'inizio, anni
fa - intendendo, forse, che eravamo squallidi e all'antica. Era troppo
educato per esprimere giudizi negativi. Ormai tra noi non c'erano pi segreti.
Sapeva che per me era doloroso aver smesso di scrivere. Mi lodava per il mio coraggio.
Quando dissi a Buddy che avevo bisogno di un paio d'ore in pi per
pranzare con Leon, rispose: Cerca di ottenere un articolo per lo Star-Bulletin. Qualcosa di positivo.
Non vidi il nesso. Dopodich Buddy si abbandon a una delle sue
solite farneticazioni su quanto fosse straordinario avere tutte quelle celebrit
alle Hawaii - George Harrison, Willie Nelson, Jim Nabors, Kris
Kristofferson, Richard Chamberlain, Sylvester Stallone, Mike Love (dei
Beach Boys), la vedova di Boris Karloff. Anche Doris Duke, aggiunse, sebbene fosse morta.
Prendi George Harrison. Se potessimo dire che uno dei Beatles 
passato di qui, ti immagini cosa significherebbe per gli affari?
Ma perch George Harrison dovrebbe venire qua?
Per bere o mangiare qualcosa; uno dei mai tai di Tran, uno degli
hamburger di Peewee, il chili che ha vinto il premio, rispose Buddy, come
se gli avessi fatto una domanda stupida. E potremmo avere una parete
delle celebrit come il ristorante Keo's Thai - foto autografate di
tutte le star che hanno bevuto al Paradise Lost.
L'incapacit di Buddy di comprendere quanto fosse improbabile
che tali celebrit avrebbero mai messo piede nell'hotel era, avevo l'impressione,
un sintomo della sua salute cagionevole. Un altro segno era la
rabbia incontrollata che lo assaliva quando non ero d'accordo con lui. Il
suo pessimo carattere era quasi sicuramente dovuto alla debolezza e agli eccessi nel bere.
Sei cos negativo, disse.
Che cosa ha a che fare tutto questo con Leon Edel?
Mi hai detto che  uno scrittore, no? Buddy mi fiss. Potrebbe
fare qualcosa.
Allora compresi. La sola idea che il biografo ottantanovenne di
Henry James e cronista del gruppo di Bloomsbury scrivesse un articoletto
per il giornale locale a proposito del suo amore per l'Hotel Honolulu
era cos innocente, nella sua ignoranza, che scoppiai a ridere fragorosamente.
Nel suo precario stato mentale Buddy prese la mia risata per un assenso e se ne rallegr.
Gli affari dell'Islander ne risentiranno, continu. Sto pensando
di assumere quel tipo, il ciccione samoano che sguscia le noci di cocco con i denti.
Stava cercando di trarre vantaggio dalla notizia delle due donne che
si erano lanciate dalla loro stanza all'Outrigger Islander. I turisti che volevano
evitare la scena della morte e della tragedia si sarebbero potuti
convincere a soggiornare da noi se Leon avesse scritto un articolo da collocare
poi con quelli dei successori anonimi di Madam Ma nel giornale della sera.
Leon fu accompagnato dalla moglie, Marjorie, che si allontan dicendo:
Vado a pranzo con le wahine, intendendo le sue amiche.
Marjorie pronunciava le parole hawaiane correttamente. Scriveva poesie.
Gli Edel si adoravano in una maniera invidiabile, con l'eterna convinzione
degli innamorati di bastare a se stessi.
Per scherzo, accennai a Leon l'idea dell'articolo di Buddy.
Ho fatto il giornalista in passato, ma non di quel tipo, disse Leon.
Come sta il nostro povero e imperfetto amico?
Leon aveva dovuto annullare due appuntamenti per pranzo di recente,
quindi mi faceva particolarmente piacere vederlo. Appariva pi
fragile, ma era cos dignitoso che la sua fragilit sembrava circospezione, un altro aspetto della sua cortesia.
Come ti senti, Leon?
Dipende. Alcuni giorni come un animale stanco, consumato, esausto.
Altri giorni in piena forma. Non lamentarsi era una sua caratteristica,
sebbene fosse apparso un po' stordito e traballante finch non ci
fummo seduti. E tu sei un fiore.
Dopo tutti quegli anni mi ero reso conto che Leon era l'unica persona
alle Hawaii che mi conosceva veramente - e nel modo pi profondo
e penetrante, attraverso i miei libri e le dettagliate fantasie autobiografiche
della mia prosa. Aveva letto un paio di miei libri prima di incontrarmi
per la prima volta; in seguito si era messo in testa di leggerne
altri. Io avevo fatto lo stesso con i suoi e avevo finito per leggere la sua
opera omnia, anche Writing Lives e il trattato Thoreau. Avevo riletto la
biografia di James. Rappresentava il suo massimo traguardo, uno dei pi
grandi per quanto riguardava le biografie.
Con questa conoscenza e stima reciproca dei rispettivi lavori, la nostra
amicizia si era consolidata. Le sue opere erano un corso di perfezionamento
sull'uomo, come spesso accade con i libri - sia di Leon sia di Henry James.
Non  una notizia terribile? disse. Dev'essere accaduto proprio qui vicino.
Si riferiva al duplice suicidio. Mi capitava di grattarmi la testa incredulo
di fronte a qualcosa che avevo visto o sentito a Honolulu, ma Leon
era l ad avvalorarlo. Quanto amavo quei pranzi, quello scambio di storie.
Era abbastanza vecchio da essere mio padre, ed era paterno. Tuttavia,
in quanto scrittori, parlavamo da pari a pari.
Erano nell'esercito, dissi.
Stava sorseggiando dell'acqua ghiacciata, meticoloso nella sua tipica
maniera fragile ed elegante. Come sempre portava il panama, una camicia
hawaiana e il bastone. Nelle settimane precedenti Marjorie mi aveva
chiamato per avvertirmi, scusandosi, che Leon non stava bene, era appena
uscito dall'ospedale e non era in grado di venire per pranzo. Forse
la prossima settimana. Ma ci furono altre proroghe. Sentivo la sua
mancanza e fui felice quando si fece vivo quel giorno, e lieto di sentire la
sua reazione al fatto di cronaca.
Non ricordo di aver mai letto niente di simile, disse.
C'erano alcuni inequivocabili fatti di cronaca che ossessionavano e
nello stesso tempo unificavano Honolulu - il blocco del traffico durato
un giorno, gli escursionisti dispersi, la cattura di ostaggi, il processo per
maltrattamento di minore, il travestito strangolato ritrovato nel bidone
della spazzatura, la saga a sfondo sessuale nel bagno degli uomini dell'amministratore
dei beni vescovili - nel modo in cui gli avvenimenti
drammatici travolgono una citt, fornendo qualcosa di cui parlare per
alcuni giorni. Poi la tragedia passa e la citt ritorna alla sua meschinit
alienante. Questa era una di quelle storie. Non mi sorprese che Leon accennasse
al suicidio delle donne soldato.
Entrambe le giovani donne (diciannove e ventiquattro anni) erano
state ferite nel corso di piccoli incidenti avvenuti nel loro accampamento,
Fort Lonard Wood, nel Missouri. In licenza per via delle ferite, avevano
lasciato il campo, si erano assentate senza permesso, avevano preso
un aereo per Honolulu, usando biglietti di sola andata, ed erano arrivate
all'Islander, dove avevano occupato una camera doppia al quattordicesimo
piano. Qui si erano trasformate in turiste, avevano affittato dei
motorini, poi una macchina, avevano girato l'isola, fatto escursioni in elicottero
e sul sottomarino al largo del porto, e avevano visitato la maggior
parte degli hotel di Waikiki, mangiando e bevendo. In molti posti erano
ricordate per il loro sfrenato buon umore e il fatto di non badare a spese.
In due settimane avevano accumulato debiti per ottomila dollari sulle loro carte di credito.
Cercai il loro nome sulle ricevute delle carte di credito del nostro
bar e del ristorante, ma non riuscii a trovare n Brandy Rogers n Renate White.
Una sera Renate, la maggiore delle due, aveva conosciuto in una discoteca
un marine, un soldato scelto della base di Kaneohe, e una settimana
dopo si erano fidanzati. Si erano scambiati gli anelli, si erano fatti
fare dei tatuaggi con simboli di amore orientale e avevano progettato di
sposarsi presto - entro qualche settimana. Ciononostante, le due donne
erano rimaste all'Islander. Avevano acquistato costumi da bagno, cosmetici, e un lettore CD portatile.
Le loro famiglie non sapevano nulla di tutto ci, non sapevano neppure
che fossero alle Hawaii. Entrambe avevano dei fidanzati negli Stati Uniti; nemmeno loro sapevano nulla.
Circa tre settimane dopo l'arrivo delle ragazze a Honolulu, il fidanzato
di Renate era andato a trovarla come al solito, ma l'aveva lasciata
intorno all'una e trenta del mattino. Ritornato alla base, l'aveva
chiamata alle cinque per dirle che l'amava. Lei aveva risposto: Ti
amo. Alle sette e trenta le due donne erano state sentite ridere e parlare
cos forte nella loro camera d'albergo che gli altri clienti del piano
si erano lamentati. L'uomo della sicurezza dell'albergo aveva bussato
alla porta e le aveva invitate ad abbassare la voce. Dieci minuti
dopo si erano lanciate insieme dal balcone e, a quattro isolati di distanza,
all'Hotel Honolulu, Keola aveva interrotto le faccende domestiche
e stretto forte la scopa, dicendo:  successo qualcosa. Qualcosa di brutto.
Gli domandai che cosa.
Qualcuno mciry-morire-morto.
A pranzo Leon mi chiese: Che dettagli hai notato nel resoconto dei giornali?
Che entrambe avevano dei tagli sui polsi. Hanno provato a farlo in quel modo.
Tagli superficiali, disse Leon. Non faccio fatica a crederci. Che altro?
Le ricevute delle carte di credito... ottomila dollari. Era questo che intendevi?
Leon domand: E che mi dici della loro altezza? James avrebbe notato
quanto erano piccole. Una solo un metro e mezzo, l'altra qualche
centimetro in pi, ed entrambe erano giovani. Sebbene pare che fosse la maggiore a pagare gran parte dei conti.
 ancora un mistero, commentai.
Naturalmente, ma non  questo il punto. Quello che colpisce  che
fossero insieme. In tutti i suicidi che vengono commessi sulla terra,  difficile
immaginare che possa trattarsi di due donne cos, che si gettano insieme
dal balcone di un hotel in una mattina di sole. Si suppone che si
tenessero per mano nel momento in cui hanno compiuto il gesto. Ecco il dettaglio che cerchi.
Che storia triste.
Ora  la nostra storia. Sono entrate a far parte della nostra vita, disse Leon.
Tu hai pi memoria di me.
Avevo solo molto tempo da ingannare nello studio del medico, il
mio appuntamento settimanale. Normalmente non leggo l'Advertiser,
ma ce n'era uno nella sala d'aspetto.
Ne verrebbe fuori un'eccellente storia.
Credi? Leon sembrava dubitarne. Una storia impossibile. Sappiamo
troppo. L'arte della narrazione si basa sulla non conoscenza.
Giusto. Ma non sappiamo perch lo hanno fatto.
Sorrise. Non c' arte nel supporre. Di sicuro non c' storia.
Il pasto fu servito - l'insalata Cobb per Leon, il sandwich di tonno
affumicato per me. Non parlammo pi del suicidio. Leon interrog Fishlow,
uno dei nostri lavoratori stagionali: niente sale, niente latticini -
non andavano bene con la cura che stava facendo Leon.
Amore, disse Leon alla fine, dopo che Fishlow se ne fu andato.
Per quale altro motivo due persone avrebbero il coraggio di compiere
un gesto tanto avventato - e non mi riferisco solamente al suicidio ma a tutto quello che lo precede.
E che mi dici del marine?
Lui ha la sua storia da raccontare, ma la sua storia non  la loro.
A Leon manc il respiro per continuare. Toss energicamente, scusandosi
con un gesto della mano. Quando si riprese, disse: Se qualcuno
raccontava a James una storia lui diceva: Basta, non dirmi il resto.
Perch aveva bisogno di inventarlo.
Proprio cos. Per esempio, L'autore di Beltraffio nacque da un'osservazione
del tutto casuale, e cio che la moglie di A.J. Symond disprezzava
la sua scrittura. E non c' niente da inventare su quelle povere
soldatesse, aggiunse Leon. C' pi Storia nella nostra conversazione,
adesso, nel tuo hotel - pi non detto, pi ambiguit, pi sfere d'interesse
- che in quel drammatico duplice suicidio.
La risata che segu gli procur un altro attacco di tosse. Rimasi seduto
impotente finch non fu passato e poi, come sempre, parlammo di
quanto fossimo fortunati a vivere in un posto tanto rilassante.
Mentre ci allontanavamo dalla sala da pranzo vidi che Marjorie ci attendeva
nella hall. Non lo aveva mai fatto prima - aspettare senza dircelo.Quella paziente manifestazione del suo amore mi tocc profondamente.
Non mi ero reso conto che Marjorie era arrivata, spinta da un
senso di protezione, preoccupata perch Leon era seriamente malato.
Non possiamo penetrare il futuro, Leon mi aveva detto una volta
alla maniera di Henry James. Aveva deliberatamente evitato di parlare
delle sue condizioni. Annull il pranzo successivo, e anche quello seguente.
Mor poco dopo. Fu cremato e le sue ceneri furono sparse nel
corso di una cerimonia a cui parteciparono molte persone di Honolulu, alcune delle quali molto famose.
Buddy mi vide uscire per andare al funerale. Non avrebbe mai potuto capire il mio dolore. Disse: Fai in modo di tornare con un articolo.
...
.
...
Sabbia.
...
.
...
Perch ti importa tanto di quello stupido howlie? chiese Sweetie.
Stavamo parlando dell'uomo di Maui, un turista del continente
che, per far divertire la moglie e la figlia, aveva scavato una profonda
buca nella sabbia in un villaggio turistico di Wailea e vi era entrato. Le
fragili pareti erano crollate e un'onda l'aveva ricoperta, seppellendolo
vivo nella sabbia. Fu tratto in salvo (urla, grida, panico, palette di plastica)
ma si trovava nel reparto di terapia intensiva del Kahului General Hospital.
Solo uno howlie poteva fare una cosa simile, comment Sweetie.
Non  divertente, intervenne Rose. All'incirca una settimana
prima avevo portato Rose in spiaggia. Mentre ce ne stavamo seduti al
sole, vide un piccolo coleottero viola che lottava per uscire da un avvallamento
nella sabbia, una profonda orma di piede umano. Correva
avanti e indietro, trascinando gi sabbia nel tentativo di salire, cadendo
e ribaltandosi, battendo le zampette, per poi ricominciare tutto da capo.
Guarda, pap. Lo studiai per un po', una piccola creatura intrappolata
in un'impronta umana. Dissi: Questa  la storia delle Hawaii.
Questi continentali! esclam Sweetie.
A proposito, indovina chi di loro  venuto a Honolulu?
John Kennedy Jr.?
Ero stupito. Lo avevo saputo solo qualche settimana prima da Jackie
Onassis, che mi aveva chiesto di scrivere uno strillo pubblicitario per un
romanzo di Ruth Jhabwala. Lo avevo fatto. Come avrei potuto rifiutare?
Nel fax di ringraziamento aveva accennato al viaggio del figlio. Non si
trattava di una proposta di incontro, ma dell'informazione che John Junior
sarebbe passato di qui. Credevo di essere uno dei pochi alle Hawaii
a esserne al corrente.
Come lo sai?
Alloggia all'Halekulani. Sta prendendo il brevetto di immersione
profonda. Conosco il tipo che lo porta fuori, Nainoa. Sweetie rise. 
un segreto. Allora tu come lo sai?
Me lo ha detto sua madre.
S, certo.
Mia moglie mi conosceva poco, anche dopo otto anni di matrimonio.
Era per via dell'hotel? Quando vivi in un albergo, tutti i pasti vengono
dal servizio in camera o dalla caffetteria. Sweetie non cucinava e
non ricordava mai quello che avevo ordinato. Non aveva idea di quali
abiti possedessi, mentre Pacita, la donna che si occupava della lavanderia,
lo sapeva. Il nostro appartamento veniva pulito dal personale di
servizio - Sweetie aveva smesso di farlo da molto tempo ormai. Non sapeva
nulla di me. Importava? Forse no - dopotutto anch'io la conoscevo
appena. Quando cercavo di tirarle fuori qualcosa, spesso non ne
ricavavo niente. L'argomento di solito verteva sugli ex fidanzati, la
chiave per comprendere la personalit di una donna, o almeno cos pensavo.
Se n' andato, tutto qui, diceva.
Ma perch?
Non lo so. Oppure, Non me lo ricordo.
A chiunque altro una risposta del genere sarebbe sembrata evasiva.
Non me lo ricordo in genere significava Non so spiegarlo. Nel suo
caso sentivo che era vero: non aveva memoria. Non avevo mai trascorso
cos tanto tempo con qualcuno la cui risposta pi frequente fosse l'ammazza-conversazione
Non lo so.
Quella di Sweetie era stata apparentemente una vita priva di transizioni
logiche. Dalla sua cronologia mancavano molti mesi - addirittura
degli anni - e una parte di essa aveva la sequenza irrazionale di un sogno.
Tuttavia la prova del suo essere piena di sorprese era il fatto che fosse
a conoscenza di un'informazione privilegiata come quella che John Junior era di passaggio in citt.
Rose, che stava ancora pensando all'uomo di Maui, disse: Se un uomo
viene ferito in una buca nella sabbia  una tragedia.  come la storia delle Hawaii, o forse del mondo intero.
Sweetie mi rivolse una smorfia, un tacito rimprovero per avere influenzato
Rose al punto da farle pronunciare una frase del genere, perch
la parola tragedia non rientrava nel vocabolario di mia moglie - e
neppure, per quanto strano, mondo. La figlia, come talvolta accade,
era pi intelligente della madre e la parola appena imparata era per lei
una novit, un giocattolo nuovo. Sweetie era sbadata e caparbia; Rose,
come molte bambine di otto anni, era pedante e sentimentale.
A volte vedi delle persone sul marciapiede, con una pila di giacconi
invernali e tutte le loro borse e valige, in attesa del pulmino,
continu Rose. Mi rattrista il loro sguardo, perch anche quella  una tragedia.
Vanno a casa, intervenne Sweetie, che  il loro posto.
Forse non sono felici a casa loro, obiett Rose.
Lo spirito di osservazione e la memoria erano segni di intelligenza.
E io capii il senso di quella frase, espressa in maniera un po' vaga soltanto
perch Rose non aveva familiarit con i termini espulsione e dislocazione.
Mia moglie mi conosceva appena, ma nostra figlia sapeva tutto di
me. Forse era per quello che Rose rappresentava un enigma per Sweetie.
Per la stessa ragione, sin dai primissimi anni, io e Rose eravamo diventati
confidenti e avevamo parlato lo stesso linguaggio. Ero stato io a insegnarle
la lingua, ma il modo in cui se ne appropriava e la usava era il prodotto
del suo intelletto, e contribuiva a isolarla e a renderla solitaria.
Di tanto in tanto si facevano vivi i vecchi amici di mia moglie. Giocavano
con Rose, che si dimostrava vulnerabile alle loro esagerazioni
istintive, alle urla, a tutte le vane promesse. Le promesse non erano altro
che delle caramelline, ma la cosa peggiore era che Rose ci credeva. Sweetie
si limitava a ridere, guardando la sua bambina come un'ingenua sconosciuta.
Ma Sweetie aveva la generosit tipica degli isolani. La loquacit
di Rose la stancava, considerava la vivacit della figlia una specie di pagliacciata,
e da madre premurosa, illetterata e calma qual era, perdonava la figlia per la sua intelligenza.
Sorpresi Rose a leggere l'Advertiser. Disse: Quell'uomo  ancora all'ospedale.
Avere una bambina piccola alla tua et  come avere un mutuo
trentennale, aveva detto Buddy. Quanto si sbagliava.
Amavo Sweetie perch era forte, generosa e bella - al ristorante gli
uomini soli si voltavano a guardarla e deglutivano quando la vedevano
passare. Anch'io la desideravo, ma preferivo passare il tempo con nostra
figlia, che mi conosceva meglio.
Un albergo  come una serra. Noi ci vivevamo, eravamo sempre in
mostra. Talvolta mi capitava di scorgere Sweetie che chiacchierava con
un uomo nella hall. Capivo subito quando si trattava di un ex fidanzato,
e ogni volta era un duro colpo. Il loro aspetto - i capelli lunghi, i tatuaggi,
la maglietta, l'orecchino, la giovane et, il modo in cui parlavano
- mi faceva sussultare. Ma Rose era quasi sempre con me, e se a lei faceva
piacere la loro cordialit, cosa potevo dire?
Quello l, disse Sweetie ridendo, dopo che un giovanotto era uscito
dall'albergo ed era montato in sella alla sua Yamaha, non faceva altro
che andarsene in spiaggia a bere birra.
Fu un altro duro colpo: dopo quasi nove anni alle Hawaii, anch'io
avevo dei tatuaggi e l'orecchino, e uno dei miei piaceri pi grandi era bere
birra sulla spiaggia. Me ne andavo in spiaggia perch sapevo che l
nessuno mi avrebbe trovato. L'ex fidanzato - il suo nome risult essere Ryan - lo sapeva.
Era una cosa nuova, ma appropriata. Ero arrivato alle Hawaii come
un profugo, costruendomi una nuova vita sulla sabbia. Ma, essendomi
sposato con una donna del luogo, in qualche modo avevo finito per somigliare
a tutti i suoi ex fidanzati, e mi domandavo se anch'io, prima o
poi, sarei diventato un ex marito.
Sweetie era in apparenza tanto semplice, tanto restia a intrattenere
una conversazione, che era impossibile sapere se avesse dei segreti. Pareva
vero, come aveva detto Buddy, che in un hotel era impossibile avere
dei segreti. Sweetie era capace di grande felicit. E aveva imparato,
anche se non volevo sapere come, che per mantenere vivo l'interesse di
un uomo, una donna deve essere sempre sessualmente vigile e disponibile.
Contava moltissimo.
Rose disse: La gente gli manda lettere e bigliettini. Il nome di sua figlia  Brittany. C'era una Brittany nella nostra classe.
Di cosa sta parlando? chiese Sweetie.
In quel periodo, quando arrivava l'ora di andare a dormire, Rose voleva che le rimboccassi le coperte. Pregavamo per l'uomo che era stato seppellito nella sabbia.
Sweetie sorrise senza mostrare alcun interesse. Rose la disorientava.
Sapeva trattare con la bambina, quando si comportava come tale, ma se Rose mostrava un barlume di intelligenza o di precoce introspezione, Sweetie rideva come se la figlia avesse cambiato lingua.
Un giorno Sweetie disse che le foglie delle stelle di Natale sul lanai erano raggrinzite. Erano tormentate da un'infestazione di mosca-bianca.
Sono affette da morso di topo, disse Rose, con meravigliosa precisione.
.
NOTA: In inglese, rat bite (letteralmente morso di topo)  anche il nome di una malattia delle piante. FINE NOTA.
.
I topi non mangiano le foglie, ribatt Sweetie, fraintendendo il senso della frase. Quello che Sweetie chiamava baniano, per Rose era il ficus, perch cos lo chiamavo io.
Ficus, ficus, ripeteva Rose, ballando. Perch a me piace us.
.
NOTA: Us  la parte finale della parola ficus, ma in inglese significa anche noi. La frase assume dunque un duplice significato. FINE NOTA.
.
Non so cosa fare con lei, sospirava Sweetie.
Ne ero contento, perch io invece lo sapevo. Mandarla al pi presto alla
Punahou School, renderla felice con i libri e i giochi, parlarle, ascoltarla.
Rose aveva una vecchia clessidra, che le avevo comperato per il gusto
di vederla osservare la sabbia che cadeva nella met inferiore e capovolgerla all'infinito.
Piscia sabbia, esclam Rose.
Attenta a come parli, la rimprover Sweetie. Si dice shee-shee.
Ma come per morso di un topo, ne fui deliziato.
La sabbia  il tempo, disse ancora Rose.
Un altro giorno Sweetie chiese a Rose, che appariva mite e pensierosa, che cosa avesse.
Sono nel mio periodo blu, rispose la bambina, perch il giorno
prima eravamo andati a vedere Picasso all'Academy of Arts.
Sweetie fece una risatina. Non aveva idea di cosa intendesse. Perch
non gioca nella sabbia come gli altri bambini?
A me sembrava proprio quello che Rose stesse facendo - una specie
di sabbia, una specie di gioco. Sweetie, cos sicura di s, era un ottimo
esempio per sua figlia da quel punto di vista.
Le chiesi di John Kennedy Jr. - quando era atteso? Sweetie rispose,
con una nota esasperata nella voce: Chi se ne importa di lui. Che si sa di Stephen King?
Tutte queste celebrit, esclamai.
 stato investito da una macchina.  ferito gravemente. Pare che sia ridotto davvero male.
Questi particolari erano risaputi, persino da me. Chiesi: Cos'era quel racconto di Stephen King che stavi leggendo?
Ascoltando mi corresse, riferendosi all'audiolibro. Te l'ho detto.
Parlava di un supermercato. Una specie di Foodland. Dentro c'erano dei dinosauri.
Interessante, commentai. Quindi la cruda realt che si manifesta
sotto forma di un guidatore imprudente su una strada di campagna del
Maine supera la sua immaginazione puerile e poco plausibile.
Che cazzo significa lo sai solo tu.
Rose si intromise: Significa che i suoi racconti dell'orrore non sono
tanto orribili quanto il suo incidente stradale. Vero, pap?
Avevamo gi discusso di questo argomento, Rose e io, mentre mangiavamo
un gelato sulla spiaggia il giorno in cui avevamo visto il coleottero intrappolato nell'impronta.
Credo che tu sia geloso di Steve, mi accus Sweetie.
Probabilmente lo ero. Di sicuro Sweetie non era mai andata a pattinare
ascoltando le cassette di qualcosa scritto da me.
Non sono geloso. I suoi libri a dire il vero mi deprimono. Penso
soltanto che sia salutare che a uno scrittore di racconti dell'orrore venga
ricordato cos' il vero orrore. Non  un cane che viene morso da un diabolico
pipistrello e assale madre e figlio, n dei paurosi fantasmi che perseguitano
uno scrittore in un vecchio albergo stregato, e neanche un piromane
che scatena degli incendi servendosi dei suoi poteri paranormali
o uno spaventoso chiaroveggente di dieci anni che si vendica dei suoi compagni di scuola.
Hai finito?
No, risposi. L'orrore  una gamba rotta. Un vero narratore
avrebbe potuto dirglielo.
Come te?
Come ero io una volta.
E cosa vorrebbe dire salutare?
Fu Rose a rispondere: Qualcosa che ti insegna una sana lezione.
Esagerata, comment Sweetie. Ricordava il tono di voce di Rose
- pedante - senza ricordare la parola o un po' della pedanteria. Non era
irritata; era insolitamente affascinata, come paralizzata alla vista di un
handicap. Talvolta qualche poveretto sofferente di gotta attraversava la
hall zoppicando e Sweetie lo seguiva con lo sguardo dall'ingresso all'ascensore, sinceramente impressionata.
 come l'uomo della spiaggia. Stava giocando con la sabbia, ma ha rischiato di morire.  peggio di un racconto dell'orrore perch  reale, disse Rose.
Con il passare del tempo l'uomo guar dalle ferite e fece ritorno a casa.
Rose disse che si sentiva sollevata. Ma si era instaurata un'abitudine, e per molte settimane dopo quell'episodio mia figlia insistette che la mettessi a letto.
Rimboccare le coperte a una bambina cos vivace era una faccenda che richiedeva tempo. E io ero talmente preso da Rose e dai miei impegni di direttore d'hotel che mi dimenticai della visita di JFK Jr. fino a qualche giorno dopo la sua partenza dall'isola. Buddy mi disse: Indovina chi c'era in citt?
Esitavo a parlarne con Sweetie, ma un giorno affrontai l'argomento.
Non si trattava di una domanda futile. Dopotutto sapevo, anche se lei non ne era a conoscenza, che Sweetie era la sorellastra di Kennedy. L'amico di Sweetie, Nainoa, aveva dato a Kennedy lezioni di immersione.
Lo aveva incontrato?
Sorrise e un rossore le sal al viso, colorandole le labbra, illuminandole gli occhi, rendendola ancora pi bella, la principessina del cocco che avevo sempre trovato irresistibile.
Com'era?
Non me lo ricordo, rispose.
...
.
...
La grande notte di Buddy.
...
.
...
Quando il nostro ricco amico Royce Lionberg, dopo aver fatto un sacco
di progetti, acquistato un orologio al titanio e una nuova auto, e sborsato
un acconto per un safari in Africa (i gorilla dell'Uganda), dicendo
quanto fosse felice, quanto amasse la vita, quanto perfetto fosse il regalo
che aveva trovato per la donna che amava, Rain, la nipote di Buddy
che viveva in Nevada, si ammazz nel modo pi premeditato - non c'
molta ambiguit nella morte di un uomo che guida fino al punto panoramico
di Pall e si impicca con la cravatta chiusa nello sportello della sua
Lexus - quando tutto ci venne metabolizzato, Buddy smise di parlare
del futuro e fu molto pi felice. Era il passato che contava.
Voglio che mi aiuti a scrivere la storia della mia vita, disse
Buddy. Gli rammentai l'episodio che mi aveva dettato, con la morale
Mai masturbare un cane. Ma lui afferm che quello era solo l'inizio.
C'era molto di pi. Questo indugiare nei ricordi gli si addiceva. Aveva
scelto di stare in compagnia di persone che gli ricordassero le affermazioni
argute o le azioni stravaganti che aveva fatto in passato. Smise
di parlare della campagna per organizzare una gara di hula in topless,
dare vita a un suo programma radiofonico, aprire un casin su
una nave ancorata al largo o un ristorante girevole sulla cima del cratere di Koko Head.
Se l' cercata, esclam. Lionberg, quando si  messo a fare tutti quei progetti. Lo chiamano bachi.
Il modo di dire locale per indicare una maledizione autoinflitta - cercar guai.
In quel periodo Buddy andava a letto molto tardi, o non ci andava
affatto. Era il peggior cliente che avessi conosciuto all'Hotel Honolulu:
l'ultimo a lasciare il bar, il pi difficile da soddisfare alla caffetteria, il pi
chiassoso, il pi esigente e, insieme con la defunta Madam Ma, il pi infantile.
Ma era il proprietario, quindi cosa potevo farci?
Un'altra caratteristica degli ubriachi  quella di ripetersi, quindi per la
terza o quarta volta Buddy mi stava dicendo: Voglio andare a ballare.
Di solito, in sere come quella, era troppo ubriaco per reggersi in piedi,
figuriamoci per ballare, ma trattenni uno sbadiglio e lo assecondai.
Era stata una giornata pesante e ogni volta che Buddy parlava dei suoi ricordi mi piegavo al suo volere.
Con Stella, aggiunse dopo un po'.
Stella era morta da anni, ma decisi che quello che intendeva dire era
che avrebbe ballato con l'urna a forma di cuore contenente le sue ceneri.
Credi che i morti possano vederci? chiese.
Come un bambino, mi supplicava di confortarlo all'ora di andare a
letto, sebbene quell'ora fosse gi passata da un pezzo. L'orologio del Paradise
Lost segnava le due e un quarto.
Forse il punto non  se ci vedono o no. Forse sanno senza aver bisogno
di guardare. Una specie di consapevolezza.
Cosa stavo dicendo? Probabilmente cercavo solo di placare la sua
mente inquieta. Riflett sulla mia spiegazione. Gli occhi gli si riempirono di lacrime etiliche.
Disse, con un sussurro permeato di ricordo: Una volta stavo andando
in citt con Stella e a un certo punto lei mi fa: Fermiamoci a
comprare degli stuzzichini. Le ho detto di no. Abbiamo litigato. Poi 
passata. Siamo arrivati in citt in tempo.
Non afferrai il punto, ma annuii come se avessi capito.
Perch non facevo quello che desiderava? Stuzzichini. Non chiedeva
molto. Si sollev contro il bancone e batt il bicchiere con un sospiro
- adenoideo, dolente. Ora lei  morta.
Quella notte, come molte altre negli ultimi tempi, era pieno di rimpianti.
Non riuscivo a vedere nessuno spunto per una biografia, ma lui
insisteva che aveva bisogno di me per raccontare l'incredibile storia della sua vita.
Gli dissi, come se parlassi a un bambino stanco e irritabile: Perch non pensi ai momenti belli?
Potrei raccontarti un milione di storie! Vedendo Pinky entrare nel
bar, il suo viso cambi espressione. Disse aspramente: Guarda, eccola qui, il vento sotto le mie ali.
Persino io mi accorsi che Pinky era di cattivo umore. Accigliata, a
pugni stretti, con indosso una tuta da ginnastica viola che cadeva informe
sulla sua esile corporatura, aveva una di quelle facce segnate e ombrose
che non nascondono nulla - al contrario, ingigantiscono la verit
nelle ombre, specialmente quando era gi di morale. Cosa ci faceva ancora
sveglia a quell'ora? Forse si era insospettita e temeva che Buddy fosse andato a donne.
Non trovo il telecomando.
Buddy le volt le spalle: Prova a usare i tasti del televisore.
Cos devo alzarmi e alzarmi e alzarmi.
Sai che fatica, esclam Buddy.
Come se un insetto le fosse passato davanti, nell'udire la parola fatica
Pinky sembr lanciare un'occhiata furtiva - muovendosi di scatto,
senza riconoscerlo - dopodich torn ad aggrottare le ciglia e allora capii
che stava per scoppiare un litigio.
Vai a cercare il telecomando.
Buddy sbott: Non ti piscerei sul culo nemmeno se ti stessero andando a fuoco le budella.
Erano le due e quarantacinque e temevo il lungo giorno che stava per sorgere.
Credo che l'ha preso la ragazza della camera, disse Pinky. Dammi Diet Coke.
Tran era andato a casa da un pezzo. Toccava a me andare a prendere la bibita.
Buddy intervenne: Non dargliela se non chiede per favore.
Ero talmente agitato e stanco che mi tremava la mano che reggeva il
bicchiere, facendo tintinnare i cubetti di ghiaccio. Pinky allung il braccio in silenzio.
Non dargliela!
Dammi - subito!
Quello era uno di quei momenti di lucida consapevolezza in cui sapevo,
senza doverlo rammentare a me stesso, che avevo cinquantasette
anni, ero un ex scrittore e un ex viaggiatore con alle spalle un successo
letterario, che adesso viveva su un'isoletta con una moglie semplice e
una bambina piccola, guadagnando un modesto stipendio per dirigere
uno degli hotel pi sporchi di Waikiki, forse l'unico direttore d'albergo
al mondo che era anche membro dell'American Academy of Arts and
Letters, come testimoniava la coccarda sul risvolto della camicia hawaiana.
E me ne stavo l, in un bar, con una Diet Coke in mano, in mezzo a
una coppia che litigava e rimproverato da entrambi, mentre si avvicinavano le tre del mattino.
Buddy sollev la mano per colpirla. Pinky indietreggi, schivando il colpo, e borbott qualcosa come Crepa.
 stata allevata in una baracca a Cebu City, cagando in un secchio
e mangiando bau-bau, sempre in giro scalza. E adesso non pu vivere
senza la TV e il servizio in camera e, ehi, passami il telecomando.
Mi fai cos vergogna davanti alla gente.
Lui  della famiglia, disse Buddy riferendosi a me.
Pinky contrasse le labbra, aspirando dalla cannuccia.
Voglio farti una domanda, continu Buddy, avvicinando il viso a quello di Pinky. Qual  stato il pi bel giorno della tua vita?
Non so.
Forse quando hai sposato il signor Buoni Pasto? Era il suo autoironico
soprannome.
No rispose Pinky.
Forse quando eri piccola?
Allora ero un animaletto.
Era proprio quella l'immagine che avevo sempre avuto di lei. Era facile
vederla accucciata sulle ginocchia sporche, mentre annusava e ammiccava
in una capanna puzzolente sul pendio di una collina.
Forse la prima volta che sei venuta negli Stati Uniti?
Pinky si limitava a tenere il bicchiere tra le mani scarne e a guardare in cagnesco, senza parlare.
Il giorno pi bello della mia vita  iniziato cos, disse Buddy.
Nervosismo, cose che andavano per il verso sbagliato, clienti che mi tormentavano, il personale impazzito, l'idraulico che non arrivava, assegni a vuoto. Andava tutto storto.
Cosa dice?
Chiudi il becco. Lo voglio nel libro.
Che libro?
Chiudi il becco.
Pinky tir su dalla cannuccia, in silenzio ma senza lasciarsi intimorire.
Ma ero talmente abituato a situazioni del genere da non rendermi
neanche conto di quanto fossi arrabbiato. Tu mi conosci - sono quello
che non prende mai nulla sul serio. Il pagliaccio.
Il suo tentativo di assumere un'espressione buffa lo fece soltanto
apparire pi folle e in qualche modo pericoloso, oltre che pi crudele che mai.
Quella notte scoprii che nella cassa mancavano circa cinquecento
dollari. Ho pensato che li avesse rubati il barman, ma come potevo dimostrarlo?
All'epoca ero sposato con Momi e lei non era felice.
Quando fece il nome di Momi, Pinky si agit.
In quello stato d'animo diventava ancora pi animalesca, come se
avvertisse in anticipo l'approssimarsi di una minaccia, qualcosa di sconvolgente
che stava per essere detto o fatto - come una creatura della terra,
messa in guardia dall'istinto, da un lieve ronzio di strane molecole, da
un odore errante - e fece per andarsene. Buddy la ricacci sullo sgabello del bar.
Ero a Kalakaua, vicino alla fermata dei taxi. Dovevo andare in banca per versare l'incasso della sera precedente. Tremila dollari in contanti e traveler's cheques.
Assapor il momento, facendomi cenno col capo come per dire: Questo va nel libro.
Proprio allora, arrivarono due tipi. Mentre uno tratteneva il taxi,
l'altro mi venne incontro. Sogghignavano - sapevo esattamente cosa stava
accadendo. Mi avrebbero derubato per poi fuggire in taxi.
Sentendo questo inquietante prologo, Pinky si rannicchi su se stessa,
come una scimmia su un sasso, avvicin i gomiti ai fianchi, strinse le
ginocchia e incass il collo. Sembrava intuire che stava per arrivare un colpo basso.
Non sapevano che avevo avuto una brutta giornata, prosegu Buddy. Il tipo accanto a me mi disse Dammeli, mentre l'altro apriva lo sportello del taxi.
E tu glieli hai dati? domandai.
Lasciandomi in attesa e richiamando l'attenzione su di s, Buddy fece
dei gargarismi con i cubetti di ghiaccio, li ruppe con i molari e li risput
nel bicchiere, lanciandomi un sorriso di scherno.
Non so cosa mi prese. Indietreggiai come per correre via, feci una
specie di finta con il pugno, poi mi girai - un giro intero - e lo colpii sulla
mandibola. La sentii rompersi, sentii l'osso sotto il mio pugno. Mi
piacque moltissimo il rumore della frattura. Avevo la sensazione che il
mio pugno fosse di pietra. Tutta la negativit che avevo in corpo era
salita attraverso il braccio fino al pugno e si era scaricata sulla mandibola di quel tizio.
Soppes il pugno come se stesse misurando una manciata di sabbia.
Fu la sensazione pi bella del mondo. Non avevo mai preso a pugni
nessuno prima di allora. E non soltanto la sensazione, ma il rumore
dello scricchiolio, come quello di un canestro che si rompe, e la vista dei
suoi occhi che si spegnevano e delle gambe che barcollavano. Croll a terra. Fu bellissimo.
Pugno fortunato comment Pinky, trasalendo, perch il racconto l'aveva impaurita.
Forse, ma funzion. Volevo colpirlo di nuovo, ma era andato - disteso
sulla schiena. Con la testa spaccata. Buddy sorseggi il suo drink,
compiaciuto. L'amico corse ad aiutarlo. Pensai di colpire anche lui. Il
mio pugno era un'arma di distruzione. Ma poi filarono via.
Tracann e deglut quel che restava nel bicchiere con un rantolo soddisfatto.
Quello fu il giorno migliore della mia vita. Non c' niente di paragonabile.
Cosa pensavi che ti raccontassi? Qualche storia di sesso o di soldi? No, quello fu meglio di qualunque altra cosa.
A quel punto Pinky era spaventata e lo guardava inquieta dallo sgabello, in silenzio.
Questo  per il libro, disse Buddy. Il resto te lo racconto un'altra volta.
...
.
...
L'ultima risata.
...
.
...
In un giorno come tanti altri trascorsi all'hotel, sotto il bel cielo spugnoso
di Honolulu, una giovane donna che si stava registrando in albergo
chiese uno sconto in quanto scrittrice di viaggi. I clienti sapevano essere
molto decisi, ma quelli che affermavano di essere scrittori erano i peggiori.
Fui chiamato alla reception per decidere in proposito.
Qual  stata la sua ultima pubblicazione?
Non disse: Ho scritto un controverso pezzo per Forum sulle dimensioni del pene, ma avrebbe anche potuto farlo.
A pranzo mi fu riferito che un'anziana coppia di Baltimora, i Bert Clambacks, avevano bagnato il letto matrimoniale; un'altra coppia, i
Wallace Caulkins del Missouri, che avevano liberato la camera in ritardo, si erano portati via gli accappatoi di spugna dell'albergo. Keola
aveva attaccato un adesivo sulla bacheca riservata al personale con il motto, L'unica cosa a cui sono legato  Ges, e Kawika aveva replicato
con uno dei suoi: Sovranit hawaiana. Rose disse che voleva cambiarsi il nome in Meredith. O Madison. O Lacey. O Brittany. Ma
non Rose. E voglio anche un lettore DVD. Nigel Gupta, un cliente californiano, disobbedendo alle regole (I contenitori di vetro sono vietati),
si present in piscina con una caraffa di acqua ghiacciata, una bottiglia di whiskey e un bicchiere. Rovesci il tavolo, provocando lo spargimento
di cos tante schegge di vetro che fummo costretti a chiudere la piscina. Tra i clienti che protestarono, Bill e Maureen Gregorian pretesero
una riduzione sulla tariffa giornaliera e minacciarono un'azione legale di categoria, dal momento che la piscina era inagibile. L'ascensore
si blocc; alcuni clienti rimasero intrappolati per un quarto d'ora e l'apparecchio rimase fuori servizio per tre ore. Fu necessario ricordare
ai clienti che era vietato stendere i costumi bagnati sul lanai delle camere. Arriv la segnalazione che un barbone era stato visto vagare per i corridoi.
Il barbone era Buddy Hamstra. Il fatto che il proprietario dell'hotel, un miliardario con indosso un costume da bagno sporco e una maglietta
del Paradise Lost, venisse scambiato per un barbone che aveva temporaneamente abbandonato il carrello della spesa e le buste di plastica, dimostrava quanto fosse peggiorato il suo aspetto e quanto fosse trasandato il suo abbigliamento.
Tutti lo trovavano divertente; divent un tema ricorrente. Senza alcuno sforzo da parte sua, venne riscoperto come un personaggio pittoresco.
Questo ritorno di notoriet non richiesto lo sconcert al punto da renderlo furioso, in maniera rumorosa, il che gli procur ancora pi notoriet.
Il vecchio Buddy, diceva la gente, senza rendersi conto che la malattia lo aveva reso un buffone.
Lo aspettai per ricavare nuovo materiale per la sua biografia. Il resto te lo racconto un'altra volta, aveva promesso. Ma non ci fu altro.
Quello che segu fu solo pantomima, goffaggine e grida, e questo inaspettato eccesso di energie rese Buddy pi divertente che mai. Ce l'aveva col mondo intero. L'indignazione esasperata  spesso la forma migliore di commedia, perch le futili urla trasformano chi protesta in una vittima, lo zimbello naturale di una burla.
I suoi amici, che lo citavano in continuazione, attribuivano il nuovo umore di Buddy al fatto che avesse scoperto un metodo per liberarsi di Pinky - divorziare da lei, darle un po' di soldi e mandarla via. La prospettiva della riconquistata libert, invece di dargli pi gioia e concentrazione, lo confondeva e lo rendeva esplosivo e smemorato. Aveva difficolt a ricordare i nomi. Pi di una volta chiam Pinky Stella, o Momi.
I suoi amici lo trovavano divertente.
Peewee raccont: Stiamo cenando sul lanai. Qualcuno chiede a Buddy di passargli il sale. Lui lo prende e lo fa cadere - cadeve - nel piatto della zuppa mandando schizzi dappertutto.
E sarebbe divertente?
Non riuscivamo a smettere di ridere.
A qualcuno che aveva chiesto il pepe, con gesto teatrale, Buddy fece finta di versarne un po' con l'urna a forma di cuore contenente le ceneri di Stella. Proprio come ai vecchi tempi! dicevano gli amici.
Il sindaco di Honolulu visit l'hotel in occasione di un giro pubblicitario di Waikiki per un filmato promosso dall'Ente Turistico delle
Hawaii. Buddy don al sindaco una lei, una borsa di rafia contenente un barattolo di salsa di Peewee, alcune noci macadamia e una maglietta
del Paradise Lost. Toccandomi il braccio, disse al sindaco: Lui ha scritto un libro!
Arriv un microfono. Buddy invit: Andiamo fuori a ubriacarci, e
scoreggi. Il microfono cattur il rumore e lo amplific, facendolo sembrare
il ritorno di fiamma di un auto, cos forte da far trasalire la gente.
Il microfono acchiapp anche la spiegazione che Buddy diede al sindaco:
Ho un bypass intestinale, vostro onore. La mia pancia.
Buddy volt il faccione serio, dalla mascella canina, verso la telecamera mentre tutti i presenti ridevano.
In un'altra occasione pubblica, l'annuale premiazione dell'Associazione
Alberghiera di Waikiki che si tenne nella Sala corallo dell'Hilton
Hawaiian Village, Buddy si alz per ricevere un riconoscimento conferito
all'Hotel Honolulu: menzione speciale per il dessert, la torta di cocco
di Peewee. Inciamp e cadde, rovesciando un vaso di testa di gallo e atterrando
in prossimit della prima fila. Essendosi aggrappato alle piante
per ritrovare l'equilibrio, fin disteso a terra con le mani piene di fiori.
Fu questo il particolare memorabile che fece ridere la gente.
Divenne famoso per i suoi capitomboli in pubblico. Cadde durante
una festa di Natale, croll sulla spiaggia a una cerimonia di benedizione
per surfisti, fin in ginocchio al Merry Monarch Festival. Non si faceva
mai male, e in ogni caso la sua nuova fama di buffone superava di gran lunga le sue ferite.
Alla gara culinaria hawaiana di chili, dove presentavamo il Chili
contro i sintomi dell'influenza di Peewee, Buddy faceva su e gi tra gli
stand del chili, assaggiando i piatti preparati per la competizione. Quando
una troupe televisiva della KITV gli chiese un parere, vomit sul microfono
e sulla mano che lo reggeva. Dicendo che gli girava la testa, si
sedette sull'origami di una ragazzina. Quando venne a sapere che avevamo
perso, si mise a gridare insulti ai giudici, uno dei quali era la nuova moglie del governatore.
Continuava a ingrassare. Lasciava che i bambini gli pizzicassero il
braccio per mostrare i segni e le impronte delle loro dita sulla ciccia. Circondato
da bambini che lo pungolavano, sembrava inebetito ma felice, come un grande peluche.
Pinky ha acconsentito, mi inform. Sapevo a cosa si riferiva. Aggiunse
che, oltre al denaro, l'unica sua richiesta era che le fosse garantita
la cittadinanza americana. Ormai aveva soddisfatto i requisiti di soggiorno.
Quando la domanda per la cittadinanza fu approvata e arriv il giorno
del giuramento, ci recammo tutti quanti al palazzo federale in centro
per far credere a Pinky che eravamo dalla sua parte, anche se in realt era
per sostenere Buddy. Lester Chen, Kawika, Peewee, Tran, Trey, Wilnice,
Fishlow, Keola, alcune ragazze del personale di servizio, Puamana, Sweetie,
Buia e Melveen, i suoi migliori amici Sandford, Willis e Sparky Lemmo,
Rose e io - quasi tutta la famiglia dell'Hotel Honolulu presenzi.
Considerala una cerimonia di addio disse Buddy, senza poter fare
a meno di scoreggiare, coprendo con quel rumore le sue stesse parole.
Rimanemmo a osservare mentre Pinky, che indossava un abito nuovo
completo di cappello e guanti bianchi, prest giuramento e salut la
bandiera insieme a una folla di altre persone. Aveva un'aria seria, non era
pi la giovane sposa del video dell'Agenzia Grandi Speranze di tanto
tempo fa, ma una donna matura, dal volto esile, con grandi denti che
sporgevano da sotto le labbra come un boccone di cibo.
Accortasi che Buddy la fissava, si volt dall'altra parte.
Il sesso migliore che abbia mai fatto, disse lui. Sai perch? Perch
 mezza matta. I suoi occhi erano inespressivi, forse per il ricordo
di qualcosa di indicibile. Poi, apparentemente scosso da quel pensiero,
afferm: Non mi sposer mai pi, solo avventure d'ora in avanti.
Pur sofferente, non mi era mai sembrato tanto felice, raggiante al
pensiero della libert riconquistata.
La cerimonia di conferimento della cittadinanza fu pi calorosa e
solenne di quanto mi aspettassi. Rimasi colpito dalla postura eretta di
Pinky, dal tremolio della testa, dalle mani serrate in una stretta nervosa.
C'era anche un senso di orgoglio nei presenti, un gruppo assortito di giovani
e vecchi, perlopi asiatici, con qualche isolano del Pacifico e un
paio di europei dall'aspetto riconoscente. La loro seriet e l'enorme attenzione
trasformarono una semplice occasione in qualcosa di importante,
dando all'obbedienza - una parola che fu ripetuta pi volte - un
grande significato. I nuovi americani - Pinky, proprio lei!
Pregai che Buddy non facesse una delle sue bravate per mettere
Pinky in secondo piano. Ero talmente concentrato su questa preghiera e
sullo svolgimento della cerimonia che non lo sentii cadere, sebbene avessi
udito la risata fragorosa e il commento,  Buddy!.
Nell'agitazione che segu notai che Pinky aveva lo sguardo impaurito.
I futuri cittadini sembravano spaventati, come se un dimostrante avesse
fatto irruzione nella cerimonia. Non feci nulla. Provai soltanto fastidio,
quel tipo di fastidio che un seccatore recidivo suscita negli amici abituati
loro malgrado alle sue provocazioni. Alzai gli occhi al cielo e sospirai.
Ma gli amici pi intimi di Buddy stavano ridendo a crepapelle.
Quelli che trovavano le bravate di Buddy divertenti avevano una risata
tipica - la risata sguaiata dei ragazzini sovrappeso. Quel rumore esplosivo
e insolente era destinato a irritare chiunque non la pensasse allo stesso
modo, chiunque trovasse Buddy semplicemente infantile.
Pinky si morse il labbro. Si allontan da Buddy per dirigersi verso le
stelle e strisce, con la mano alzata per concludere il giuramento di fedelt alla bandiera.
Buddy era disteso tra le sedie pieghevoli di metallo che aveva travolto
cadendo. Sul volto aveva un vago sorriso, come se assaporasse una
vittoria: la schiuma alle labbra e spruzzi di bava verdastra sulle guance.
Fategli la respirazione bocca a bocca, sugger qualcuno.
 proprio quello che vuole sentirsi dire. Smettetela di incoraggiarlo.
Falla finita, Buddy. Non  pi divertente.
...
.
...
Ceneri.
...
.
...
Colui che rischia, cercando a tutti i costi di attirare l'attenzione, prepara
costantemente gli altri alla propria morte e, con il passare del tempo,
questo interminabile anticlimax diventa pi esasperante che morboso.
Quando la morte finalmente arriva provi solo rabbia e vorresti prendertela
con quel sadico figlio di puttana. Era quello che pensavo. Non era
vero. Non ero preparato. Fu peggio di quanto avessi mai immaginato e
Buddy mi manc terribilmente dal momento in cui se ne and - mi mancava
ancora di pi perch al suo posto c'era la strana figura, aliena e famelica, della sua vedova, Pinky.
Anni prima Buddy aveva preparato un falso necrologio. Alla sua
morte fu stampato sull'Advertiser esattamente come l'aveva scritto.
Dall'esterno poteva sembrare un buffone, un pazzo, un incompetente, ma
nel profondo era molto serio, spesso piangeva dentro. Era orgoglioso della
sua abilit nel riparare qualsiasi cosa si rompesse. Era ancora pi orgoglioso
di riuscire a curare un cuore spezzato...
Pinky partecip al funerale, che fu una beffa dell'inutile pantomima
che avevamo provato quando Buddy era svanito per il gusto di fare uno
scherzo realistico. Buia pronunci un discorso commemorativo: Era un
uomo che amava gli uomini. Stimolante. Gli piaceva raccontare storie.
Un comunicatore. Uno di classe. Rompeva le barriere. Cos ricco.
Toccato da quelle parole, Peewee inizi a singhiozzare. Gli tremava
tutto il corpo. Si copr il viso e disse addolorato: Buddy  andato a ballare.
Come amico di Buddy e direttore del suo hotel, mi fu chiesto di fare
un breve discorso. I singhiozzi di Peewee avevano messo a disagio i
presenti, cos mi sforzai di alleggerire l'atmosfera.
Chi era Buddy? cominciai. Era l'uomo con il cappello da baseball
che si sedeva sempre davanti a te al cinema e copriva lo schermo
con la testa. L'uomo che scoppiava a ridere quando capitava qualcosa.
L'uomo che si fermava a guardare gli incidenti stradali pi cruenti. Che
si rovesciava addosso il drink e urlava: Non sono pratico di educazione
domestica! Che da Foodland spingeva il carrello della spesa come
un pazzo dicendo: Beep! Beep! Che bloccava la fila per stuzzicare la
cassiera. Che gridava al cellulare in ascensore. Che voleva sempre doppia
razione di panna e quattro zollette di zucchero e doppia dose di formaggio.
Che litigava con il distributore di volantini. Che era il primo a
comprare i congegni pi moderni e il primo a romperli. Che odiava il
governo e non andava mai a votare ma sosteneva di essere un bravo
americano. Che inconsciamente faceva sempre audizioni per una parte in un romanzo.
Sulla cerimonia cadde il silenzio. Il mio discorso non aveva avuto
un gran successo. Avevo la sensazione che per gli altri ero stato irriverente,
e tuttavia era proprio quello che Buddy amava di pi - l'insulto e l'anarchia.
Debolmente, nella speranza di soddisfare i dolenti, aggiunsi:
Buddy era un uomo che non si tirava mai indietro quando c'era da dare
un passaggio a un autostoppista, prestare denaro a qualcuno, o offrire
ospitalit ai derelitti. Io ero uno di quelli.
Le ceneri di Buddy furono sparse in mare aperto, davanti alla sua
abitazione sulla spiaggia. Quello stesso pomeriggio Pinky mand via tutti
gli occupanti della casa, perch il giorno in cui aveva acquisito la cittadinanza
americana, in quanto vedova di Buddy, era anche diventata la
sua erede. Qualche mese prima, quando si era trasferito in preda alla
rabbia nella suite padronale per sfuggire alle liti in famiglia, Buddy aveva
tolto dal testamento tutti quanti, lasciando Pinky come unica beneficiaria.
L'amaro documento era qualcosa a cui nemmeno Jimmerson poteva
rimediare. Buddy aveva intenzione di modificarlo, ma mor prima
di poter escludere Pinky dal testamento e redigerne uno nuovo. Cos
Pinky eredit i suoi miliardi, l'Hotel Honolulu e la casa di North Shore; eredit tutto.
...
.
...
Nuova gestione.
...
.
...
Pinky eredit anche me - o almeno era quello che pensava. Credeva che
io fossi incluso nell'hotel. Il giorno dopo la morte di Buddy, sistem lo zio
Tony a North Shore con Evie, Bing e la zia Mariel. E assunse la gestione
dell'Hotel Honolulu, il che significava che avrebbe gestito anche me.
Tira su quella robaccia, ordin, facendo schioccare le dita scarne.
Si riferiva ai fiori, alle lei, alle corone e ai bouquet di cui era cosparsa la
hall dell'albergo in memoria di Buddy.
Lo schiocco delle dita mi era nuovo. Lo odiavo. Aveva anche iniziato
a tamburellare con le nocche delle dita sulla mia scrivania. Ancora
peggio. L'unica soddisfazione di quei giorni era sentirla presentarsi come la Signora Hamster.
.
NOTA: In inglese, hamster significa criceto. FINE NOTA.
.
Mi ordin di far cambiare le serrature della casa di North Shore. Mi
chiese di consegnarle tutte le chiavi. Apr un conto in banca a suo nome,
acquist abiti e scarpe nuovi. Nomin Keola suo autista e, poich
guidare era pi facile che fare il portiere, lui trasfer la sua lealt da me a Pinky.
Vuole vedere tutte le fatture, mi disse Keola, che era diventato anche il suo messaggero. La protezione di lei gli conferiva potere.
Vedo che hai ricevuto una promozione.
Un bel calcio. Prossima tappa, responsabile del servizio clienti.
Pinky mi fece aspettare nel corridoio fuori dal suo appartamento
quando fui convocato per discutere delle fatture. Mi ricevette seduta, come
un'imperatrice. L'ordine era smettere di distribuire le mance indicate sulle ricevute delle carte di credito.
Sar un bel problema, dissi.
Io do la gratifica a Natale.
Quell'io era davvero interessante. Da un giorno all'altro era diventata
l'hotel, la casa, l'impresa, il conto in banca, tutto quello che
Buddy aveva lasciato. Il noi non esisteva pi.
Com'era prevedibile sorsero dei problemi. I camerieri si infuriarono.
Trey rassegn le dimissioni, e lo stesso fecero Wilnice e Fishlow.
Prima di andarsene, Trey mi disse: Quando ti serve qualche storia da
scrivere, te ne posso raccontare migliaia del periodo in cui prendevo gli
allucinogeni. Tran minacci di andarsene; la sopravvivenza del sottopagato
barman vietnamita dipendeva dalle mance pi di quella di chiunque altro. Ma tenne duro.
Pinky non rispondeva a nessuna delle lamentele. Parlava molto poco.
Cominciai a comprendere la natura del silenzio nell'uso del potere.
Al posto dei litigi e delle urla c'erano varie manifestazioni di silenzio e
un modo sottile di mettere il broncio, che doveva essere analizzato e interpretato,
come lo schiocco delle dita o persino l'andatura che assumeva quando si allontanava.
Rendendosi conto della mia scarsa collaborazione, mi mand a chiamare
di nuovo. Era distesa sul letto, i cuscini dietro la schiena, vestita severamente
e imperiosa. Mi chiese di risistemarle il guardaroba - tutte le scarpe acquistate di recente.
Metti qui, tutte.
Andai verso il guardaroba, non per esaminare le sue calzature, ma
per riflettere sul mio nuovo ruolo. Non era giusto. Le mie labbra stavano
articolando la frase mi dimetto quando, dietro di me, sentii Pinky
singhiozzare sommessamente, come un bambino piccolo.
Non so che fare, disse con gli occhi lucidi.
Quella nuova americana, una piccola ed esile donna incapace di esprimersi,
non ancora trentenne, con le braccia ricoperte di peluria e i grandi
denti che le sporgevano sul viso stretto, teneva l'intero hotel nelle sue mani
ossute. Eppure eccola l, una milionaria che sembrava una trovatella, tremante
sul bordo del grande letto, con le spalle raccolte intorno alle orecchie.
Per favore, aiuta me.
Aveva un'aria tanto indifesa che mi avvicinai a lei e, contro ogni regola,
mi sedetti sul letto e cercai di confortarla. La sua mano era dura e
ruvida, come la zampa di una gallina.
Paparino, disse implorante.
Cosa c' che non va?
Mormor: Io bambina cattiva. Sembrava una pazza.
Credo che tu sia infelice perch senti la mancanza di Buddy, dissi.
Buddy manca a tutti. Era un amico.
A lui piace sculacciare me. Fa inginocchiare e prendere in bocca.
Dopo chiude nell'armadio buio.
Il mio sguardo sconvolto la fece sorridere. Torn a essere giocosa e infantile.
A me piace tanto, disse, arricciando le labbra e mettendo in mostra
le gengive violacee.
Non ero certo un santo, per non me la sentivo di farmi coinvolgere
in quel gioco che, potevo ben immaginarlo, andava dal fingere di maltrattarla
e abusare sessualmente di lei al rinchiuderla da qualche parte
nella suite padronale. Se l'avessi trattata nel modo in cui chiedeva, per
quanto crudele, avrei decretato il suo potere perverso su di me. Si serviva
delle dita da zampa di gallina per strapparmi una risposta.
Mi spiace. Hai chiesto all'uomo sbagliato dissi, alzandomi.
Il suo viso si irrigid e gli occhi le si riempirono di astio. Fuori dal mio appartamento.
Disse apartamiento. La poveretta era impazzita. Sapevo che i miei
giorni erano contati. Dopo questo episodio divenne una vera e propria
tiranna. Tran si licenzi. Chen era scontento, e anche Peewee. A causa
dell'insoddisfazione diventarono incompetenti. Le donne del personale
di servizio si limitavano a piangere. Per la prima volta da quando ero
stato assunto, l'hotel era impossibile da gestire perch avevo bisogno
di quelle persone. Volevo spiegarlo a Pinky ma lei era sempre chiusa
nella sua stanza, la scena del rifiuto. Era spaventata, enigmatica, sgarbata.
La ricchezza acquisita le aveva dato una specie di aria da condannata,
come un vincitore della lotteria intrappolato dalla fortuna
inaspettata che si autodistrugge lentamente. Anch'io fui colto di sorpresa.
Perch non mi ero reso conto che le buffonate di Buddy, la flatulenza,
le cadute, la mancanza di memoria e lo sguardo asfittico con
gli occhi fuori dalla testa significavano che gli era rimasto solo qualche giorno di vita?
Una sera verso le undici, mentre chiudevo l'ufficio, vidi Pinky
nella hall. Aveva un'aria disordinata e incerta, sembrava a disagio, e le
scarpe nuove la facevano zoppicare come se fosse arrivata l direttamente
dalla strada. Tuttavia, avevo anche notato una Jaguar fiammante
sbucare sotto l'Albero della pioggia davanti alla porta principale
- la signora Bunny Arkle. La ricca vedova aveva cominciato a
coltivare l'amicizia con Pinky. Era nella natura delle cose. Ero sicuro
che, con il passare del tempo, Pinky sarebbe entrata a far parte dell'Outrigger
Canoe Club, del Circolo ricreativo femminile di Honolulu,
del Teatro dell'Opera hawaiano. Avrebbe frequentato l'elegante
Ballo del cuore annuale, comprato un tavolo al Festival francese dell'Hilton
e all'Asta anonima di Natale dell'Honolulu Academy of Arts
a favore degli adolescenti a rischio - sarebbe diventata un pilastro
della societ di Honolulu.
Perch vai a casa cos presto? chiese Pinky.
Questa  casa mia, risposi.
Perch gi finito di lavorare?
Io non finisco mai. Dimmi, hai qualche problema alle dita? Per
qualche motivo continuano a schioccare? le chiesi. Perch hai annullato
le ordinazioni di fiori?
Prezzi pi buoni a Waipahu.
Palama si era occupato dei fiori per cinque anni, dall'omicidio di
Amo Ferretti. E Palama era malato. Aveva bisogno di soldi e noi eravamo
uno degli ultimi clienti. Dissi: A Buddy piaceva.
Buddy morto. Se ne and.
Fecero la loro comparsa dei lavoratori minuti, dagli occhi scuri e
dall'aspetto tormentato, sempre di corsa: personale di cucina, di sala e ai
piani, impiegati, addetti alla pulizia dei pavimenti, perlopi donne - erano
i filippini che aveva assunto. Lavoravano duramente, rispondendo direttamente
a lei, e l'hotel andava avanti proprio come prima. E, come
prima, io non avevo quasi niente da fare. Pinky era impaziente, avara e
crudele con i nuovi arrivati, ma l'albergo era pi pulito, pi curato e pi
efficiente. Aveva dato l'impressione di essere una povera anima confusa,
invece si era dimostrata molto abile nel ridurre i costi. Adesso nella hall
c'era un piccolo vaso di fiori, ma niente bouquet al ristorante o nelle
stanze. Nessuno riceveva una lei di frangipani all'arrivo, o una ghirlanda
qualsiasi. Niente pi accessori nel bagno - niente shampo, niente bagnoschiuma,
niente cuffia di plastica per la doccia. Al Paradise Lost vennero
eliminati gli antipasti dell'happy hour, come anche le noccioline miste.
Buddy aveva insistito per avere bottigliette di ketchup Heinz e di tabasco
e un vasetto di miele su ogni tavolo. Il tabasco fu abolito, il ketch-up
sostituito con uno non di marca e, per quanto riguardava il miele,
ora veniva servito in confezioni di plastica.
Sebbene avessi respinto le sue avance, Pinky non mi dava tregua. Insistette
che l'accompagnassi a fare shopping per portarle le borse. Mi fece
aspettare in macchina con Keola, che provava uno strano piacere nel
guardarmi con aria sciocca mentre lei mi dava degli ordini. Nei negozi di
Ala Moana la sorpresi a fissarmi come se volesse incoraggiarmi a prendermela con lei.
Metti scarpe.
Mi accovacciai ed eseguii l'ordine, meravigliandomi alla vista dei
calli giallognoli che aveva sui piedi.
Io non piaccio a te, disse.
Ti trovo assolutamente incredibile.
La mia affermazione non fece che confonderla, ma era la verit, mi
affascinava per il modo in cui aveva scalato la catena alimentare. La patologia
della sua vita era la storia dell'America - il piccolo immigrante tenace
e contorto che raccoglie l'eredit dei grandi e compiaciuti americani.
Pinky non poteva essere biasimata per il suo opportunismo. Aveva
salvato se stessa e la sua famiglia, mentre Buddy aveva ceduto alla degenerazione
e permesso alla sua famiglia di scivolare nell'anarchia.
Non che io avessi fatto molto meglio con la mia famiglia. Non avevo
messo da parte alcun risparmio pensando, da perfetto idiota, che
avrei continuato a tirare avanti alla meno peggio. Ma la mia posizione era
disastrosa. Avevo cinquantasette anni, una figlia piccola e un lavoro malpagato.
Vivendo in un hotel, non avevo bisogno di comprare una casa.
Adesso non avrei potuto permettermelo. Ero venuto alle Hawaii credendo
di essere in guai seri; anni dopo, erano diventati ancora pi seri.
Sweetie chiese: Perch non dici niente?
Pinky  il mio capo. Si tratta del mio lavoro.
Allora cercane un altro.
Ma poich il lavoro all'hotel era sempre stato molto facile, Buddy in
questo mi aveva favorito, non ero qualificato per nessun altro impiego.
Da giovane avevo sempre creduto, in modo del tutto innocente, che invecchiare
significasse progredire. Vivevi e prosperavi tranquillamente,
come aveva fatto mio padre, e una volta superata la mezza et ti eri sistemato
ed eri al sicuro - comodo, con la tua poltrona, la lampada da lettura
e il laboratorio, il letto e i libri, i tuoi figli che ti portano le ultime
notizie dal mondo. E non avevi nessuna paura oltre a quella estrema, l'estinzione.
Io invece non possedevo nulla. Non ero da nessuna parte, vivevo
su un sasso nell'oceano.
Perch non tiri su quella robaccia?
La mia unica soddisfazione consisteva nel sorriderle in modo compiaciuto
e nel fingere di non capire quello che stava dicendo.
Dopo un mese di gestione da parte di Pinky, sebbene avesse un'atmosfera
pi spoglia e triste che mai, l'hotel andava avanti con un'efficienza
mai conosciuta prima di allora. Controllavo ancora le fatture prima
di passargliele e rimanevo strabiliato di fronte ai nostri profitti. La riduzione
dei costi aveva funzionato. Il nuovo personale ridotto era muto
- conoscevo a malapena i loro nomi - eppure straordinariamente produttivo.
Il loro motto sembrava essere: Cammina in fretta e assumi un'aria
preoccupata. Passavano a tutta velocit da una mansione all'altra. I
loro stipendi erano talmente bassi che noi facevamo molti pi soldi. Senza
conoscere il termine ristrutturazione ma con un'ottima comprensione
del concetto - probabilmente essendo stata sfruttata a sua volta -
Pinky aveva ottimizzato la forza lavoro e reso l'hotel efficiente, gestendolo alla stregua di uno sweatshop o di un locale di spogliarelliste.
.
NOTA: SweatShop: letteralmente negozio del sudore. Piccole aziende con lavoratori sottopagati e che lavorano per molte ore. FINE NOTA.
.
Sapevo che avrebbe avuto successo - la signora Bunny Arkle era gi diventata
sua intima amica. Per me era giunto il momento di andare via,
cos le inviai una lettera di dimissioni di una riga.
Questa volta non mi fece attendere. Indossava una maglietta bianca
di Chanel con il profilo dorato, pantofole dorate e mutandine blu e sembrava
una bambina viziata, circondata da cuscini sull'enorme letto di
Buddy. Era cos piccola e spigolosa. Aveva un'aria cos infelice.
Senza che pronunciassi parola, disse: Non voglio che vai via.
Non hai bisogno di me.
Ho bisogno, ribatt. Siediti - qui, e diede un colpetto al bordo
del letto. Sollev la maglietta, si infil il pollice in bocca, apr le gambe
e fece scivolare la mano libera nelle mutandine blu.
Non funziona.
Torn a fare la timida, si tolse il pollice di bocca e abbass con violenza
la maglietta. Disse: Ho bisogno che tu ascoltare, paparino.
Per favore, non chiamarmi paparino.
Mise il broncio, poi - forse per conquistare la mia simpatia, forse
per sconvolgermi o impressionarmi - mi raccont la sua storia. La sua
infanzia, la baracca a Cebu City, lo zio Tony, il giapponese, il viaggio a
Guam, l'arrivo alle Hawaii come ballerina in un bar coreano, il volo verso
il continente con Skip il centauro, i giorni da prostituta in un motel
per camionisti, la fuga - tutto quanto. Fu un racconto strano, sconvolgente,
pieno di pericoli scampati, e mi spavent pi di qualunque altra
cosa avesse detto o fatto prima.
Buddy lo sapeva?
Scosse la testa tristemente. Cos adesso conosci la mia storia.
Non tutta, ma poteva bastare. Si dice che la vita sia una serie di decisioni,
ma a me non era andata cos. In alcuni punti cruciali della mia
vita non si era trattato di dover scegliere, ma di non avere altra scelta al
di l della pi ovvia, l'unica. Ci che appariva come una decisione radicale
era un volo dettato da puro e semplice panico, quando non avevo
altra scelta che saltare.
Io non sapere cosa fare, disse. Sollev la maglietta dalle protuberanze
dei capezzoli. Mi guard di nuovo piena di speranza, le labbra
pronte a pronunciare la parola Paparino, poi assunse un'espressione
delusa. Perch tu ridere?
Perch io lo so.
...
.
...
Ammaliato dall'isola.
...
.
...
I mazzi di fiori di zenzero, heliconia e protea, e tutti gli altri fiori sparirono
dalla hall. Se ne andarono Palama, Pacita e Marlene del personale
di servizio, e anche Tran, che aveva trovato lavoro in un ristorante vietnamita
e parlava di aprire un locale suo, Apocalypse Now. Puamana
fugg nel distretto Puna a Big Island dove aveva un cugino acquisito. I
cartelloni di Buddy che pubblicizzavano la hula in topless, gli omaggi
per i suoi bambini, gli ombrelloni da spiaggia a disposizione dei clienti,
i ricchi cereali del buffet della colazione - spar tutto quanto, e anch'io stavo per andarmene.
In uno degli ultimi giorni all'Hotel Honolulu, mentre facevamo colazione
accanto alla piscina, Rose disse: Voglio l'altro tipo. Questo  una schifezza.
Lasci cadere la fetta di pane tostato con le dita appiccicose e, anzich
leccarsele come faceva di solito, se le asciug con il tovagliolo.
Cosa c' che non va, bambina? chiese Peewee. Anche lui stava partendo,
per Maui, dove avrebbe dato una mano nella panetteria del figlio.
Odio questo miele.
Quando lo assaggiai, capii il motivo. La sostituzione del miele locale
con quello cinese, che veniva venduto in secchi da 20 litri e versato in bottigliette
di plastica, era un'altra delle misure adottate da Pinky per ridurre
i costi. Era roba di pessima qualit, con il sapore vagamente industriale
e troppo dolce dello sciroppo di mais cinese usato per adulterarlo.
Peewee spieg: Non prendiamo pi il miele da Kekua.
Dove avevo sentito quel nome?
Il giardiniere di Lionberg, aggiunse Peewee. Adesso  diventato
custode. Si occupa lui degli alveari da quando Lionberg  morto.
Quindi, anche dopo il suicidio di Lionberg, avevamo continuato a
comprare il suo miele fragrante, che aveva l'aroma del North Shore, di
eucalipto e puakenikeni e ilima e gardenia, di terra rossa e grandi onde
- le api di Lionberg proseguivano la loro laboriosa attivit anche
dopo che lui si era impiccato. Il suo nome non era scritto sull'etichetta,
quindi come facevo a saperlo?
Il miele mi spinse a fare una visita alla casa di Lionberg e a Kekua.
Il crollo del prezzo degli immobili aveva reso la miliardaria tenuta di
Lionberg invendibile sul mercato di fine anni Novanta. Kekua era rimasto
a fare il custode dell'immensa villa a struttura irregolare, con l'impluvio,
la piscina olimpionica, la serra delle orchidee, le file di alveari, il
Georgia O'Keeffe e il Matisse danneggiato, le mazze da guerra delle Figi,
i pugnali gilbertesi, le pagaie delle Isole Salomone, i vasi di koa
hawaiani e i gambali di dente di cane. Kekua spolverava tutto, i proventi
del miele erano un extra.
La casa e quello che conservava erano rimasti intatti, ancora in attesa
del decreto di successione a causa del complicato testamento di Lionberg
e della contesa tra figli ed ex-mogli per l'eredit. Le stanze erano
piene di opere d'arte, la cucina da buongustaio brillava, ma la casa era
chiusa, disabitata, e tutto quell'ordine le conferiva un'aria austera.
Era davvero una casa malinconica, o si trattava piuttosto di una
proiezione del mio struggimento, dovuto al fatto che non possedevo
nulla? Ma in quel luogo, come un monumento all'irrilevanza, c'era il
mondo di Lionberg fatto di lusso sfrenato: Lionberg era morto. Sapevo
pi di quanto avessi voluto sull'ultimo anno di Lionberg, le sofferenze
per via di Rain Conroy, la giovane donna irraggiungibile - troppo
distante, troppo giovane, troppo innocente, riluttante a diventare
la moglie prigioniera di un uomo ormai sessantenne su una remota
isola del Pacifico. Le api continuavano a ronzare, e quel giorno il ronzio
rappresentava il rumore predominante nel giardino del defunto proprietario.
Se l'avvocato  d'accordo, puoi usare la dependance degli ospiti, mi propose Kekua.
Essendo superstizioso, rifiutai e affittai invece un posto dietro la
propriet di Lionberg, un piccolo bungalow verde sotto un albero di
mango su un bel promontorio ricoperto da un bosco di carpini. Come
all'Hotel Honolulu, davanti alla casa c'era un Albero della pioggia con
ciuffi di orchidee aggrovigliate intorno al tronco.
Sono hononos, disse Sweetie. Fioriscono a marzo. Hanno un buon profumo.
Mentre Sweetie si trovava a disagio nel nuovo ambiente - eravamo
troppo lontani dalla citt, diceva - Rose era nel suo habitat naturale. Era
felice quando sentiva il  canto del gallo. Desiderava un cane. Trov degli
amici e si mise a fare il capobanda, raccontando della sua vita nell'hotel
di Waikiki e provando piacere nel vederli impressionati.
Cosa importante sulle api, disse Kekua quando visitai la tenuta.
Il lavoro  pi facile in due.
Allora sei fortunato, Kekua.
Imparai a raccogliere il miele dalle api di Lionberg. Kekua, che sapeva
fare un po' di tutto, un con dei chiodi le basse cassette, chiamate
melari, che usavamo per ingrandire gli alveari, mettendole una sopra l'altra
sull'arnia, come piani separati. La struttura torreggiante mi ricordava
l'Hotel Honolulu e la definizione che Buddy gli aveva dato, storia multi-visione.
Kekua mi mostr come si suddividevano le arnie. Individu le api
operaie, spiegandomi come eleggessero una nuova regina e come i fuchi
compissero voli fertilizzanti. Soffi il fumo negli alveari, sollev cautamente
le tettoie (alle api non piace rumore forte... alle api non piace
pioggia... alle api non piace nuvola) e scost l'ammasso di api intontite
dal fumo da una parte, mostrando i favi di miele ambrato. Infilai il dito
nel favo riscaldato dal sole e leccai il miele tiepido.
Cosa pensi? Ono, eh?
Gi. E pensai, alla fine sono dove voglio essere.
In quel bel clima fatto di lunghe stagioni soleggiate c'era una nuova
fioritura ogni mese, non faceva mai freddo, e tanto meno gelava. Cos le
api prosperavano tutto l'anno. Grazie ai lunghi periodi di inattivit - e
Kekua faceva i lavoretti di falegnameria - l'apicoltura era un passatempo
perfetto, e un'impresa proficua.
Come Sherlock Holmes, dissi un giorno a Kekua.
Ma tu eri andato in pensione, Holmes. Abbiamo sentito che vivi come
un eremita tra le api e i libri in una piccola fattoria.
Esatto, Watson. Ecco il frutto del mio tranquillo riposo...
Kekua sorrise da dietro la maschera e continu a grattare via il propoli in eccesso in un'arnia.
 in un libro, spiegai. Un detective.
Kekua scroll le spalle nell'informe tuta bianca da apicoltore. Ero
convinto pi che mai di essere dove volevo, in un luogo dove una buona
anima come Kekua conosceva il propoli ma non Sherlock Holmes, e
per quanto riguardava i libri - come diceva Buddy: Noi non li leggiamo, mastichiamo solo le copertine.
In quel mondo meraviglioso, gli uccelli pronunciavano lunghe frasi
piene di significato e la gente si esprimeva a semplici monosillabi. Ai
pranzi con Leon Edel, ci eravamo detti tante volte che eravamo in un
luogo perfetto. E in qualche modo sembrava adatto anche a Rose. Ero
felice di averla portata via da Honolulu e non avevo il coraggio di esiliarla nel continente.
Sweetie invece diceva: Questa  vera campagna. I boschi la spaventavano,
il vento tra i carpini le impediva di dormire, le onde erano
pi violente che in citt e lei si perdeva per le stradine. Le mancavano i
suoi amici, Puamana non la chiamava mai, non c'erano marciapiedi sui quali potesse pattinare.
E quello cos'? le chiesi un giorno vedendola sul sof, china su uno spesso libro che teneva sulle ginocchia.
Anna Care Nina. Il miglior libro al mondo, disse con voce triste, disingannata. Si dice.
Chi te lo ha detto?
Peewee.
Lo aveva acquistato per farmi piacere, ma non riusciva a capirlo.
Singhiozz per l'esasperazione, affermando di essere stupida. La presi
tra le braccia e la confortai: Non importa.
Sei ad alto mantenimento, disse lei, Tolstoj!
I Tolstoj siamo noi, url Rose dall'altra stanza.
L'odore del grosso tascabile non letto, sempre pi rovinato dall'umidit,
rese il libro sgradevole, ma quando alla fine decisi di buttarlo,
per compiere una specie di purificazione rituale, non riuscii a trovarlo.
Nel bosco c'erano dei cinghiali - pelosi, scuri, con grosse zanne e occhi
selvaggi. Scavavano delle gallerie nell'alta erba di guinea. All'imbrunire
un gufo, un pueo locale, usciva dagli alberi sotto il bungalow verde
mentre i cani del vicino cominciavano ad abbaiare. Alcuni topi delle soffitte
avevano fatto il nido nelle grondaie della casa - si erano arrampicati
sul mango, rosicchiando i frutti lungo il percorso e, barcollando sui rami,
erano saltati sul tetto. I topi di fogna scavavano buchi nei muri.
Le Hawaii erano piene di topi, di squali che nuotavano al largo, di
scarafaggi dal guscio simile a quello di tartaruga, di gechi, falene e di
dieci specie diverse di formiche. Ci dimostrava con assoluta certezza, e ricordava
costantemente, che le Hawaii erano il paradiso.
Per un po' non feci nulla tranne che lavorare con le api: pulivo e
riordinavo gli alveari, estraevo il miele e lo mettevo nello smielatore e
qualche volta andavo con Kekua in citt per venderlo al litro nei negozi
di prodotti biologici. Mi piaceva l'attivit semplice di raccolta del miele
- le api facevano la maggior parte del lavoro. A volte mi pungevano. Le
loro punture mi provocavano un piacevole prurito.
Ricordavo il giorno trascorso con Lionberg e le api, quando avevo
portato Sweetie a conoscerlo. Stava raccogliendo il miele. Lo aiutai a trasportare
le cassette, che erano i diversi piani dell'alveare, pieni di telaini
che contenevano i favi del miele. Facemmo a turno per mettere i telaini
nello smielatore. Il miele si staccava dai favi disopercolati e usciva fluido
e sciropposo dal rubinetto alla base dello smielatore. Veniva poi passato
in un filtro a sacco e con flusso regolare cadeva in un secchiello, riempiendolo
completamente. C'era sempre qualche ape morta o moribonda
nella densa pozza di miele del filtro a sacco.
Le api annegano silenziosamente nel miele, senza tanto trambusto.
Sembra quasi che sia una cosa piacevole per loro - almeno  quello che
sembra a giudicare dall'ebbra esitazione, dalla lenta lotta, dal breve batter
d'ali prima dell'immobilit, quando il corpo viene infine ricoperto e
travolto dalla dolcezza e loro rimangono paralizzate, morte e assumono
un colore ancora pi scuro. Era l'aspetto degli insetti appena catturati
dall'ambra nel paleozoico, tutto calore e morbidezza e dolce linfa, che
col passare del tempo diventarono i moscerini deboli e neri nei fragili
frammenti di resina. Mi capit di guardare le api e pensare:  il modo in
cui un alcolizzato annegherebbe nel whiskey, affondando e sorridendo in
un distillatore mentre le bollicine salgono in superficie.
Lionberg doveva aver capito quello che stavo pensando perch si
mostr molto meravigliato dalle api. Sosteneva di essere un apicoltore
dilettante, ma come in tutto quello che faceva era accurato ed esperto.
Quella sei tu, disse Sweetie indicando un'ape annegata nella pozza
di miele. Era sotto inteso che la sua vita fosse perfetta.
No, protest Lionberg, sorridendo. Ma posso immaginare la sensazione.
Adesso era morto. Avanzando lentamente sotto il sole sul camioncino
di Kekua, riflettevo sulla mia vita, a cominciare dai primi
malintesi. Per anni, soprattutto quando siamo giovani, ci chiediamo
come finiremo. Adesso sapevo di essere giunto alla fine di qualcosa.
Tanto tempo fa, da bambino, mi ero immaginato prima cacciatore di
pelli nell'Artico canadese e poi medico. In Africa mi ero visto ufficiale
scelto o rettore di qualche universit. In seguito, in Inghilterra, la
mia ambizione era stata quella di diventare proprietario terriero - di
una propriet particolare a Marshood Vale, nel Dorset. Per tutto questo
tempo mi ero dedicato alla scrittura. Poi nella mia vita ci fu uno
strappo. Fuggii, ritrovandomi con frammenti della mia esistenza, e il
tempo era passato cos velocemente che avevo lasciato indietro la mia
capacit di narrarla. E poich mi ero esiliato nel Pacifico, ricominciando
da zero, sospettavo che per me non ci fosse una fine ma soltanto una lenta decadenza.
Dove mi avevano portato tutti quegli anni trascorsi a dirigere l'Hotel
Honolulu? A un bungalow in affitto nei boschi del North Shore. Ammaliato dall'isola.
Scrivi un libro dell'orrore, mi disse Sweetie. Come Stephen King. Lui ha fatto un sacco di soldi. Ed  ferito. Forse puoi prendere il suo posto.
Mi limitai a sorridere e, come sempre, meditai sulle sue segrete infedelt.
Potrebbero fare un film. Cos guadagni di pi.
L'ho gi fatto.
Non lo sapeva, ne rimase impressionata.
Ma non ho tenuto i soldi.
Allora che succede adesso?
Sto aspettando un segno.
Lei comprese; era il modo in cui si svolgeva la vita in quel luogo. Alle
Hawaii eravamo piccoli, come uomini su una zattera. Vivevamo sull'acqua, guardavamo il cielo.
Su quella zattera un giorno mia figlia mi disse: Pap, raccontami una storia.
Non conosco nessuna storia, risposi. Aiutami. Suggeriscimi la prima frase.
C'era una volta un uomo su un'isola, cominci.
Veniva da molto lontano, continuai.
E com'era l'isola?
Era un'isola lussureggiante. L'uomo disse: Voglio rimanere qui.
Cos trov lavoro in un hotel.
Che genere di hotel?
Molto alto. Pieno di storie.
Raccontamele tutte, disse Rose.
Alcune sono tristi. Altre sono felici.
Le storie felici sono tutte uguali, afferm Rose scuotendo la testa, soddisfatta di s. Ma ogni storia triste  diversa, ciascuna triste a modo suo.
Scoppiai a ridere e la strinsi tra le braccia. Mi sono chiesto che fine
avesse fatto quel libro!
Con l'incoraggiamento di Rose, rinnovai la vecchia abitudine di
guardare la mia vita come qualcosa degna di essere ricordata e condivisa.
Tutte le persone che conoscevo, le loro fortune e il loro destino, erano
parte di un disegno pi grande, intenso e memorabile perch l'hotel
le conteneva - non campioni ma souvenir - parte della mia vita.
Quando JFK Jr. si spos, Sweetie si era limitata a ridere e a dire della
sposa: Che howlie! Mor in un incidente aereo mentre stavo scrivendo
il libro - questo libro pieno di cadaveri - e Sweetie fu inconsolabile,
come una sorella, come un'amante.
Altrove la gente diceva quanto fossi distante e sperduto, ma no -
erano loro, che ancora brancolavano, a essere lontani. Io ero finalmente
dove volevo essere. Avevo dimostrato quello che sospettavo da sempre:
che anche il viaggio pi tortuoso  il cammino verso casa.
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FINE.
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Glossario dei termini hawaiani e pidgin.
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La lingua ufficiale delle Hawaii  l'inglese ma  arricchita di parole e frasi hawaiane e modi gergali pidgin. La lingua indigena  parlata solo da circa 9000 persone, ma l'85% dei toponimi sono in hawaiano e, spesso, il loro nome nasconde un'interessante storia. I primi immigrati hawaiani comunicavano tra loro in pidgin, una sorta di inglese primitivo e semplificato che tutt'oggi costituisce il colorito dialetto locale in continua evoluzione.
Adobo: salsa piccante.
Aloha: saluto hawaiano che significa amore.
Bugga pronuncia di bugger: tipo, ma anche spregiativo,
coglione, finocchio.
Cakey: bambina.
Calabash: zuccone.
Crackseed: prugne con lo zucchero.
Da kine: parola con pi significati, usata a volte nella conversazione quando non si trovano le parole: potrebbe tradursi con un intercalare come del tipo oppure cos.
Eye-nah: terra.
Frikken: fottuto.
Hana bata: moccio.
Hanai: adottare.
Haole: uomo bianco.
Hapa: mezzosangue.
Helau: tempio.
Howlie: pronuncia di haole.
Huhu: fuori di testa.
Hui: incontro.
Insecticide: incesto.
Kama'aina: nativa hawaiana.
Kanaka maoli: hawaiani genuini.
Keiki: bambino.
Kolohe: matto, mascalzone.
Kukui: aleurite.
Lanai: patio coperto.
Laulau: carne o pesce avvolta in foglie.
Lei: ghirlanda di fiori.
Lolo: pazzo.
Lomi salmon: grossi pezzi di salmone con verdure grattugiate  e cipolla.
Lua: bagno.
Mah alo: grazie.
Mahu: omosessuale.
Mochi: riso battuto.
Mucky: morto/a.
Negritos: melanesiano.
Nuh: allora, davvero.
Ohana: famiglia.
Okole: culo.
Ono: delizioso.
Ookoos: pidocchi.
Opihi: molluschi hawaiani.
Pakalolo: marijuana.
Pupule: pazzo/a.
Pau: fine.
Pilikia: guai.
Poi: pasta color porpora ottenuta dalla radice di taro macinata.
Poki: pesce crudo marinato con limone.
Pono: virtuoso, giusto.
Popolo: uomo di colore, negro.
Pupus: aperitivo.
Saimin: zuppa di tagliolini.
Shee-shee: pip.
Skeevy: torbido.
Spam: carne in scatola.
Spam musubi: carne in scatola con riso.
Wahine: donna delle Hawaii.
Whyan: altro nome locale per Hawaii, molto spesso usato come aggettivo.
Whyee: Hawaii.
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FINE.